MUSICA, PAROLA E PSICOANALISI (Centro Torinese di Psicoanalisi)

SEMINARIO

 

MUSICA, PAROLA E PSICOANALISI

 

SABATO 26 NOVEMBRE 2016

 

Il suono appare e si dissolve, viene da fuori ma, allo stesso tempo, è dentro chi ascolta. Nell'incontro col paziente l'analista è raggiunto dal senso e, al contempo, dal suono di ciò che ascolta; ciò che “colpisce” il suo orecchio risuona al suo interno e gli dice qualcosa concernente la presenza di un quid che si va rivelando fuori dal registro simbolico-linguistico. Anche da questa complessa esperienza forma le sue impressioni e adatta il suo linguaggio al clima della seduta. Analista e paziente creano così, insieme, la musica dell'incontro. Il rischio che si ascolti solo con l'orecchio della mente, sordo al suono, è sempre possibile. Per riflettere e dialogare su questi aspetti, il Centro Torinese di Psicoanalisi ha concertato un seminario con psicoanalisti e musicisti, un compositore e un direttore di coro, con lo scopo di unire voci e prospettive differenti accomunate dalla ricerca sulla centralità dell’ascolto e sul significato emotivo dell'esperienza musicale.

 

8.45 / 9.15 Iscrizione

9.15 / 9.30 Federico Flegenheimer: Introduzione

9.30 / 10.00 Claudio Arnetoli: Musica, emozioni e regolazione del Sé

10.00 / 10.30 Carlo Pavese: Cantar ascoltando

10.30 / 11.00 Coffee break

11.30 / 12.00 Giorgio Astengo: La musica delle parole

12.00 / 12.30 Nicola Campogrande: Ascoltare la musica: diverse tecniche per una sola pratica

12.30 / 13.00 Discussione

Chair: Giuseppe D’Agostino

Relatori:

C. Arnetoli: psicoanalista ordinario SPI – IPA, 

G. Astengo: psicoanalista associato SPI – IPA,

N. Campogrande: compositore, direttore artistico del festival MITO Settembre Musica

G. D’Agostino: psicoanalista associato SPI – IPA

F. Flegenheimer: psicoanalista ordinario con funzioni di training SPI – IPA

C. Pavese: direttore di coro

 

Il seminario avrà luogo presso la sede del Centro Torinese di Psicoanalisi,

c.so G. Ferraris 18, Torino.

Il costo di partecipazione è di 30 Euro

 

CENTRO TORINESE DI PSICOANALISI,

corso G. Ferraris 18 – Torino, tel: 0115622636,

per informazioni ed iscrizioni mail: psictp@gmail.com

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).