QUANDO LE PATATE DEI CONTADINI NON PIACCIONO (Mario Chirico)

Dal 1999 l'associazione Il Tiretto (di Novi Ligure - ndr) segue le persone inciampate nel disagio mentale sostenendole nel percorso di riabilitazione e di reinserimento nel tessuto sociale.
A causa dei pregiudizi, uno degli ostacoli maggiori all'effettiva emancipazione dalla malattia è la mancanza di opportunità lavorative e quindi di indipendenza economica.
Per superare queste difficoltà nel 2012 l'associazione, con il progetto Pazza Idea, inizia una attività agricola a Lerma (terreno dato in comodato d'uso dalla famiglia Storace) in cui sono impegnate undici persone e nel 2015, trasformando il progetto in Coop. Sociale Onlus "Pazza Idea", si realizza una vera e propria Azienda Agricola che attualmente lavora 1,5 ettari.
Per i piccoli produttori, la stagione è padrona, nell'orto sono state seminate le prossime produzioni primaverili e rimane da raccogliere poco delle coltivazioni invernali, insomma poche cose che probabilmente non permetterebbero di sostenere neppure il costo di un mercato.
Alla Coop. Pazza Idea, nell'ambito dei mercati di Campagna Amica, organizzati dalla Coldiretti, è chiesto di partecipare a quelli che si terranno presso il Serravalle Retail Park tutti i fine settimana sino al termine di Dicembre.
Per le persone che collaborano a questo progetto, è una opportunità di lavoro e quindi di reddito che non può essere negata e la cooperativa accetta.
Queste persone venerdì erano sul campo a raccogliere e ieri erano al Retail Park col grembiule giallo di campagna amica e i prodotti bene esposti sul banco.
Si inizia la vendita e passano pure le autorità del Comune di Serravalle e dell'Outlet.
Poi la notizia: il progetto degli Agrimercati di Campagna Amica presso il Retail Park è stato (come direbbe Crozza-Briatore) stoppato. Evidentemente non piace. Sa troppo di terra in luoghi, dove la plastica è regina.
C'è grande sconcerto nel costatare che il lavoro, l'impegno di queste persone, non vale la bellezza artificiale del mercato "cool" firmato. 
Troppo semplice, stonato, troppo vero, troppo antico per una visione di mercato immaginata moderna.
Ma la modernità dovrebbe essere ben altra cosa, ad esempio moderno dovrebbe essere valorizzare il lavoro di chi produce con le proprie mani il proprio futuro vendendo non sogni ma cose vere, moderno è contribuire a far diventare realtà il sogno di essere accettati, moderno saper valorizzare il proprio lavoro proprio valorizzando il lavoro degli altri.
Non conosco le motivazioni che hanno portato a questa scelta, le posso solo immaginare e spero di avere torto, ma qualunque esse siano, questa scelta sarebbe dovuto essere comunicata, in nome di locuzioni come rispetto e educazione, che nel tempo anche chi ne è organicamente sprovvisto le può imparare, almeno alla fine del primo appuntamento previsto e non dopo solo un'ora di presenza.
Oltre a tutto questo indica che chi ha dato l'autorizzazione affinché questi mercati fossero allestiti in quel luogo, lo ha fatto con leggerezza, senza la dovuta attenzione al lavoro e agli impegni degli altri e questo non gli fa onore.
Certo questo mi fa meglio capire quello che un amico, il giorno prima, mi aveva detto: "No! Io non vado, non posso collaborare con chi vuole creare un mondo falso all'interno di un mondo terribilmente vero”.

 

Mario Chirico

Associazione "Il Tiretto"

Novi Ligure

 

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Note sull'Autore

Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, è stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona - Soave ed è membro della New York Academy of Sciences. Tra le sue ultime opere pubblicate in BUR: Le nostre paure (2011), Elogio dell’errore (2012, con Giancarlo Provasi), Il denaro in testa (2012). Con Rizzoli ha pubblicato decine di saggi. Tra gli ultimi compare L'educazione (im)possibile (2014).