COMITATO PER LA SALUTE MENTALE IN PIEMONTE. Riunione del 25 Novembre 2016 (Laura Fachin)

 

    Riunione allargata

del 25 novembre 2016

 

 

 

ODG:

relazione dai sottogruppi

scambio informazioni

programmazione prossimo incontro

 

Relazione dai sottogruppi

 

Saverio ci informa della formazione di un nuovo gruppo, che chiameremo qui gruppo-operatori, riunitosi martedì 22 novembre per riflettere su vari temi inerenti alle diverse professioni in equipe multidisciplinari; dà lettura di un comunicato da parte di Annalisa, che riassume l'andamento dell'incontro ed espone i temi trattati (reperibile come allegato inviato all'indirizzario generale). Il loro prossimo incontro è previsto per martedì 6 dicembre alle ore 16.

 

Saverio ci informa, inoltre, che il gruppo buone-pratiche non si è più riunito da luglio.

 

Lorenzo riferisce dei lavori del gruppo-reclutamento: l'obiettivo è quello di creare un coordinamento di utenti attivi nella città di Torino e provincia, anche al fine di ideare e rendere operativa la figura dell'Utente Esperto (UE). Informa che, durante l'ultimo incontro, è stata redatta una lista di associazioni (di familiari, utenti o miste) e Centri Diurni, al fine di intercettare possibili interessati.

Federico riferisce che anni fa era stato organizzato un servizio di ascolto telefonico, ma che non era mai decollato. La discussione verte sul tema del coinvolgimento degli utenti ed emerge l'idea che l'istituzione di servizi di per sé non sia un'azione sufficiente, ma che sia necessario un reclutamento attivo. Il gruppo-reclutamento, infatti, si interroga sui luoghi e sulle strategie atte a promuovere la partecipazione. Si propone l'idea di contattare gli utenti attivi nel gruppo-valutatori. Ivana ci informa che a breve si terrà una riunione dei valutatori, cui sarebbe utile partecipare.

 

Lorenzo ci informa su novità riguardo alla figura dell'Utente Esperto (UE). Recentemente da parte di un'associazione di utenti è stata avviata una sperimentazione dell'UE all'interno di realtà residenziali. Il ruolo degli UE e le sue possibilità di impiego è un tema controverso, sul quale fin dall'inizio si sono delineate forti divergenze di vedute: il Mad Pride ritiene che debba trattarsi di una  figura autonoma, selezionata, quindi piuttosto esclusiva, con il compito centrale di mediare tra direttive ASL e bisogni dell'utenza; per altri gruppi, invece, come quello che ha avviato la sperimentazione, il ruolo di UE dovrebbe essere accessibile al maggior numero possibile di utenti e interno al sistema di cura, sul modello degli operatori-pari (ruolo integrato alla ASL con funzione di auto- ed etero-aiuto). Altra novità importante, è che anche nella ASL1 si sta avviando una sperimentazione del modello UE, attivata in maniera autonoma e senza connessione con le riflessioni e proposte delle associazioni di utenti. Tale progetto tenta di introdurre la figure dell'UE come ruolo integrato negli organici ASL.

 

Roberto chiarisce ulteriormente la differenza tra i due modelli, ribadendo le caratteristiche dell'UE promosso dal Mad Pride e dall'Ass. Lotta in contrasto con il modello istituzionale introdotto a Trento: l'UE deve rivestire un ruolo terzo, autonomo, con funzione di mediazione nel conflitto tra Sistema di cura e utente; tale modello è in assoluto contrasto con la proposta di integrazione dell'UE all'interno degli organici ASL, che riduce l'utente a braccio esecutivo delle indicazioni del Sistema di cura. Propone di prendere contatti con il gruppo Sandonato, che si incontrerà per la prima volta il 30 novembre alle 17.30 presso le Raffinerie Sociali in via Fagnano 30, e di rintracciare gli ex CNUSM (Coordinamento Nazionale Utenti Salute Mentale). L'obiettivo è quello di formare un fronte unito degli utenti, per impedire che gli UE siano assorbiti dal sistema ASL. Precisa che, dal suo punto di vista, per ottenere un miglioramento dei servizi di Salute Mentale è indispensabile tessere una rete di associazioni territoriali.

