RIORDINO PSICHIATRIA: RICHIESTA DI AUDIZIONE PRESSO LA GIUNTA REGIONALE (Fenascop, AGCI Solidarietà Piemonte, DiAPsi, ALMM)

Preg.mo Presidente della Giunta Regionale Dott. Sergio Chiamparino

 

Ill.mi Membri della Giunta Regionale

Dott. Aldo Reschigna Dott. Francesco Balocco Dott.ssa Monica Cerutti Dott.ssa Giuseppina De Santis Dott. Augusto Ferrari Dott. Giovanni Maria Ferraris Dott. Giorgio Ferrero Dott.ssa Antonella Parigi Dott.ssa Giovanna Pentenero Dott. Antonio Saitta Dott. Alberto Valmaggia

 

Oggetto: Richiesta di udienza per modifiche e integrazioni alla bozza di deliberazione di integrazione della DGR 30-1517/2015 e s.m.i.

 

Gli scriventi rappresentano un ampio numero delle istituzioni del privato imprenditoriale e del privato sociale che da molti anni gestiscono strutture residenziali e semiresidenziali per pazienti con problemi psichiatrici, mentre altri degli scriventi presiedono associazioni che si prendono cura dei problemi dei familiari e delle famiglie che soffrono per le analoghe problematiche. Tutti, nello scorso anno, ci siamo dovuti avvalere dell’aiuto di uffici legali e rivolgerci al Tribunale Amministrativo Regionale per ottenere la sospensione della DGR 30.

Abbiamo ricevuto a fine luglio u.s. l’ultima versione della bozza di deliberazione regionale rubricata “Revisione della residenzialità psichiatrica. Integrazione a DGR n. 30-1517/2015 e s.m.i.”. In considerazione che la nuova e terza versione della DGR 30 sarà oggetto nelle prossime settimane del parere della IV Commissione e del voto della Giunta Regionale desideriamo rivolgere la richiesta di poter esporre le nostre perplessità e preoccupazioni in merito al documento proposto all’ Assessorato alla sanità, che evidenzia ancora una volta la distanza tra la bozza di integrazione alla Dgr 30/2015 e gli elementi alla base del ricorso pendente al Tar. In modo molto sintetico desideriamo segnalare alla Vostra attenzione che ci sembra permangano analoghe criticità che abbiamo manifestato rispetto alla vecchia delibera.

 

Certamente alcune modifiche ci sono apparse come positive:

- Costituzione di un Osservatorio della psichiatria, del quale siamo in attesa da anni.

- Il riconoscimento ( almeno verbale ) dell’ importanza della scelta del luogo di cura

- L’accreditamento dei gruppi appartamento.

 

Tuttavia, desideriamo segnalare:

- che nel corso di questi mesi non è stata offerta ai numerosi ricorrenti nessuna interlocuzione e possibilità di confronto scientifico sui rilievi effettuati dall’Assessorato e che la nuova versione è frutto esclusivo ed unilaterale dell’Assessorato alla Sanità. Si rammenta che la richiesta di concertazione, oltre all’evidente intento costruttivo, è sostenuta dalla disponibilità offerta dai ricorrenti in sede giurisdizionale ad un rinvio della decisione di merito sui ricorsi avverso la DGR 30-1517/2015.

- che la stessa scelta del personale ( forte prevalenza di operatori socio sanitari, educatori, nessun psicoterapeuta, riduzione delle ore di presenza dello psichiatra, cancellazione della ‘pronta reperibilità’ dello stesso ) costituisce testimonianza del declassamento di finalità terapeutiche, comportando un indirizzo verso un lavoro puramente assistenziale e di “badanza”. In particolare la riduzione delle prestazioni della figura dello psichiatra precluderà le possibilità di pronto intervento ai numerosi atti autolesivi e anticonservativi dei pazienti. La mancata presenza della figura dello psicoterapeuta (nei suoi vari aspetti di terapia individuale, di gruppo, familiare, di psicodiagnostica ) costituirà l’ annullamento di qualsiasi ‘percorso’ terapeutico ( = tentativo di modificazione stabile dei sintomi ). Il testo presenta una composizione di equipe veramente molto distante da quanto indicato in letteratura scientifica come “equipe multiprofessionale”

- che una sua eventuale applicazione ( che non tiene in considerazione delle figure professionali che fanno ormai parte integrante di molte realtà non solo in Piemonte ) comporterebbe un forte numero di licenziamenti di personale in servizio da anni ( circa700 in tutta la Regione Piemonte ) e l’ assunzione di circa 300 nuovi operatori inesperti e con qualifiche professionali di minore livello.

- I servizi generali (ausiliari) non sono stati considerati all’interno del sistema tariffario: né quantificati, né inseriti nel costo nelle tabelle allegate. Si tratta pertanto di un sistema tariffario che non è congruo con i criteri organizzativi, gestionali e strutturali, che non utilizza le tabelle di calcolo di precedenti testi normativi e legislativi, né di una comparazione del costo per i contribuenti delle analoghe strutture residenziali gestite dalle Asl.

- che un abbassamento delle rette giornaliere attualmente corrisposte di oltre il 25 % comporterà la chiusura di un numero veramente elevato di istituzioni da anni operanti

- che introducendo scale di valutazione delle condizioni cliniche dei pazienti (delle quali è dubbio il valore scientifico in tutta la letteratura ) l’Assessorato ha rilevato ‘impropri inserimenti’ e che pertanto ne evince spostamenti per quasi il 50% dei pazienti attualmente inseriti. E’ evidente una specie di sentenza di imperizia del lavoro svolto dai servizi pubblici invianti e di negligenza da parte dei gestori delle istituzioni medesime. Ma anche una choccante opera di ‘trasloco’ dei pazienti. Il risultato di questo intervento porterà ad un elevato aggravio dei costi, alla chiusura di diverse strutture ed avrà un effetto contrario all’obiettivo della dgr di riordino ovvero la riduzione dei costi.

