PSICHIATRIA: IL PD DA' IN TESTA A SAITTA (Stefano Rizzi, su LO SPIFFERO)

 

Ultimo atto del braccio di ferro tra maggioranza e giunta regionale. I democratici dettano le condizioni per l'approvazione della contestata delibera. Opposizioni all'attacco

 

Nessun colpo di testa (tantomeno di mano) della giunta sulla riforma della psichiatria: il messaggio recapitato dal gruppo Pd alla squadra di Sergio Chiamparino e in particolare al suo uomo della Sanità, Antonio Saitta, era stato chiaro. “Siamo pronti a dare parere favorevole alla delibera, ma condizionato all’accoglimento di osservazioni e modifiche che porteremo in commissione” aveva detto il capogruppo Davide Gariglio al termine della riunione dei consiglieri dem che aveva indetto in mattinata. L’alternativa era stata esplicitata altrettanto chiaramente: “Se quanto chiediamo non verrà recepito, la giunta assumerà una decisione che il gruppo del Pd non condivide e non condividerà”. Giunta sull’orlo della crisi di nervi e un profilarsi di una possibile sfiducia da parte del partito di maggioranza anche se il parere richiesto alla commissione non ha valore vincolante: questo il quadro prima della seduta della commissione e dopo l’incontro del presidente Domenico Ravetti e di altri consiglieri con coloro che fuori da Palazzo Lascaris erano tornati a manifestare contro la delibera partita storta e difficile da raddrizzare. Uno strappo tra gruppo dem e giunta sarebbe stato, tuttavia, fragoroso aprendo ulteriormente agli attacchi delle opposizioni. Non solo: il Pd è da tempo consapevole e oggetto della pressione da parte delle associazioni delle famiglie dei pazienti psichiatrici, così come quelle degli operatori professionali e avallare il testo senza correttivi avrebbe significato ripercussioni che i dem vogliono a tutti costi evitare. Dalla riunione mattutina esce un elenco di richieste da porre come condizioni al voto favorevole. Addolcendo il linguaggio vengono definite “osservazioni”, elaborate nelle ultime settimane, in realtà sono il nocciolo del dicktat alla giunta. I piddini chiedono che “si tenga conto di quanto esposto dall’Anci e dal coordinamento degli enti gestori in merito ai criteri Isee da applicare all’area della salute mentale. La loro definizione dovrà essere concertata con l’Anci e dovrà tenere conto della particolare fragilità dei nuclei familiari dei pazienti in carico ai servizi di salute mentale”. Il secondo punto del documento riguarda la quota sanitaria per la compartecipazione alla spesa delle strutture SRP3 e “si chiede che all’uscita dal piano di rientro venga assunto l’impegno di rivedere le percentuali di compartecipazione tra il Fondo Sanitario e il cittadino, in modo da ridurre l’impatto economico sulle famiglie degli assistiti”. Altra richiesta: “sviluppare un’azione politica rivolta al governo centrale per modificare l’articolo 33, comma 2, del Dpcm sui nuovi Lea, approvato dalla Conferenza Stato - Regioni, al fine di ricomprendere anche le strutture socio riabilitative tra le prestazioni a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale”, aprendo insomma a un maggiore impegno della sanità rispetto ad oggi e a quanto previsto dalla delibera. Il Pd chiede inoltre “il monitoraggio, così come posto dall’Anci con il coinvolgimento degli enti gestori (a partire dai Comuni e i Consorzi socio-assistenziali) nella progettazione dei percorsi di risocializzazione dei pazienti e in un tavolo di monitoraggio puntuale sulla delibera” con lo scopo di “verificarne lo stato di applicazione rispetto alla salute dei pazienti, al sistema tariffario e ai risvolti occupazionali nel settore della residenzialità psichiatrica”. Il tavolo regionale andrà insediato non oltre i 90 giorni dall’approvazione della delibera. Un tema oggetto delle proteste delle associazioni e che è finito anch’esso tra le richieste del Pd riguarda sia la possibile introduzione di una normativa che consenta di mantenere in servizio gli attuali operatori, ma non di meno la “rapida attuazione del tavolo di confronto sulla salute mentale, in modo da arrivare ad un riordino del sistema delle cure psichiatriche, nella direzione della domiciliarità, accanto alla revisione dei servizi territoriali residenziali”.  