RIORDINO DEI SERVIZI DI SALUTE MENTALE: le parti sociali continuano la mobilitazione (Laura Fachin e Ivana Bosio)

 

 

  • Giovedì 21 aprile scorso una delegazione del Comitato di Salute Mentale è stata ricevuta nel palazzo della Regione dalla IV Commissione per esporre le problematiche legate alla DGR 30 e alla psichiatria piemontese. Per informare di quanto è stato detto, presento qui di seguito brevi stralci del verbale dell’incontro. Di mio personale, vi assicuro che partecipare è stata un’esperienza interessante e molto coinvolgente. Soprattutto per merito delle due portavoce che “con garbo”, intelligenza e spessore, come osservato più volte dagli stessi Consiglieri, hanno saputo portare l’attenzione dalle Strutture alle PERSONE che di queste strutture usufruiscono. Venerdì 6 maggio vi è stata una riunione del Comitato per aggiornamenti sul percorso della famigerata delibera e per ideare nuove strategie di azione.

                                                                                         Ivana Bosio

 

“Il Comitato, per mezzo delle due portavoce Carla Soldi, familiare ed ex presidente della Diapsi e Laura Fachin, psicologa e psicoterapeuta, si è presentato alla IV Commissione illustrando come propria caratteristica distintiva il suo carattere plurivoco e trasversale: si tratta, infatti, di un gruppo composito che ospita al proprio interno individui e organizzazioni con esperienze, punti di vista e priorità a volte diverse, ma tutti egualmente interessati a promuovere una rinnovata cultura della salute mentale e una pratica della cura orientata soprattutto alla persona, e non soltanto alla malattia. Nel raggiungimento dei suoi obiettivi, il Comitato ritiene centrale non solo il continuo confronto interno, ma soprattutto l’apertura alla cittadinanza e il dialogo con le istituzioni.

 

In seguito, sono state descritte tutte le difficoltà che quotidianamente i familiari incontrano nel chiedere aiuto in un lungo e difficile percorso terapeutico. E’ stato messo in risalto il carattere complesso e inafferrabile della malattia mentale, che per essere affrontata ha bisogno di interventi multiformi e sinergici, non solo di tipo assistenziale ma di impronta terapeutica e riabilitativa, da affidare a personale altamente qualificato ed esperto. E’ stata espressa la forte esigenza che qualsiasi riordino dei Servizi di salute mentale parta da un’attenta analisi dei bisogni di utenti e familiari.

 

Le domande poste dai Consiglieri hanno offerto l’occasione per parlare, tra le altre cose, dell’importanza di percorsi di cura continuativi (non frammentati), definiti congiuntamente da Servizio pubblico ed enti gestori, con il coinvolgimento strutturale degli utenti e delle loro famiglie; della possibilità, per gli utenti, di scegliere tra diverse possibili opzioni e luoghi di cura;

della centralità di un diverso uso delle risorse economiche, che non andrebbero concentrate soltanto sulla residenzialità, ma investite anche in strumenti diversi e purtroppo sottovalutati come le borse lavoro e gli assegni terapeutici.

 

 

La IV Commissione è stata attenta nei confronti del Comitato, al quale ha dedicato circa un’ora e mezza del suo tempo. Purtroppo l’Assessore non ha potuto essere presente e non ha inviato alcun delegato.

 

Le portavoce hanno consegnato alla Commissione:

1)      il Manifesto del Comitato, firmato da tutte le organizzazioni che lo sostengono;

2)      un Allegato tecnico, con rilievi critici e proposte in merito alla DGR 30

 

  • La riunione di venerdì 6 maggio presso il Caffè Basaglia è stata centrata sulla preoccupazione che, allo scadere del termine fissato dal TAR per il prossimo 28 maggio, la DGR 30 possa riemergere dal silenzio in cui permane dalla data della sua sospensione riservandoci una brutta sorpresa. Infatti, nonostante le innumerevoli sollecitazioni, i lavori di riscrittura sono avvenuti ancora una volta senza alcun confronto con le parti sociali coinvolte.

 

Per contrastare tale eventualità, il Comitato ha programmato un Flash Mob lunedì 23 maggio alle ore 18.30 in piazza Castello.

 

Inoltre, è prevista una nuova riunione i cui protagonisti saranno i familiari e le loro associazioni. Obiettivo principale dell’incontro sarà quello di partire dalle esperienze vissute dalle famiglie all’interno dei servizi di cura, per “sintetizzare” da esse uno specifico punto di vista (o più punti di vista) da cui poter formulare critiche e proposte.

