ITACA : IL TEATRO PER I GIOVANI (Voci Erranti, Racconigi)

 Ti piace giocare,
   sperimentare,
   e conoscere nuove persone?

 

 


   Vieni a ITACA, il laboratorio teatrale che    
   l’Assessorato alla Cultura offre a tutti gli studenti   
   come spazio di creazione.
   Ti aspettiamo il SABATO, dalle ore 16 alle 17,30   
   nello spazio dell'Associazione Voci Erranti presso il Teatro Milanollo a Savigliano
 
     L’ATTIVITA’ E’ GRATUITA
 
          INFO:        Marco      cell. 340.5568688
                              Jurgen     cell. 339.1199693

 

“Non è il teatro ad essere necessario, ma assolutamente qualcos’altro:
superare le frontiere fra me e te
per arrivare  ad incontrarci, per non perderci tra la folla,
né fra le parole,
né fra le dichiarazioni,
né fra idee graziosamente precisate”.
J. Grotowski

L’Associazione Culturale ITACA nasce a Savigliano, nell’anno 2006, per volontà di un gruppo di giovani che, sostenuti dall’Assessorato alla Cultura della città, decide di creare uno spazio di espressione artistica per tutti gli studenti interessati.
Il gruppo, coordinato da Marco Mucaria, svolge annualmente un percorso di formazione teatrale che termina con la messa in scena di performances e spettacoli teatrali inseriti nel calendario degli eventi culturali di Savigliano e dei paesi limitrofi.
I giovani di ITACA si impegnano in attività di volontariato culturale in ambiti sociali del territorio, partecipano con i loro spettacoli a Rassegne Teatrali Nazionali ed organizzano momenti di confronto con professionisti del settore.
L’obiettivo del gruppo è quello di poter stare bene insieme grazie alla possibilità concreta di poter esprimere attraverso la creazione artistica sogni e pensieri personali e collettivi.
Per saperne di più vai sul sito

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.