VOTA IL PROGETTO DI RECUPERO DI PARALOUP (Fondazione Nuto Revelli onlus)

Cari amici, 

con grande sorpresa vi comunichiamo che LA SCADENZA DELLA VOTAZIONE PER THE COMMUNITY WISH LIST PRIZE è STATA PROROGATA AL 12 GIUGNO

Grazie al vostro supporto il progetto di recupero della borgata di Paraloup ha raggiunto 400 preferenze!
Tuttavia, per arrivare tra i 6 fortunati vincitori abbiamo ancora bisogno del vostro aiuto!

Avete già votato nei giorni passati? Continuate a farlo tutti i giorni, da ogni indirizzo email a disposizione, fino al 12 giugno.

Diffondete la locandina in allegato per coinvolgere amici e parenti nella votazione!

Non ancora votato? Potete subito rimediare aprendo il seguente link, completando la registrazione e cliccando su BUONA FORTUNA!
AWARD-->CULTURE-->COMPLETED

Tutti insieme possiamo ancora tentare di portare un pezzettino delle nostre bellissime montagne cuneesi tra i giganti mondiali! 

Nel caso ci fossero dei problemi a completare la procedura di votazione, potete chiamare 0171692789.

Grazie ancora per il vostro aiuto e...dita incrociate!

 

Fondazione Nuto Revelli Onlus
Corso C. Brunet 1, 12100 Cuneo.
Tel.0171692789
info@nutorevelli.org

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
MIP - ATTIVITA' 2017.pdf
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.