La lista delle richieste arriva finalmente in commissione e presentata a Saitta che, ovviamente, scongiura la crisi e, mano all’estintore, spegne sul nascere un incendio che pur covando sotto la cenere da mesi avrebbe rischiato di divampare tra il partito democratico e la giunta Chiamparino. L’assessore dice di non considerare quelle espresse dal Pd “solo raccomandazioni”, ma addirittura elementi che “saranno inseriti nel testo”. Riscritto per l’ennesima volta. Alla fine, dopo un dibattito dai toni spesso accesi, arriva il via libera con i voti dem, ma senza quelli delle opposizioni e, neppure quelli di Sel. A conferma che in maggioranza qualche problema c’è. E proprio dalla minoranza di centrodestra arriva non solo la bocciatura della delibera, ma anche una forte critica all’atteggiamento del Pd. “La maggioranza di centrosinistra – afferma il consigliere di Forza Italia Gian Luca Vignale –  di fronte alle tantissime persone che oggi protestavano fuori dal consiglio non ha avuto nemmeno il coraggio delle proprie scelte, usando  una novità politico: il parere condizionato, un vero e proprio sotterfugio politico che però nei fatti non garantirà la cura ai pazienti psichiatrici piemontesi”. Per l’esponente azzurrro “con la riforma del sistema psichiatrico, che Saitta e Chiamparino stanno imponendo, nelle strutture a media e bassa intensità (SRP3) non verranno più garantite  le cure psichiatriche, ma esclusivamente sorveglianza e badanza e la libertà personale e il diritto alla cura saranno dimenticati. Saranno, in altre parole, dei nuovi manicomi. Inoltre questa pessima delibera si occupa soltanto di 3mila dei 55mila pazienti psichiatrici piemontesi. È come se si parlasse di ortopedia anziché di malattie mentali, avere il diritto alla cura solo in caso di frattura e all’assistenza in caso di lussazioni o forti contusioni”. Per Vignale “Saitta ed il Pd oggi hanno spazzato via quarat’anni di storia psichiatrica, disinteressandosi delle famiglie e dei piemontesi”. Di “teatrino vergognoso” del Pd parla invece il M5s: “Saitta e il Partito democratico prendono in giro, per la seconda volta, i pazienti psichiatrici e gli operatori del settore. Da una parte il Pd ha votato la delibera con parere condizionato ad alcuni punti, dall’altra Saitta ha fatto il pesce nel barile promettendo di recepirle”,  scrivono in una nota Davide Bono e Stefania Batzella. Secondo i due esponenti pentastellati, “invece di prendere atto dell’ostinazione dell’assessore a non confrontarsi democraticamente con famiglie ed operatori, chiedendone quindi la sfiducia, ancora una volta Gariglio e Company hanno difeso l’indifendibili”.  Tesi ovviamente rigettata dai dem che, con il consigliere Daniele Valle rivendicano “un lungo lavoro di mediazione e confronto con il quale il gruppo Pd ha condizionato il proprio parere favorevole alla delibera e nel quale c'è molto di quello che la società civile e gli amministratori ci hanno rappresentato in questi mesi”. Valle ammette la necessità di dover recuperare la fiducia e il dialogo con quanti si occupano di una parte così fragile della nostra cittadinanza e che il percorso di approvazione di questa tormentata delibera ha fatto venire meno”. L’ennesima stilettata alla giunta che “lunedì adotterà il provvedimento e vedremo se la serietà delle questioni poste verrà raccolta”. Un “se” che sembra dirla lunga sul clima di fiducia tra il gruppo dem e l’esecutivo.

