NASCE A FOSSANO IL CORO DEGLI AFASICI (ALICe Onlus, Cuneo)

GRAZIE AL CANTO RITROVANO LA BELLEZZA DELLE PAROLE

 

Nasce a Fossano, organizzato da ALICe Cuneo Onlus- il coro degli afasici della provincia Granda

 

Da oltre cinque mesi è decollato a Fossano, su iniziativa di ALICe Cuneo Onlus ( l'associazione per la lotta all'ictus), un corso di musico-terapia per persone che hanno perso l'uso della parola, finalizzato alla nascita del 1° coro afasici della provincia di Cuneo ( ed uno dei primi in Italia).

L'uso strumentale della musicoterapia - informa il dr. Giuseppe Bonatto, presidente di ALICe Cuneo Onlus - per la riabilitazione delle capacità linguistiche in chi, a seguito di una lesione cerebrale, causata da trauma cranico, ischemia, ictus, emorragia o tumore, manifesta dei disturbi nell'espressione e nella comprensione del linguaggio parlato o scritto, sta producendo straordinari risultati.  Il centro del linguaggio risiede nell’emisfero sinistro del nostro cervello ed è la parte che i nostri assistiti hanno lesionata. Con il canto, e le arti in genere, si stimola l’emisfero destro, ancora perfettamente sano e, davvero, con le canzoni e la musica si ritrovano le parole! L'utilizzazione degli elementi sonoro-musicali nella riabilitazione dell'afasia, sostengono da alcuni anni illustri neurologi, si sta dimostrando, unitamente alla logopedia, sempre di più un mezzo di comunicazione alternativo, un modo per potenziare il linguaggio intenzionale, per migliorare indirettamente la lingua parlata, per sperimentare relazioni affettive con gli altri, per contenere l'ansia, l'irritabilità e per scaricare le tensioni emotive, che caratterizzano le persone che hanno perso l'uso della parola”.

Il progetto – integra il dr. Giuseppe Beccaria, responsabile della sezione fossanese di ALICe – si è avviato con una prima valutazione individuale, cui è seguita l'elaborazione di un programma musicoterapeutico di gruppo. Il lavoro si è concentrato sulla fonazione, la respirazione, il canto, l'accentuazione e la struttura ritmica della parola e le attività dei docenti sono state rivolte, inizialmente, a stimolare la memoria dei partecipanti, dal far ricordare una canzone e la si è ricostruita in tutti i suoi particolari, dal testo al fraseggio, dalla melodia al ritmo. A poco a poco sono stati aggiunti altri elementi, come il fraseggio, l'intonazione, il respiro e l'appoggio ritmico, fino a ricostruire una strofa. Si è avviato il canto di gruppo, con accenti e ritmi ben scanditi, canto di gruppo senza accompagnamento ritmico e canto individuale senza sostegno esterno. In un secondo tempo si sono introdotti strumenti musicali, a percussione elementare, facilmente adattabili ai problemi fisici presenti in un quadro di afasia, che non richiedono un apprendimento formale ed offrono una gratificazione immediata”

Le lezioni - illustra Gianfranco Falco, vicepresidente provinciale di ALICe Cuneo Onlus - sono indirizzate alla nascita del coro con incontri di gruppo e collegiali ed i risultati sono estremamente soddisfacenti: al martedì ed al venerdì le note di tante canzoni echeggiano nella navata della chiesa dei Battuti Bianchi. 28 persone afasiche, di  età e sesso diversi, dal diciannovenne alla settantenne, provenienti da diversi comuni della provincia, da Cuneo, Alba, Barge, Bra, Fossano, Magliano Alpi, Manta, Mondovì, Neive, Saluzzo, Savigliano, Villafalletto, sotto la  direzione dei bravissimi musicoterapeuti e suonoterapeuti Maurizio Scarpa e Margherita De Palmas e di volontari di ALICe di Fossano, si incontrano per le lezioni di gruppo e collegiali. È sorprendente e commovente scoprire che anche chi non riesce più a parlare è in grado, però, di cantare. E cantare bene! Ascoltarle è una emozione, sapendo che le persone che cantano faticano ad emettere parole mentre ora, con la musica, ritrovano se stessi ed il piacere di comunicare con gli altri attraverso il canto. E sono felici mentre, fino a pochi mesi fa, spesso non avevano nemmeno voglia di uscire di casa”  

