LA NUOVA VITA DI MILA (Mila Brollo)

Caro mondo di Parole Ritrovate,

la mia vita è cambiata. Come molti sapranno, perché mi conoscono da molti anni, sono approdata alla Salute Mentale di Trento a fare il lavoro più difficile e interessante del mondo. Affiancherò Renzo in un avventura pazzesca, che sarà quella di porre qualche solido paletto all’attivazione di pratiche  inclusive di utenti famigliari e implementazione di rete con associazioni, cooperative, cittadini attivi in ogni area appartenente alla nuova configurazione aziendale di Trento. La nuova Area di Salute Mentale comprende infatti, oltre che la Salute Mentale dell’intera provincia, anche la Neuropsichiatria Infantile, il Serd, L’alcologia, la Psicologia Clinica e prossimamente, i Disturbi del comportamento alimentare. Per il momento sto visitando i vari Servizi, e la grande varietà di offerte e risorse, declinate in modalità che ho spesso incontrato anche nel mio Friuli, mi fa ben sperare in un risultato che potrebbe diventare esempio e sperimentazione unico in Italia e trasmettibile ad ogni parte della penisola. Renzo non lo sa ancora, ma questo è il mio sogno.

Dunque la mia vita è cambiata grazie anche ad una impresa che ho svolto l’anno scorso e che è sfociata nella scrittura di un libro. Un libro-libro, chiesto da un editore carinissimo Ediciclo, che ha creduto nella mia storia.

Forse non tutti mi conoscono così, approfitto di questo movimento così bello per presentare me stessa e il libro:

Mi chiamo Mila Brollo ho sessant’anni, il diabete, voglia di vincere l’indifferenza, ovunque essa si annidi. Sono un operatore della Salute Mentale. Ho compiuto lo scorso anno un viaggio portando con me molte bandiere. Sono partita da casa, Gemona del Friuli e, attraversando l’Italia da venezia, Rovigo, Ferrara, Modena, Parma,  Bologna, Prato, Grosseto ho raggiunto la costa tirrenica e me ne sono scesa fino a Lampedusa pedalando in solitaria, ma incontrando tanti mondi. 

L’ho fatto per me, per il mio diabete  (sono stata monitorata da due università per una ricerca) e la mia mente che aveva bisogno di un po’ di tempo per sè.

L’ho fatto per le mie reti che riguardano innanzi tutto il mio lavoro in psichiatria e nel movimento nazionale Parole Ritrovate (di cui si parla spesso nel libro) composto di utenti, famigliari e operatori uniti dal “Fareassieme”.  Lungo il percorso  ho incontrato ogni servizio, associazione cooperativa, gruppo che vedesse nel mio passaggio una nuova possibilità di incontro. Ringrazio con una lunga carezza tutti gli amici di PR che mi hanno accolto ovunque.

L’ho fatto perché si parlasse di psichiatria non soltanto con la cronaca di fatti gravi attribuiti alla follia, ma anche per far conoscere le “buone Pratiche” che da nord a sud si possono incontrare. L’ho fatto perché credo da sempre che nelle persone con disturbo mentale, ci sia un seme di grande verità e trasparenza pronto a nascere e l’ho fatto contro pregiudizi e stigma.

L’ho fatto scegliendo come meta Lampedusa per testimoniare la necessità di  mantenere mentalmente e fisicamente sempre le “porte aperte”, motto di basagliana memoria, da adottare senza se e senza non solo in psichiatria, ma in ogni altro tipo di alterità, quali povertà, disabilità,  migrazione di persone in cerca di salvezza e di vita dignitosa.  Solo insieme si può.

L’ho fatto perché non potevo più sentire di naufragi dal salotto di casa, l’ho fatto contro l’indifferenza al male qualunque esso sia.

L’ho fatto per sentire la possibilità di fare una cosa anche fisicamente impegnativa , nonostante io non sia una persona sportiva o particolarmente avventurosa e di infondere a mò di esempio attraverso questa pazza avventura, fiducia in sé stessi e nel mondo e speranza diffusa.

L’ho fatto anche per diffondere sempre più la bellezza del “viaggio lento e consapevole”, e dell’uso della bike e dell’e-bike così distanti dal turismo di massa e così “umani” e distensivi. L’ho fatto per parlare di un paese unico al mondo per bellezza e varietà di costumi culture, tradizioni.

Come pilastri che mi hanno sostenuto anche nei momenti difficili  ho preso in prestito due frasi da ben più noti movimenti e autori : “Si può fare” e “Se non ora quando”. La mia associazione Fareassieme FVG ha creduto in me, come PR fin dal primo momento, quando era difficile pensare che ce l’avrei potuta fare.

 

Da tutto questo è nato un libro edito da EdiCiclo “Biciterapia: in viaggio alla ricerca dell’equilibrio”, che mi piacerebbe poter presentare in varie realtà per permettere a questi propositi di continuare a camminare. Parla molto del nostro mondo in ottica di Culture e Pratiche di Condivisione nelle Politiche della Salute Mentale.

 

Il 21 aprile è stato presentato con Massimo Cirri di Caterpiller Radio2, alla fiera di Rho “tutti libri” e da adesso è nelle librerie e nelle librerie on line.

Ho un blog dove continuo a scrivere pensieri e riflessioni personali: Biciterapia.it (http://biciterapia.it/)

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Commenti: 1
  • #1

    laura miotti (sabato, 03 marzo 2018 13:59)

    Un tempo abbiamo condiviso molte cose...oggi sicuramente la bici a pedalata assistita e...una malattia cronica...ti faccio un grande in bocca al lupo per domani 4 marzo...insieme ce la si può fare

ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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Poetessa amatissima, personaggio trasgressivo e commovente che ha saputo parlare direttamente al cuore del popolo, Alda Merini ha rappresentato un caso del tutto particolare nella storia letteraria del Novecento italiano. In questa ricca antologia, che ne raccoglie tutti gli scritti importanti in poesia e in prosa, sono riproposte per intero le raccolte poetiche degli inizi: "La presenza di Orfeo" (1953), "Nozze romane" (1955), "Paura di Dio" (1955), "Tu sei Pietro" (1962), nelle quali si intrecciano temi mistici e slanci erotici, interrogativi estremi senza risposta. Il volume comprende poi notissimi e più recenti titoli come "Vuoto d'amore" (1991), "Ballate non pagate" (1995), "Superba è la notte" (2000) e "Il carnevale della croce" (2009). In questi versi l'autrice conferma la potenza della sua lirica, estranea a qualunque "linea" o "corrente", nella quale si mescolano passione e tenerezza, ironia e sarcasmo, gioco e disperazione, nel segno di un'urgenza assoluta di fare poesia. Le prose autobiografiche "L'altra verità" (1986) e "Lettere al dottor G." (2008), infine, testimoniano la straziante discesa negli inferi del manicomio.