 

 

Laura Fachin

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

I LUOGHI DEL POSSIBILE

Fare salute mentale oggi

 

a cura del Consorzio Cascina Clarabella

 

Introduzione
La salute mentale che sogniamo
Claudio Vavassori, Carlo Fenaroli

L’IDEA DI CURA

Mettere tra parentesi la malattia mentale
Nuove (e vecchie) ipotesi per la cura della sofferenza psichica
Intervista a Angelo Barbato a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

Riconoscersi nel destino di fragilità dell’altro
Per curare servono introspezione e immedesimazione
Eugenio Borgna

Perché non bastano gocce e pastiglie
Se la salute mentale è data da casa, lavoro e rete sociale
Andrea Materzanini

La salute mentale tiene le porte aperte
Il sogno di Cascina Clarabella
Intervista a Claudio Vavassori a cura di Roberto Camarlinghi

PER UNA CITTA’ CHE CURA

Il sogno della città che cura
L’attualità della lezione basagliana
Intervista a Franco Rotelli a cura di Roberto Camarlinghi

Di chi sono gli adulti fragili di una città?
Un’esperienza di collaborazione tra servizi a Piacenza
Corrado Cappa, Claudia Marabini

I luoghi buoni della cura
Come mandare avanti la rivoluzione culturale avviata da Basaglia
Intervista a Peppe Dell’Acqua a cura di Anna Poma

Fare inserimenti lavorativi nel tempo della crisi
Una sfida epocale per la cooperazione sociale
A cura di Carlo Fenaroli e Claudio Vavassori

Lavorare con il sogno di una felicità urbana
Senza un’utopia rimane il poco che viviamo quotidianamente
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

PER UNA PSICHIATRIA DI COMUNITA’

In salute mentale il sociale è importante
Perché prendersi cura della vita quotidiana
Andrea Materzanini

Rompere l’inerzia psicotica
A cosa serve il budget di salute
Domenico Castronuovo

Il budget di salute in dieci punti
Verso una psichiatria di comunità
Roberto Legori, Greta Manca

Storie in cammino verso l’autonomia
Tre racconti di operatori
Valentina Gaspari, Mauro Peri,Greta Manca

LETTERE AI GIOVANI OPERATORI

A un giovane operatore della salute mentale
Lettera aperta per riconoscerci in una storia che parla al futuro
Peppe Dell’Acqua

Navigare nei mari della salute mentale
Raccomandazioni ai giovani marinai di un intrepido equipaggio
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi

 

Essere operatore della salute mentale
Idee per un manifesto
A cura degli operatori della Cascina Clarabella

 

   Micheline Cacciatore

  

Quando l'ansia infantile prende il sopravvento

 
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform
pag.118 - € 11,22
 

https://www.amazon.it/Quando-lansia-infantile-prende-sopravvento/dp/1983896691

   

 

Uno psichiatra e una psicologa si confrontano a partire da un libro che racconta l'esperienza di lotta di una madre accanto a una figlia contro l'emetofobia, un'ansia infantile che genera una paura irrazionale.
 
Il libro narra una storia realmente accaduta, raccontata in prima persona da una madre che si trova a dover gestire l'insorgenza dell'emetofobia (paura irrazionale del vomito) nella vita di sua figlia e della sua famiglia. Mentre le condizioni di sua figlia peggiorano di giorno in giorno: diventa sempre più magra, si rifiuta di uscire di casa, utilizza una serie di rituali ossessivi, questa madre si rende conto che le normali sedute settimanali di psicoterapia non sono sufficienti ed è necessario trovare una cura specifica. Nonostante l'emetofobia sia una delle cinque fobie più diffuse, è ancora poco conosciuta e trovare una cura adeguata può essere difficoltoso. Dopo varie ricerche, la madre approda finalmente alla Clinica Universitaria di Miami che propone una terapia mirata: la desensibilizzazione graduale intensiva, che prevede un'esposizione progressiva allo stimolo che provoca la fobia, in questo caso il vomito. Nel corso del libro viene raccontato il percorso terapeutico che porta gradualmente la giovane paziente, ma anche i suoi familiari, a gestire e superare la fobia. In seguito a questa esperienza, Micheline Cacciatore, l'autrice ha aperto un blog “Emetofobia destrutturata” nel tentativo di raggiungere ed essere d'aiuto ad altri genitori che si trovano ad affrontare la stessa problematica.
Quando l'ansia infantile prende il sopravvento è il primo libro di Micheline Cacciatore. Il successo del suo blog, “Emetofobia Destrutturata”, l'ha convinta a scrivere per raggiungere ancora più persone. È cresciuta in Massachusetts e ha frequentato la Walnut Hill School of Arts, dove ha studiato danza classica. Dopo un brutto infortunio, che le ha impedito di proseguire la carriera di ballerina professionista, ha frequentato la scuola di fotografia, dove ha ottenuto il diploma di fotografa e ha conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver lavorato alcuni anni come fotografa, è tornata alla sua vera passione, la danza, dedicandosi all’insegnamento. Nel 2010, Micheline ha venduto la scuola di danza in Massachusetts, per trascorrere più tempo con la sua famiglia. Insegna ancora danza e vive a Miami, con il marito e i due figli.