- che anche il difficile tema della distinzione dei casi che fruiscono di trattamenti sanitari dai casi che fruiscono di semplice assistenza è stato sbrigativamente affrontato con scale di valutazione di dubbia scientificità e/o di rilievo del luogo di inserimento, criteri che comunque esulano da una seria ricerca clinica e scientifica.

- Nella nuova versione anche gli strumenti di lavoro più utilizzati e pubblicizzati nella letteratura internazionale (centri diurni, borse lavoro ) che la Dgr 357/ 97 almeno menzionava, non vengono neanche più presi in considerazione.

 

Per tutti i motivi precedentemente elencati, seppure in modo sintetico, siamo nuovamente a chiedere una audizione dalla vostra Giunta, prima che la nuova versione della Dgr venga approvata.

Con riserva di tutela delle proprie posizioni e dei propri interessi.

 

Distinti saluti.

 

Torino, 1 settembre 2016

 

Metello Corulli Presidente Fenascop Piemonte metelloc@altervox.it

Giuseppe D’Anna AGCI Solidarietà Piemonte gd.danna@gmail.com  

Barbara Bosi Graziella ALMM bosi@almm.it

 

Gozzellino Presidente Presidente Diapsi diapsipiemonte@gmail.com

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 Claudio Rabbia

LA MIA VITA CON IL PARKINSON SULLE NOTE DEL TANGO

 

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2018, € 16,00, pag.176

 

Claudio Rabbia racconta con ironia la sua vita, dalle prime bravate da bambino all'incontro con Ivana, dalle difficoltà economiche alla scoperta del Parkinson che, a soli 44 anni, con due figli ancor piccoli, gli stravolge l'esistenza.
Dopo iniziale depressione decide di combattere la malattia a viso aperto, memore delle parole di suo padre "Se non ci riesci prova a fare al contrario di quello che hai fatto finora". Così Claudio studia nuove strategie per affrontare tutti gli ostacoli che la malattia porta al movimento.
Seguendo questa nuova strada si accorge che, dopo aver ballato il Tango argentino, sta meglio: ritrova l'equilibrio, i movimenti sono più sciolti, anche la calligrafia cambia. Ne parla con i suoi medici e da quel momento la sua vita cambia direzione.

QUARTA DI COPERTINA

Mi rimboccai le maniche cercando di dimenticare la frase "Non si guarisce, è una malattia degenerativa". Non volevo limitarmi a cercare stratagemmi per sopravvivere. Da quando misi in pratica quesa teoria, cioè non limitarmi ai consigli dei medici ma provare ad andare oltre, pur non sapendo ancora come, mi accorsi di sentirmi meno depresso. Trovare una speranza diversa dalle solite mi faceva acquisire fiducia in me stesso.
Ora avevo chiara la mia situazione: era come se avessi due personalità dentro di me. Mi dividevo fra la parte mia normale e la parte ammalata: da una parte ero Claudio Rabbia, dall'altra ero Claudio Parkinson. Quindi non ero tutto da buttare, metà di me era normale.
Difficile la convivenza dei due Claudio: il primo sempre attivo e allegro, il secondo ogni volta più lento e malinconico. Questo era il mio nuovo mondo.
Tenere divisi questi due personaggi è stato utile, a mio parere. Non ho mai condiviso la teoria degli psicologi che cercano in tutti i modi di farti accettare "la situazione". Non posso accettare la convivenza in me di un qualcosa che mi fa stare male. CR sta bene e non deve fermarsi per aspettare CP che è lento e che fa stare male. Che provi a correre più veloce se vuole raggiungermi, intanto non ce la farà mai. CR sarà sempre davanti. Accettai così la sfida con Mister park.
BIOGRAFIA DELL'AUTORE
Claudio Rabbia nasce a Cuneo il 16 settembre 1956. La sua famiglia è composta da papà Angelo e mamma Lucia, due sorelle più grandi di lui, Concetta ed Elsa, e due fratelli più piccoli, Paolo e Alberto. Terminata la terza media inizia a lavorare nell'azienda agricola di famiglia a Roata Chiusani.
Il 23 maggio del 1981 si sposa con Ivana Revelli e, dalla loro unione, nascono Maurizio nel 1982 e Andrea nel 1986.
All'età di 44 anni, nel 2000, iniziano le prime difficoltà motorie e dopo le prime visite neurologiche, nel 2001, gli viene diagnosticato un "Parkinsonismo". Poco tempo dopo ha la certezza di essere affetto dalla "Malattia di Parkinson".
Dopo un periodo di comprensibile depressione si rialza, grazie alla forza sua e della moglie Ivana che lo spinge a non chiudersi e a continuare a coltivare la loro grande passione, il Tango Argentino.
Nel 2006 Claudio fonda, con l'aiuto di alcuni amici e dei neurologi dell'Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo, che lo seguono, l'Associazione Parkinson Lago Maggiore con sede a Pallanza.
Nel 2011 apre una seconda sede a Cuneo diventando "Associazione Parkinson Lago Maggiore, Cuneo e le sue Valli", meglio conosciuta grazie al suo originale e simpatico logo con la lumaca "La Parkimaca", portandolo così a far conoscere e divulgare, in Italia e non solo, la tanto sospirata "Tango Terapia".