APPROVAZIONE DGR 30: COMUNICATO STAMPA DI DAVIDE GARIGLIO

SALUTE; PSICHIATRIA: GARIGLIO (PD): PARERE DELIBERA VINCOLATO A MODIFICHE, MEDIAZIONE IMPORTANTE

 

Torino, 15 settembre 2016

 

Dopo mesi di discussioni il parere della IV Commissione (sanità) del Consiglio regionale alla delibera sulla psichiatria è stato favorevole, ma condizionato all'accoglimento di alcune precise modifiche. “Il voto del Partito democratico è stato favorevole ma vincolato a una serie di modifiche”: dichiara Davide Gariglio, capogruppo del Pd in Consiglio regionale del Piemonte.
“C’è stato un grande deficit di condivisione in questi mesi – continua Gariglio – una delibera così importante per i cittadini e le famiglie avrebbe meritato un maggior coinvolgimento degli operatori del settore. Dopo tante proteste – prosegue – abbiamo ascoltato le associazioni e gli operatori, tutti ci avevano avanzato critiche puntuali delle quali molte pure condivisibili, tant'è che in buona parte saranno accolte nella delibera che uscirà lunedì prossimo dalla Giunta. E’ un settore quello psichiatrico – sottolinea – che necessitava una riorganizzazione ma che non poteva trascendere dal coinvolgimento delle famiglie, delle associazioni, degli operatori e dei Comuni". Tra le modifiche introdotte: la definizione di uno specifico ISEE concertato con l'ANCI che tenga conto della fragilità dei malati, il monitoraggio sui servizi offerti e sull’occupazione, la richiesta che, concluso il Piano di rientro a cui è sottoposta la sanità regionale, le comunità alloggio e i gruppo appartamento vengano riportati a carico del Servizio sanitario nazionale, un tavolo di confronto sulla salute mentale. “E’ stata una mediazione importante – conclude Gariglio – dal testo iniziale abbiamo ottenuto modifiche sostanziali, senza le quali il gruppo si sarebbe opposto”.

ufficio stampa
Consiglio regionale del Piemonte 
gruppo Partito democratico

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

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Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

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Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).