GIORNATA DELLA MEMORIA“Omaggio a Herbert Pagani”

Marco Ferradini

 

“Omaggio a Herbert Pagani”

 

nell’ambito delle celebrazioni per la

Giornata Nazionale della Memoria

 

CUNEO, Teatro Toselli,

Domenica 29 gennaio, ore 21

Ingresso libero

 

Dopo il concerto evento a Tel Aviv presso il “Centro Peres per la Pace”, Marco Ferradini porta in

teatro il suo tributo a Herbert Pagani.

Lo spettacolo è un itinerario che vede la lettura di scritti alternarsi a brani celebri di Herbert

Pagani e dello stesso Ferradini - cantautore DOC a partire dai successi “Teorema” e “Schiavo

senza catene” - il cui ultimo lavoro "La mia generazione" è dedicato a ricordare l'artista e amico

Herbert Pagani e vede tra gli ospiti Ron, Eugenio Finardi, Fabio Concato, Alberto Fortis, Andrea

Mirò, Syria, Fabio Treves, Shel Shapiro ed altri.

Herbert Pagani, di origine ebrea - animo pacifista ed artista poliedrico che ha trascorso parte

della sua gioventù, dopo l’espulsione dalla Libia in Italia, Germania e Francia - è stato voce di

Radio Monte Carlo ed autore per grandissimi artisti italiani ed internazionali. Indimenticabile la

sua “Les amants d'un jour” interpretata da Edith Piaf e portata in Italia al successo da Gino Paoli,

Ornella Vanoni e Milva.

Marco Ferradini sarà accompagnato sul palco da Anna Jencek (attrice e voce recitante), Josè

Orlando (pianoforte), “Charlotte” (voce e tastiere)

 

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).