CONSIDERAZIONI SUL 17° INCONTRO NAZIONALE DE "LE PAROLE RITROVATE" A TRENTO (Renzo De Stefani, Referente nazionale)

Carissime & Carissimi
Il 17° Incontro nazionale di Parole ritrovate si è chiuso da 24 ore e il vostro segretario (assolutamente moribondo dalla stanchezza) vi aggiorna in breve sull’andamento.
Giovedì pomeriggio: dedicato a esperienze e testimonianze di recovery è stato come tutti gli anni ricco di emozioni e di stimoli. È molto bello vedere come queste esperienze si stiano diffondendo sempre più in tutta Italia e nei Servizi conquistino sempre più spazi, attenzione, condivisione, anche dove uno meno se lo sarebbe aspettato. La seconda parte del pomeriggio è stata dedicata a 2 delegazioni estere. Un folto gruppo di brasiliani proveniente da Ijuí, una città del Rio Grande do Sul che ha in essere una collaborazione storica (da oltre 10 anni) con la provincia di Trento e in particolare con il Servizio di salute mentale di Trento. Da questa collaborazione sono nati tutta una serie di scambi e di viaggi sulla rotta Trento-Ijuí che hanno visto la nascita di una casa dell’Auto Aiuto e soprattutto il diffondersi in quella città e nelle regioni circostanti delle pratiche del fare assieme (fazer juntos in portoghese). Gli amici brasiliani, come era inevitabile, hanno portato una ventata di allegria e le riflessioni importante di Sirlei, la presidente dell’Associazione del fareassieme di Ijuì che ci ha raccontato come in pochi anni, attraverso il fare assieme, è passata da un ruolo passivo di utente e di donna a un ruolo di protagonismo attivo e consapevole. Esattamente come nelle nostre esperienze. A seguire Anne Grethe, un UFE Norvegese e Anders Vege, direttore del settore qualità e innovazione del Ministero della salute norvegese. Anders ci ha raccontato come è rimasto folgorato e commosso dall’incontro avuto con Maurizio, UFE storico di Trento, in un convegno in Svezia nel 2011 e come da allora si è impegnato per portare in Norvegia gli UFE e l’approccio del faressieme. Anders è venuto a Trento almeno 10 volte con gruppi diversi di utenti familiari e operatori norvegesi e ha poi organizzato, nel febbraio di quest’anno, un tour di 5 conferenze dove siamo stati invitati a portare le nostre esperienze. Da questo tour l’interesse è cresciuto, il ministro della salute norvegese che ha partecipato ad una delle conferenze si è convinto della bontà dell’approccio, e Anne Grethe ne è uno dei risultati più concreti. Anne Grethe è stata assunta dal Comune di Arendal come UFE e ci ha raccontato di cosa fa assieme agli utenti del Servizio di salute mentale, mettendo a disposizione la sua esperienza di utente e ottenendo quei risultati che vengono naturali quando puoi dire a chi è in una situazione di crisi “Guarda che io ho vissuto le tue stesse esperienze e posso, se vuoi, trasmettertele ….” Proprio come succede da noi! Naturalmente la cosa non ci meraviglia. Gli UFE, o comunque li vogliamo chiamare, sono una meravigliosa carta vincente in tutto il mondo! La serata testimonianze dedicate al mondo ufologico. Per molti che ne sapevano poco una bella opportunità per prendere ‘appunti’ e pensare a valorizzarli a casa propria.
