DIREM D'ORLANDO, Studio secondo. LABORATORIO TEATRALE (DiAPsi Vercelli)

Cari amici,

siamo lieti di segnalarvi due appuntamenti per noi molto importanti.

Il Laboratorio teatrale di DIAPSI, condotto da Lodovico Bordignon di Faber Teater, andrà in scena nel mese di novembre con lo spettacolo "Direm d'Orlando, studio secondo" a Costanzana e a Santhià.

Lo spettacolo nasce dopo un anno di lavoro e di studio sul capolavoro dell'Ariosto; quest'anno ricorre il cinquecentesimo anniversario dalla prima stesura del poema che è stato scelto come oggetto di indagine da parte del nostro laboratorio per una tematica che ci interessa molto da vicino: quella della "pazzia". Il senno perduto dall'eroe per un rifiuto amoroso, viene al fine ritrovato, dopo un viaggio simbolico sulla luna, che è in qualche modo simile al percorso che ogni persona si trova prima o poi a fare per mantenere o ritrovare il proprio equilibrio psicologico.

Il primo studio di questo spettacolo è già stato presentato nel giugno scorso a Chivasso ed ora DIAPSI ne porterà in scena una seconda versione:

- a COSTANZANA il 18 novembre ore 21.00 presso il Salone Parrocchiale (in Via I maggio);
- e a SANTHIA' il 27 novembre ore 17.00 presso il Salone Parrocchiale (in Piazza del Rosario).

Entrambi gli appuntamenti sono con ingresso ad offerta libera.

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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

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Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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