 

Alcuni li conoscevamo già, altri li abbiamo incontrati per la prima volta al corso- riferiscono Orsola Bonino, responsabile di ALICe Alba e Federico Carle, di Alice Fossano. Molti hanno avuto un ictus anni fa, come Ferdinando Nugnes di Roccavione che valuta questa esperienza del coro quanto mai utile per farlo star bene con gli altri e per migliorare notevolmente il suo recupero della parola. Gianfranco Ruffa di Castagnole Lanze racconta “Inizialmente scrivevo solo su una lavagnetta, oggi sono “logorroico”,   ed il ventenne romeno Alexandru Coviti di Barge spiega “Ho avuto un incidente stradale 7 anni fa. La musica mi sta dando tanti risultati”. “Sono stata colpita da aneurisma nel 2013 - aggiunge Piera Rocca di Savigliano -. Questo coro mi dà tanta gioia, mi piace cantare. È proprio vero il detto “canta che ti passa”. È un’esperienza bellissima”.

La musica ed il canto dimostrano, nei fatti, di essere  davvero il “più potente farmaco non chimico”.

 

Nel pubblico, ad assistere alle prove nel teatro dei Battuti bianchi, ci sono familiari e volontari della Croce rossa. Uno di loro, reduce da un servizio a Sanremo, ha portato un video di auguri, al coro fossanese, da parte di Cristiano Malgioglio e Rita Forte.

 

Il progetto della nascita del coro -informa Graziella Alciati, del Direttivo provinciale di ALICe Cuneo -ha una durata triennale e la sua traduzione pratica è stato possibile grazie al prezioso ed indispensabile sostegno della Fondazione CRC e da contributi di enti, tra cui il CSV di Cuneo, la  Fondazione CRT, la Fondazione CRF e di privati nonché di ALICe provinciale, a copertura dei non pochi costi del progetto, tra le quali le docenze ma soprattutto gli onerosi costi di trasporto bisettimanali delle persone afasiche da una quindicina di comuni della provincia” .

 

ALICe Cuneo Onlus- sede provinciale: piazza dell'Abbazia 10 12011 Borgo San Dalmazzo

tel. 3381947913/3487600058

codice fiscale: 96067980043

email:giuseppe.bonatto@gmail.com

sito web: in Piemonte da www.aliceitalia.org

sedi periferiche :  Alba ospedale Via Pierino Belli,n° 26

                                 Fossano via ospedale 4, adiacente ex pronto soccorso

 

 

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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

I LUOGHI DEL POSSIBILE

Fare salute mentale oggi

 

a cura del Consorzio Cascina Clarabella

 

Introduzione
La salute mentale che sogniamo
Claudio Vavassori, Carlo Fenaroli

L’IDEA DI CURA

Mettere tra parentesi la malattia mentale
Nuove (e vecchie) ipotesi per la cura della sofferenza psichica
Intervista a Angelo Barbato a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

Riconoscersi nel destino di fragilità dell’altro
Per curare servono introspezione e immedesimazione
Eugenio Borgna

Perché non bastano gocce e pastiglie
Se la salute mentale è data da casa, lavoro e rete sociale
Andrea Materzanini

La salute mentale tiene le porte aperte
Il sogno di Cascina Clarabella
Intervista a Claudio Vavassori a cura di Roberto Camarlinghi

PER UNA CITTA’ CHE CURA

Il sogno della città che cura
L’attualità della lezione basagliana
Intervista a Franco Rotelli a cura di Roberto Camarlinghi

Di chi sono gli adulti fragili di una città?
Un’esperienza di collaborazione tra servizi a Piacenza
Corrado Cappa, Claudia Marabini