 

Si propone, a questo scopo, di creare un blog, oppure di utilizzare quelli già esistenti.

 

Enrico avverte sui possibili rischi di accendere una conflittualità diretta tra Asl/utenti e ribadisce la funzione di cornice del Comitato, che fin dall'inizio si è posto come luogo di incontro/scontro tra tutte le voci della Salute Mentale in Piemonte. Propone, riguardo al tema in oggetto, di coinvolgere anche Gianfranco e la sua associazione.

 

Lorenzo propone di riunire innanzitutto le associazioni di utenti cercando, al di là delle divergenze, di elaborare una proposta unica di modello UE; in un secondo momento, di invitare l'ASL a confrontare il proprio modello in una discussione in contraddittorio all'interno di un Convegno organizzato dal CxSM, alla presenza delle autorità locali.

 

Gruppo-familiari: non si è riunito di recente; restano individuati i due obiettivi di raccogliere in un libro le storie di malattia dal punto di vista dei familiari e di organizzare un Convegno in primavera.

 

Carla riferisce delle condizioni di degrado in cui versa l'SPDC del Mauriziano, a fronte del buon servizio offerto dal personale. Si chiede se è possibile intraprendere azioni per contrastare uno stato di cose contrario alla dignità dei pazienti.

 

Secondo Antonio, la struttura materiale di certi servizi rispecchia quella relazionale ed operativa; ritiene che tutto il sistema di salute pubblico, e non solo la psichiatria, sia di fronte ad un punto di svolta: o si riesce ad attivare un cambiamento profondo, oppure ci si avvia verso un progressivo e inarrstabile degrado. Riferisce che la maggior parte degli utenti che ricorrono al ricovero in SPDC non sono afflitti da problematiche psicotiche ma sociali, che quindi tutto il sistema sta andando a rotoli. La domanda è “come possiamo incidere” su questo processo di distruzione del servizio pubblico? Si chiede come mai non esistano gruppi di valutazione degli SPDC, sul modello di quelli esistenti per i gruppi-appartamento.

 

Carla ritiene che anche il gruppo-valutatori del GA abbia scarsa incidenza, proprio perché è un servizio interno all'ASL. Viene riferito che i verbali compilati spesso non riflettono le reali condizioni in cui versano le strutture.

 

Antonio chiede quale sia l'ostacolo nel compilare verbali veritieri e renderli pubblici.

 

Daniele chiede a che punto sia il gruppo-bilancio. Ritiene, infatti, che sia indispensabile riflettere sull'economia se davvero si vuole incidere sulla situazione. Viene risposto che il gruppo non è ancora stato attivato, ma che si cercherà di renderlo operativo quanto prima.

 

Il prossimo incontro allargato è previsto per fine gennaio,

 in una data compatibile con le disponibilità del Basaglia.

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

I LUOGHI DEL POSSIBILE

Fare salute mentale oggi

 

a cura del Consorzio Cascina Clarabella

 

Introduzione
La salute mentale che sogniamo
Claudio Vavassori, Carlo Fenaroli

L’IDEA DI CURA

Mettere tra parentesi la malattia mentale
Nuove (e vecchie) ipotesi per la cura della sofferenza psichica
Intervista a Angelo Barbato a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

Riconoscersi nel destino di fragilità dell’altro
Per curare servono introspezione e immedesimazione
Eugenio Borgna

Perché non bastano gocce e pastiglie
Se la salute mentale è data da casa, lavoro e rete sociale
Andrea Materzanini

La salute mentale tiene le porte aperte
Il sogno di Cascina Clarabella
Intervista a Claudio Vavassori a cura di Roberto Camarlinghi

PER UNA CITTA’ CHE CURA

Il sogno della città che cura
L’attualità della lezione basagliana
Intervista a Franco Rotelli a cura di Roberto Camarlinghi

Di chi sono gli adulti fragili di una città?
Un’esperienza di collaborazione tra servizi a Piacenza
Corrado Cappa, Claudia Marabini

