RIPENSARE L’USO DEGLI PSICOFARMACI (Convegno a Reggio Emilia)

RIPENSARE L’USO DEGLI PSICOFARMACI

alla luce delle evidenze scientifiche e delle richieste di utenti e famigliari

 

con ROBERT WHITAKER

 

MERCOLEDI’ 2 NOVEMBRE 2016

 

REGGIO EMILIA

 

Campus Universitario Sala Galloni - Via Amendola 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9.00 PRESENTAZIONE DEL SEMINARIO

Luigi TAGLIABUE (Rivista Sperimentale di Freniatria)

Marcello MACARIO (Associazione Rete Italiana Noi e le Voci)

Gisella TRINCAS (UNASAM)

 

9.30 RIPENSARE L’USO DEGLI PSICOFARMACI

Robert WHITAKER

 

10.30 DIBATTITO

(sono previsti interventi di Gaddomaria GRASSI, Fabrizio STARACE, Giuseppe TIBALDI, Marco D’ALEMA,

Raffaella POCOBELLO, Barbara D’AVANZO, Catterina VERONA, Valerio CANZIAN…..)

 

11.00 COFFE BREAK

 

11.30 COMMENTI E REPLICA

Robert WHITAKER

 

12.00 DIBATTITO E PROPOSTE CONCRETE PER IL PROSSIMO FUTURO

 

13.00 CHIUSURA SEMINARIO

 

COME ARRIVARE

IN AUTO

Autostrada A1, uscita Reggio Emilia, seguire indicazione TANGENZIALE direz. Modena,

uscire uscita n. 1; alla 2^ rotonda (1^ uscita) si entra nel parcheggio della AUSL.

IN TRENO

Autobus n. 2 direzione Modena, fermata Campus S. Lazzaro

 

(di fronte all’ingresso pedonale dell’Azienda USL)

 

_________________________________________________________________________

 

Una voce indipendente per un uso saggio degli psicofarmaci Robert Whitaker è un giornalista scientifico americano che ha lavorato al Massachusets Institute of Technology ed alla Harvard Medical School; da tempo si occupa di ricerca indipendente in ambito psichiatrico, in particolare riguardo agli psicofarmaci.

La traduzione italiana di “Anatomy of an Epidemic” è stata pubblicata nel 2013 con il titolo di “Indagine su un’epidemia” (Giovanni Fioriti Editore).

 

 

La Rivista Sperimentale di Freniatria, il più antico periodico italiano di psichiatria, è nata nel 1875 e da allora è stata pubblicata ininterrottamente, diventando uno dei più importanti

laboratori culturali e scientifici per le discipline neuropsichiatriche, sia in Italia che in Europa. Nella Rivista si sono rispecchiati i movimenti culturali, gli orientamenti ideali, gli interrogativi, i problemi, le domande fondamentali, gli sviluppi e le svolte che hanno contrassegnato la storia della psichiatria, talvolta segnandola profondamente, tal altra riflettendone il movimento in nuove direzioni.

La Rivista, che si rivolge a chi opera nel campo della salute mentale, ha inteso privilegiare

nell’ultimo decennio un intenso confronto fra professionisti e utenti, familiari, associazioni,

riconoscendo pari dignità alla parola di tutti i soggetti coinvolti. In particolare la Rivista ha

recentemente pubblicato un fascicolo sull’uso critico degli psicofarmaci, con i contributi di B. D’Avanzo, A. Maone, G. Tibaldi, H. Glover, A. Clavenna, C. Chiamulera, R. De Giorgi.

 

L’Associazione “Rete Italiana Noi e le Voci” (www.parlaconlevoci.it) si è costituita nel 2012 per offrire opportunità di informazione e confronto a tutte le persone uditrici di voci e a

operatori, famigliari, amici e cittadini che desiderano accostarsi a questa esperienza

considerando le voci come portatrici del vissuto della persona, piuttosto che il sintomo

incomprensibile di una malattia mentale.

Vi sono attualmente in Italia oltre 30 gruppi di auto-aiuto di uditori di voci. L’Associazione si riconosce nei valori e nelle attività portate avanti da INTERVOICE, la rete internazionale per la formazione, lo studio e la ricerca sulle voci (www.intervoiceonline.org).

 

L’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale è una rete nazionale di Associazioni per la Salute Mentale a cui aderiscono 70 Associazioni impegnate in tutte le regioni d’Italia. A livello Europeo aderisce ad EUFAMI (European Federation of Associations of Families of Mentally Ill People).

