LA CONTENZIONE FISICA IN PSICHIATRIA: L'ESEMPIO DI MANTOVA (Barbara Bandoli) video di 25 minuti

Mario Chirico, di Novi Ligure (Associazione "Il Tiretto") ci segnala questo interessante video di Paolo Macchia della R.U.L. (Rete Utenti Salute Mentale Lombardia). E' l'intervento dell'Infermiera Barbara Bazzoli dell'SPDC di Mantova ad un Convegno svoltosi il 23 Novembre 2016 a Vimercate e parla del suo Reparto Psichiatrico Ospedaliero (SPDC) a porte aperte e senza contenzioni. E' dal 1978 che le porte del reparto psichiatrico di Mantova sono aperte 24 ore su 24 e, dal 1990, non si legano più i malati al letto.

Molto interessante; dimostra che se si vuole è possibile.


Il link per vedere il filmato è:
https://www.youtube.com/watch?v=okqW7xt2xIM

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).