I luoghi buoni della cura
Come mandare avanti la rivoluzione culturale avviata da Basaglia
Intervista a Peppe Dell’Acqua a cura di Anna Poma

Fare inserimenti lavorativi nel tempo della crisi
Una sfida epocale per la cooperazione sociale
A cura di Carlo Fenaroli e Claudio Vavassori

Lavorare con il sogno di una felicità urbana
Senza un’utopia rimane il poco che viviamo quotidianamente
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

PER UNA PSICHIATRIA DI COMUNITA’

In salute mentale il sociale è importante
Perché prendersi cura della vita quotidiana
Andrea Materzanini

Rompere l’inerzia psicotica
A cosa serve il budget di salute
Domenico Castronuovo

Il budget di salute in dieci punti
Verso una psichiatria di comunità
Roberto Legori, Greta Manca

Storie in cammino verso l’autonomia
Tre racconti di operatori
Valentina Gaspari, Mauro Peri,Greta Manca

LETTERE AI GIOVANI OPERATORI

A un giovane operatore della salute mentale
Lettera aperta per riconoscerci in una storia che parla al futuro
Peppe Dell’Acqua

Navigare nei mari della salute mentale
Raccomandazioni ai giovani marinai di un intrepido equipaggio
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi

 

Essere operatore della salute mentale
Idee per un manifesto
A cura degli operatori della Cascina Clarabella

 

   Micheline Cacciatore

  

Quando l'ansia infantile prende il sopravvento

 
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform
pag.118 - € 11,22
 

https://www.amazon.it/Quando-lansia-infantile-prende-sopravvento/dp/1983896691

   

 

Uno psichiatra e una psicologa si confrontano a partire da un libro che racconta l'esperienza di lotta di una madre accanto a una figlia contro l'emetofobia, un'ansia infantile che genera una paura irrazionale.
 
Il libro narra una storia realmente accaduta, raccontata in prima persona da una madre che si trova a dover gestire l'insorgenza dell'emetofobia (paura irrazionale del vomito) nella vita di sua figlia e della sua famiglia. Mentre le condizioni di sua figlia peggiorano di giorno in giorno: diventa sempre più magra, si rifiuta di uscire di casa, utilizza una serie di rituali ossessivi, questa madre si rende conto che le normali sedute settimanali di psicoterapia non sono sufficienti ed è necessario trovare una cura specifica. Nonostante l'emetofobia sia una delle cinque fobie più diffuse, è ancora poco conosciuta e trovare una cura adeguata può essere difficoltoso. Dopo varie ricerche, la madre approda finalmente alla Clinica Universitaria di Miami che propone una terapia mirata: la desensibilizzazione graduale intensiva, che prevede un'esposizione progressiva allo stimolo che provoca la fobia, in questo caso il vomito. Nel corso del libro viene raccontato il percorso terapeutico che porta gradualmente la giovane paziente, ma anche i suoi familiari, a gestire e superare la fobia. In seguito a questa esperienza, Micheline Cacciatore, l'autrice ha aperto un blog “Emetofobia destrutturata” nel tentativo di raggiungere ed essere d'aiuto ad altri genitori che si trovano ad affrontare la stessa problematica.
Quando l'ansia infantile prende il sopravvento è il primo libro di Micheline Cacciatore. Il successo del suo blog, “Emetofobia Destrutturata”, l'ha convinta a scrivere per raggiungere ancora più persone. È cresciuta in Massachusetts e ha frequentato la Walnut Hill School of Arts, dove ha studiato danza classica. Dopo un brutto infortunio, che le ha impedito di proseguire la carriera di ballerina professionista, ha frequentato la scuola di fotografia, dove ha ottenuto il diploma di fotografa e ha conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver lavorato alcuni anni come fotografa, è tornata alla sua vera passione, la danza, dedicandosi all’insegnamento. Nel 2010, Micheline ha venduto la scuola di danza in Massachusetts, per trascorrere più tempo con la sua famiglia. Insegna ancora danza e vive a Miami, con il marito e i due figli.