MUORE LA PSICHIATRIA IN PIEMONTE(comunicato stampa di Gianluca Vignale, consigliere regionale di Forza Italia)

Torino, 16 settembre 2016

 

PSICHIATRIA: GIANLUCA VIGNALE (FORZA ITALIA): ALLE 16.50 MUORE LA PSICHIATRIA IN PIEMONTE.

 

“In Piemonte grazie al Pd tornerà il modello manicomiale ante Basaglia negando il diritto di cura ad oltre 1000 pazienti psichiatrici e scaricando sulle famiglie il costo delle rette” lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Gian Luca Vignale, a margine della IV Commissione che oggi, con il solo voto del PD, ha espresso parere favorevole sulla proposta di deliberazione della Giunta regionale recante "Revisione della residenzialità psichiatrica. Integrazioni a DGR n. 30-1517/2015 e smi".

 

“ La maggioranza di centro sinistra  - accusa il consigliere –  di fronte alle tantissime persone che oggi protestavano fuori dal consiglio non ha avuto nemmeno il coraggio delle proprie scelte, usando  una novità politico: il parere “condizionato”.

 

Vignale si riferisce al voto ‘con condizione’ espresso sulla delibera. “ Un vero e proprio sotterfugio politico che però nei fatti non garantirà la cura ai pazienti psichiatrici piemontesi. Siamo di fronte ad una maggioranza ottusa, pronta a giocare al politichese sulla salute dei piemontesi”.

 

“Bisogna avere il coraggio di dire la verità ed assumersi le conseguenze delle proprie scelte – prosegue Vignale –. Con la riforma del sistema psichiatrico, che Saitta e Chiamparino stanno imponendo, nelle strutture a media e bassa intensità (SRP3) non verranno più garantite  le cure psichiatriche, ma esclusivamente sorveglianza e badanza e la libertà personale e il diritto alla cura saranno dimenticati. Saranno, in altre parole, dei nuovi manicomi”.

 

“Inoltre questa pessima delibera si occupa soltanto di 3000 dei 55000 pazienti psichiatrici piemontesi – aggiunge- . Il nostro gruppo aveva richiesto che, oltre al servizi residenziali, si intervenisse con alloggi assistiti, assistenza domiciliare, creazione di centri diurni e potenziamento dei servizi di psicoterapia. Questa maggioranza non ci ha ascoltato,”.

 

“Per capire meglio – spiega Vignale – se si parlasse di ortopedia, anziché di malattie mentali, da oggi in Piemonte si avrebbe il diritto alla cura solo in  caso di frattura e all’assistenza in caso di lussazioni o forti contusioni”.

 

“ Saitta ed il PD – conclude  – oggi hanno spazzato via quarant’anni di storia psichiatrica, disinteressandosi delle famiglie e dei piemontesi. La psichiatria è una questione di diritti e di libertà, innanzitutto degli individui e come tale va affrontata, garantendo il diritto alla scelta della cura, la libertà di poter stare con i propri cari e il diritto di ricevere la migliore assistenza sanitaria, anche domiciliare,  e non certo assistenziale.”

 

 

 

Scrivi commento

Commenti: 0
ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
MIP - ATTIVITA' 2017.pdf
Documento Adobe Acrobat 138.4 KB
BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
Documento Adobe Acrobat 353.7 KB

 

IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.