WORKSHOP TEATRALE “LE VOCI DI ME” (Rete Italiana Noi e le Voci)

WORKSHOP TEATRALE

“LE VOCI DI ME” 
ALBISOLA MARINA (SV)

1 E 2 LUGLIO 2017

 

 

Due giornate dedicate al dialogo e all’ascolto...

Dialogare non è mai facile, con gli altri e con noi stessi, soprattutto con quelle parti di noi che si fanno sentire anche se non hanno corde vocali. Voci insistenti con cui è difficile fermarsi ad ascoltare e rispondere. Per rispondere bisogna saper ascoltare. Il momento centrale di ogni relazione è l’ascolto e il rispetto delle attese: delle attese inespresse, ancora più importanti di quelle espresse, delle attese del cuore, ancor più importanti che quelle della ragione, delle attese che non il linguaggio delle parole, ma quelle del corpo ci sa indicare.

In questi due giorni molto spazio sarà dato al corpo, alla sua possibilità di raccontare parole e silenzi, per poi pian piano dar voce alle voci.

Il workshop è aperto a uditori di voci, famigliari, operatori e, in generale, a chiunque voglia mettersi in gioco esplorando con attenzione e rispetto la relazione con gli altri, con le proprie voci e/o con quelle parti di noi che trascuriamo o preferiamo negare/nascondere.

“Le Voci di Me” è organizzato dall’Associazione “Rete Italiana Noi e le Voci” in collaborazione con Teatro21 e il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze della ASL di Savona.

Condurranno il lavoro: Alessandra Basso, Sara Moretti, Paolo Scorzoni e Marcello Macario.

Apertura workshop sabato ore 11.00, chiusura domenica ore 15.00
Albisola Marina (SV), Ostello “Le Stuoie” Via Italia 49

Il costo del workshop è di 80 euro, possibilità di pernottamento nella struttura.

Per info e iscrizione: www.parlaconlevoci.it o www.teatro21.org

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.