Venerdì: la mattina ha visto scorrere alcune testimonianze di utenti familiari e operatori quasi sempre in gruppi misti che ci hanno raccontato cosa stanno facendo o ci hanno aggiornato rispetto a progetti già presentati gli scorsi anni. Una citazione particolare per Mila Brollo, la nostra ‘folle’ ciclista, che come tutti sapete ha percorso più di 2.000 km in bicicletta da Gemona del Friuli a Pantelleria. Emozioni forti che potete ritrovare sul sitowww.biciterapia.it. Sempre al mattino si sono raccontati gruppi misti di 3 città: Frascati, Parma e Cremona. Alcune novità, progetti che vanno avanti, passione mescolata a fiducia e speranza. Ogni anno sempre più forti e chiare! Cosa non usuale abbiamo avuto la visita del Direttore Generale dell’Azienda sanitaria di Trento che ha molto apprezzato il clima e il significato del nostro Incontro a cui partecipava per la prima volta (è arrivato a Trento da pochi mesi). Nel pomeriggio tante belle pillole di vite che stanno cambiando, di esperienze illuminate ancora una volta da un fare assieme che sempre più appare come una ‘rivoluzione’ copernicana, destinata a marcare sempre più la salute mentale del futuro. La sera 2 spettacoli teatrali messi in scena da “La Compagnia instabile” e dall’Associazione “Estuario” a cui si sono aggiunte anche le canzoni di un coro molto bravo. Il pubblico ha apprezzato molto!
Sabato mattina: come da qualche anno la fa da padrone la 2233. Il nostro grande amico Ezio Casati, l’onorevole che innamorato della ‘181’ l’ha poi trasformata in proposta di legge parlamentare, ci ha aggiornato sui passi che la proposta sta facendo. Ad aprile incontro a Roma alla Camera di presentazione ufficiale e poi Ezio ha cominciato a raccogliere contributi da parte di pezzi importanti della salute mentale italiana che vi invierò in una prossima mail. In queste prossime settimane il nostro mitico farà un’operazione di raccordo con quanto di migliorativo è arrivato e entro l’anno la proposta dovrebbe arrivare in Commissione Affari sociali già ‘aggiustata’ e quindi pronta in breve a essere portata in Parlamento. Prima alla Camera dove gli equilibri sono più ‘favorevoli’ e poi al Senato dove spesso le leggi trovano difficoltà di varia natura. Ma noi che siamo quelli di fiducia e speranza attendiamo sereni! Dopo l’introduzione appassionata e puntuale di Ezio si è aperto un dibattito perché erano in molti a non conoscere la legge e a chiedere spiegazioni e a marcare alcune aree ritenute fondamentali, inserimenti lavorativi in testa su tutto. In fine mattinata, su suggestione di Ezio, si è dato vita con i nomi di alcuni storici del movimento a un comitato x il SI, area tematica salute, titolato “In un’Italia che cambia, cambiamo la salute mentale. Forza 2233! Trento 10.10.2016”. A seguire un collegamento telefonico con Federico Gelli, parlamentare e responsabile nazionale per la sanità del PD. Gelli ha avuto parole di grande apprezzamento per il nostro movimento e ha tenuto a dirci che nella scaletta che il suo partito ha steso in queste ultime settimane in termini di priorità legislative, la 2233 c’è ed è ai primi posti. Una cosa che ci tranquillizza e ci fa davvero ben sperare! Chi l’avrebbe mai detto quando siamo partiti 5 anni fa con la nostra piccola e timida 181?
Alle 12.00 come da programmi ci siamo lasciati, ‘stanchi ma felici’, dandoci appuntamenti al prossimo ottobre.
Naturalmente se qualcuno dei partecipanti vorrà aggiungersi a questo sintetico verbale farà una bellissima cosa e io come sempre girerò i contributi che arriveranno alla mailing list.
Ho dimenticato di mettere quanto ci siamo detti nel coordinamento di venerdì. Ve ne parlerò nella prossima mail ma intanto segnatevi che a gennaio riprenderemo con le 2 giorni di discussione e di programmazione in una struttura del bolognese.