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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

I LUOGHI DEL POSSIBILE

Fare salute mentale oggi

 

a cura del Consorzio Cascina Clarabella

 

Introduzione
La salute mentale che sogniamo
Claudio Vavassori, Carlo Fenaroli

L’IDEA DI CURA

Mettere tra parentesi la malattia mentale
Nuove (e vecchie) ipotesi per la cura della sofferenza psichica
Intervista a Angelo Barbato a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

Riconoscersi nel destino di fragilità dell’altro
Per curare servono introspezione e immedesimazione
Eugenio Borgna

Perché non bastano gocce e pastiglie
Se la salute mentale è data da casa, lavoro e rete sociale
Andrea Materzanini

La salute mentale tiene le porte aperte
Il sogno di Cascina Clarabella
Intervista a Claudio Vavassori a cura di Roberto Camarlinghi

PER UNA CITTA’ CHE CURA

Il sogno della città che cura
L’attualità della lezione basagliana
Intervista a Franco Rotelli a cura di Roberto Camarlinghi

Di chi sono gli adulti fragili di una città?
Un’esperienza di collaborazione tra servizi a Piacenza
Corrado Cappa, Claudia Marabini

I luoghi buoni della cura
Come mandare avanti la rivoluzione culturale avviata da Basaglia
Intervista a Peppe Dell’Acqua a cura di Anna Poma

Fare inserimenti lavorativi nel tempo della crisi
Una sfida epocale per la cooperazione sociale
A cura di Carlo Fenaroli e Claudio Vavassori

Lavorare con il sogno di una felicità urbana
Senza un’utopia rimane il poco che viviamo quotidianamente
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

PER UNA PSICHIATRIA DI COMUNITA’

In salute mentale il sociale è importante
Perché prendersi cura della vita quotidiana
Andrea Materzanini

Rompere l’inerzia psicotica
A cosa serve il budget di salute
Domenico Castronuovo

Il budget di salute in dieci punti
Verso una psichiatria di comunità
Roberto Legori, Greta Manca

Storie in cammino verso l’autonomia
Tre racconti di operatori
Valentina Gaspari, Mauro Peri,Greta Manca

LETTERE AI GIOVANI OPERATORI

A un giovane operatore della salute mentale
Lettera aperta per riconoscerci in una storia che parla al futuro
Peppe Dell’Acqua

Navigare nei mari della salute mentale
Raccomandazioni ai giovani marinai di un intrepido equipaggio
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi

 

Essere operatore della salute mentale
Idee per un manifesto
A cura degli operatori della Cascina Clarabella

 

   Micheline Cacciatore

  

Quando l'ansia infantile prende il sopravvento

 
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform
pag.118 - € 11,22
 

https://www.amazon.it/Quando-lansia-infantile-prende-sopravvento/dp/1983896691

   

 

Uno psichiatra e una psicologa si confrontano a partire da un libro che racconta l'esperienza di lotta di una madre accanto a una figlia contro l'emetofobia, un'ansia infantile che genera una paura irrazionale.
 
Il libro narra una storia realmente accaduta, raccontata in prima persona da una madre che si trova a dover gestire l'insorgenza dell'emetofobia (paura irrazionale del vomito) nella vita di sua figlia e della sua famiglia. Mentre le condizioni di sua figlia peggiorano di giorno in giorno: diventa sempre più magra, si rifiuta di uscire di casa, utilizza una serie di rituali ossessivi, questa madre si rende conto che le normali sedute settimanali di psicoterapia non sono sufficienti ed è necessario trovare una cura specifica. Nonostante l'emetofobia sia una delle cinque fobie più diffuse, è ancora poco conosciuta e trovare una cura adeguata può essere difficoltoso. Dopo varie ricerche, la madre approda finalmente alla Clinica Universitaria di Miami che propone una terapia mirata: la desensibilizzazione graduale intensiva, che prevede un'esposizione progressiva allo stimolo che provoca la fobia, in questo caso il vomito. Nel corso del libro viene raccontato il percorso terapeutico che porta gradualmente la giovane paziente, ma anche i suoi familiari, a gestire e superare la fobia. In seguito a questa esperienza, Micheline Cacciatore, l'autrice ha aperto un blog “Emetofobia destrutturata” nel tentativo di raggiungere ed essere d'aiuto ad altri genitori che si trovano ad affrontare la stessa problematica.
Quando l'ansia infantile prende il sopravvento è il primo libro di Micheline Cacciatore. Il successo del suo blog, “Emetofobia Destrutturata”, l'ha convinta a scrivere per raggiungere ancora più persone. È cresciuta in Massachusetts e ha frequentato la Walnut Hill School of Arts, dove ha studiato danza classica. Dopo un brutto infortunio, che le ha impedito di proseguire la carriera di ballerina professionista, ha frequentato la scuola di fotografia, dove ha ottenuto il diploma di fotografa e ha conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver lavorato alcuni anni come fotografa, è tornata alla sua vera passione, la danza, dedicandosi all’insegnamento. Nel 2010, Micheline ha venduto la scuola di danza in Massachusetts, per trascorrere più tempo con la sua famiglia. Insegna ancora danza e vive a Miami, con il marito e i due figli.