I luoghi buoni della cura
Come mandare avanti la rivoluzione culturale avviata da Basaglia
Intervista a Peppe Dell’Acqua a cura di Anna Poma

Fare inserimenti lavorativi nel tempo della crisi
Una sfida epocale per la cooperazione sociale
A cura di Carlo Fenaroli e Claudio Vavassori

Lavorare con il sogno di una felicità urbana
Senza un’utopia rimane il poco che viviamo quotidianamente
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

PER UNA PSICHIATRIA DI COMUNITA’

In salute mentale il sociale è importante
Perché prendersi cura della vita quotidiana
Andrea Materzanini

Rompere l’inerzia psicotica
A cosa serve il budget di salute
Domenico Castronuovo

Il budget di salute in dieci punti
Verso una psichiatria di comunità
Roberto Legori, Greta Manca

Storie in cammino verso l’autonomia
Tre racconti di operatori
Valentina Gaspari, Mauro Peri,Greta Manca

LETTERE AI GIOVANI OPERATORI

A un giovane operatore della salute mentale
Lettera aperta per riconoscerci in una storia che parla al futuro
Peppe Dell’Acqua

Navigare nei mari della salute mentale
Raccomandazioni ai giovani marinai di un intrepido equipaggio
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi

 

Essere operatore della salute mentale
Idee per un manifesto
A cura degli operatori della Cascina Clarabella

 

   Micheline Cacciatore

  

Quando l'ansia infantile prende il sopravvento

 
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform
pag.118 - € 11,22
 

https://www.amazon.it/Quando-lansia-infantile-prende-sopravvento/dp/1983896691

   

 

Uno psichiatra e una psicologa si confrontano a partire da un libro che racconta l'esperienza di lotta di una madre accanto a una figlia contro l'emetofobia, un'ansia infantile che genera una paura irrazionale.
 
Il libro narra una storia realmente accaduta, raccontata in prima persona da una madre che si trova a dover gestire l'insorgenza dell'emetofobia (paura irrazionale del vomito) nella vita di sua figlia e della sua famiglia. Mentre le condizioni di sua figlia peggiorano di giorno in giorno: diventa sempre più magra, si rifiuta di uscire di casa, utilizza una serie di rituali ossessivi, questa madre si rende conto che le normali sedute settimanali di psicoterapia non sono sufficienti ed è necessario trovare una cura specifica. Nonostante l'emetofobia sia una delle cinque fobie più diffuse, è ancora poco conosciuta e trovare una cura adeguata può essere difficoltoso. Dopo varie ricerche, la madre approda finalmente alla Clinica Universitaria di Miami che propone una terapia mirata: la desensibilizzazione graduale intensiva, che prevede un'esposizione progressiva allo stimolo che provoca la fobia, in questo caso il vomito. Nel corso del libro viene raccontato il percorso terapeutico che porta gradualmente la giovane paziente, ma anche i suoi familiari, a gestire e superare la fobia. In seguito a questa esperienza, Micheline Cacciatore, l'autrice ha aperto un blog “Emetofobia destrutturata” nel tentativo di raggiungere ed essere d'aiuto ad altri genitori che si trovano ad affrontare la stessa problematica.
Quando l'ansia infantile prende il sopravvento è il primo libro di Micheline Cacciatore. Il successo del suo blog, “Emetofobia Destrutturata”, l'ha convinta a scrivere per raggiungere ancora più persone. È cresciuta in Massachusetts e ha frequentato la Walnut Hill School of Arts, dove ha studiato danza classica. Dopo un brutto infortunio, che le ha impedito di proseguire la carriera di ballerina professionista, ha frequentato la scuola di fotografia, dove ha ottenuto il diploma di fotografa e ha conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver lavorato alcuni anni come fotografa, è tornata alla sua vera passione, la danza, dedicandosi all’insegnamento. Nel 2010, Micheline ha venduto la scuola di danza in Massachusetts, per trascorrere più tempo con la sua famiglia. Insegna ancora danza e vive a Miami, con il marito e i due figli.