 

Baci tanti dal vostro antico ‘segretario’
Renzo

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

I LUOGHI DEL POSSIBILE

Fare salute mentale oggi

 

a cura del Consorzio Cascina Clarabella

 

Introduzione
La salute mentale che sogniamo
Claudio Vavassori, Carlo Fenaroli

L’IDEA DI CURA

Mettere tra parentesi la malattia mentale
Nuove (e vecchie) ipotesi per la cura della sofferenza psichica
Intervista a Angelo Barbato a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

Riconoscersi nel destino di fragilità dell’altro
Per curare servono introspezione e immedesimazione
Eugenio Borgna

Perché non bastano gocce e pastiglie
Se la salute mentale è data da casa, lavoro e rete sociale
Andrea Materzanini

La salute mentale tiene le porte aperte
Il sogno di Cascina Clarabella
Intervista a Claudio Vavassori a cura di Roberto Camarlinghi

PER UNA CITTA’ CHE CURA

Il sogno della città che cura
L’attualità della lezione basagliana
Intervista a Franco Rotelli a cura di Roberto Camarlinghi

Di chi sono gli adulti fragili di una città?
Un’esperienza di collaborazione tra servizi a Piacenza
Corrado Cappa, Claudia Marabini

I luoghi buoni della cura
Come mandare avanti la rivoluzione culturale avviata da Basaglia
Intervista a Peppe Dell’Acqua a cura di Anna Poma

Fare inserimenti lavorativi nel tempo della crisi
Una sfida epocale per la cooperazione sociale
A cura di Carlo Fenaroli e Claudio Vavassori

Lavorare con il sogno di una felicità urbana
Senza un’utopia rimane il poco che viviamo quotidianamente
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

PER UNA PSICHIATRIA DI COMUNITA’

In salute mentale il sociale è importante
Perché prendersi cura della vita quotidiana
Andrea Materzanini

Rompere l’inerzia psicotica
A cosa serve il budget di salute
Domenico Castronuovo

Il budget di salute in dieci punti
Verso una psichiatria di comunità
Roberto Legori, Greta Manca

Storie in cammino verso l’autonomia
Tre racconti di operatori
Valentina Gaspari, Mauro Peri,Greta Manca

LETTERE AI GIOVANI OPERATORI

A un giovane operatore della salute mentale
Lettera aperta per riconoscerci in una storia che parla al futuro
Peppe Dell’Acqua

Navigare nei mari della salute mentale
Raccomandazioni ai giovani marinai di un intrepido equipaggio
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi

 

Essere operatore della salute mentale
Idee per un manifesto
A cura degli operatori della Cascina Clarabella

 

   Micheline Cacciatore

  

Quando l'ansia infantile prende il sopravvento

 
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform
pag.118 - € 11,22
 

https://www.amazon.it/Quando-lansia-infantile-prende-sopravvento/dp/1983896691

   

 

Uno psichiatra e una psicologa si confrontano a partire da un libro che racconta l'esperienza di lotta di una madre accanto a una figlia contro l'emetofobia, un'ansia infantile che genera una paura irrazionale.
 
Il libro narra una storia realmente accaduta, raccontata in prima persona da una madre che si trova a dover gestire l'insorgenza dell'emetofobia (paura irrazionale del vomito) nella vita di sua figlia e della sua famiglia. Mentre le condizioni di sua figlia peggiorano di giorno in giorno: diventa sempre più magra, si rifiuta di uscire di casa, utilizza una serie di rituali ossessivi, questa madre si rende conto che le normali sedute settimanali di psicoterapia non sono sufficienti ed è necessario trovare una cura specifica. Nonostante l'emetofobia sia una delle cinque fobie più diffuse, è ancora poco conosciuta e trovare una cura adeguata può essere difficoltoso. Dopo varie ricerche, la madre approda finalmente alla Clinica Universitaria di Miami che propone una terapia mirata: la desensibilizzazione graduale intensiva, che prevede un'esposizione progressiva allo stimolo che provoca la fobia, in questo caso il vomito. Nel corso del libro viene raccontato il percorso terapeutico che porta gradualmente la giovane paziente, ma anche i suoi familiari, a gestire e superare la fobia. In seguito a questa esperienza, Micheline Cacciatore, l'autrice ha aperto un blog “Emetofobia destrutturata” nel tentativo di raggiungere ed essere d'aiuto ad altri genitori che si trovano ad affrontare la stessa problematica.
Quando l'ansia infantile prende il sopravvento è il primo libro di Micheline Cacciatore. Il successo del suo blog, “Emetofobia Destrutturata”, l'ha convinta a scrivere per raggiungere ancora più persone. È cresciuta in Massachusetts e ha frequentato la Walnut Hill School of Arts, dove ha studiato danza classica. Dopo un brutto infortunio, che le ha impedito di proseguire la carriera di ballerina professionista, ha frequentato la scuola di fotografia, dove ha ottenuto il diploma di fotografa e ha conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver lavorato alcuni anni come fotografa, è tornata alla sua vera passione, la danza, dedicandosi all’insegnamento. Nel 2010, Micheline ha venduto la scuola di danza in Massachusetts, per trascorrere più tempo con la sua famiglia. Insegna ancora danza e vive a Miami, con il marito e i due figli.