L’U.N.A.SA.M. si propone, tra l’altro:

• la lotta contro ogni forma di discriminazione e la difesa della dignità, della libertà e dei diritti

delle persone con sofferenza mentale,

• il superamento della pratica psichiatrica quale mero “trattamento della malattia” a favore

dello sviluppo di servizi di salute mentale comunitaria e di pratiche fondate sui bisogni e i

desideri espressi dalle persone che vivono la condizione di un disturbo mentale;

• il riconoscimento del diritto di ogni persona ad un progetto terapeutico riabilitativo

personalizzato, che garantisca a ciascuno di essere protagonista e responsabile del proprio

percorso di ripresa;

• Il riconoscimento della piena libertà di espressione da parte di ogni persona che si rivolge ai servizi di salute mentale, nell’esercizio del consenso informato per ogni procedura a cui

dovesse essere sottoposta.

 

 

LA PARTECIPAZIONE ALL’EVENTO È GRATUITA 

Me è necessario iscriversi anticipatamente inviando una mail a: info@parlaconlevoci.it

indicando nome e cognome e specificando se: utente, famigliare, operatore, volontario, altro…

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 Claudio Rabbia

LA MIA VITA CON IL PARKINSON SULLE NOTE DEL TANGO

 

ArabaFenice Edizioni

2018, € 16,00, pag.176

 

Claudio Rabbia racconta con ironia la sua vita, dalle prime bravate da bambino all'incontro con Ivana, dalle difficoltà economiche alla scoperta del Parkinson che, a soli 44 anni, con due figli ancor piccoli, gli stravolge l'esistenza.
Dopo iniziale depressione decide di combattere la malattia a viso aperto, memore delle parole di suo padre "Se non ci riesci prova a fare al contrario di quello che hai fatto finora". Così Claudio studia nuove strategie per affrontare tutti gli ostacoli che la malattia porta al movimento.
Seguendo questa nuova strada si accorge che, dopo aver ballato il Tango argentino, sta meglio: ritrova l'equilibrio, i movimenti sono più sciolti, anche la calligrafia cambia. Ne parla con i suoi medici e da quel momento la sua vita cambia direzione.

QUARTA DI COPERTINA

Mi rimboccai le maniche cercando di dimenticare la frase "Non si guarisce, è una malattia degenerativa". Non volevo limitarmi a cercare stratagemmi per sopravvivere. Da quando misi in pratica quesa teoria, cioè non limitarmi ai consigli dei medici ma provare ad andare oltre, pur non sapendo ancora come, mi accorsi di sentirmi meno depresso. Trovare una speranza diversa dalle solite mi faceva acquisire fiducia in me stesso.
Ora avevo chiara la mia situazione: era come se avessi due personalità dentro di me. Mi dividevo fra la parte mia normale e la parte ammalata: da una parte ero Claudio Rabbia, dall'altra ero Claudio Parkinson. Quindi non ero tutto da buttare, metà di me era normale.
Difficile la convivenza dei due Claudio: il primo sempre attivo e allegro, il secondo ogni volta più lento e malinconico. Questo era il mio nuovo mondo.
Tenere divisi questi due personaggi è stato utile, a mio parere. Non ho mai condiviso la teoria degli psicologi che cercano in tutti i modi di farti accettare "la situazione". Non posso accettare la convivenza in me di un qualcosa che mi fa stare male. CR sta bene e non deve fermarsi per aspettare CP che è lento e che fa stare male. Che provi a correre più veloce se vuole raggiungermi, intanto non ce la farà mai. CR sarà sempre davanti. Accettai così la sfida con Mister park.
BIOGRAFIA DELL'AUTORE
Claudio Rabbia nasce a Cuneo il 16 settembre 1956. La sua famiglia è composta da papà Angelo e mamma Lucia, due sorelle più grandi di lui, Concetta ed Elsa, e due fratelli più piccoli, Paolo e Alberto. Terminata la terza media inizia a lavorare nell'azienda agricola di famiglia a Roata Chiusani.
Il 23 maggio del 1981 si sposa con Ivana Revelli e, dalla loro unione, nascono Maurizio nel 1982 e Andrea nel 1986.
All'età di 44 anni, nel 2000, iniziano le prime difficoltà motorie e dopo le prime visite neurologiche, nel 2001, gli viene diagnosticato un "Parkinsonismo". Poco tempo dopo ha la certezza di essere affetto dalla "Malattia di Parkinson".
Dopo un periodo di comprensibile depressione si rialza, grazie alla forza sua e della moglie Ivana che lo spinge a non chiudersi e a continuare a coltivare la loro grande passione, il Tango Argentino.
Nel 2006 Claudio fonda, con l'aiuto di alcuni amici e dei neurologi dell'Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo, che lo seguono, l'Associazione Parkinson Lago Maggiore con sede a Pallanza.
Nel 2011 apre una seconda sede a Cuneo diventando "Associazione Parkinson Lago Maggiore, Cuneo e le sue Valli", meglio conosciuta grazie al suo originale e simpatico logo con la lumaca "La Parkimaca", portandolo così a far conoscere e divulgare, in Italia e non solo, la tanto sospirata "Tango Terapia".