L'8 LUGLIO CI SARÀ L'ALBA PRIDE (Collettivo De-Generi)

L’8 luglio 2017 Alba ospiterà la seconda tappa del Piemonte Pride, che farà il suo esordio in una cittadina di provincia: sarà un momento fondamentale per dare al territorio un segnale forte di un’altra realtà possibile ... 

In questi anni segnati da grandi sconvolgimenti a livello mondiale e dall'inasprirsi di posizioni omofobe, razziste e sessiste, è sempre più evidente la necessità di creare intersezioni tra le battaglie per i fondamentali diritti umani e civili, e il tema del primo Piemonte Pride, “A corpo libero”, risponde a questo richiamo sottolineando il valore dell’autodeterminazione sotto diversi punti di vista: il genere di appartenenza, la scelta di chi amare e di se e come diventare genitori, la tutela delle proprie volontà in vita e dopo la morte, la possibilità di avere una sessualità anche quando il corpo rappresenta una barriera fisica e la possibilità di muoversi e migrare liberamente al di là dei confini, l'accesso a un'educazione sessuale laica, l’ostacolo a ogni forma di violenza, fisica o psicologica, la valorizzazione di ogni essere umano per le sue peculiarità. 

Come sottolinea il Coordinamento Torino Pride GLBT, questo è l’inizio di una rivoluzione, e portarla in provincia servirà a cementarne le radici là dove è ancora più necessario affermare a gran voce l’importanza di riconoscere donne e uomini come individui liberi, che possano scegliere chi essere e come esserlo, nella costante interazione con l’altro e nella tutela dei diritti di tutte e di tutti. Non possiamo che esserne orgogliosi! 

La manifestazione ci vedrà sfilare per il centro cittadino e si concluderà nel prato dell'H-Zone, dove ci aspetteranno buona musica, i banchetti delle associazioni sostenitrici, food&beverage! E a seguire, official party! Presto tutti i dettagli: stay tuned!!!

Link: 

 

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Sono passati più di quarant’anni da quando Franco Basaglia, coraggioso riformatore, ha realizzato il sogno di curare la malattia mentale senza i manicomi. La “sua” legge 180 doveva rivoluzionare l’intera cultura psichiatrica, ma la riforma del 1978 si è presto incagliata in ostacoli culturali, sociali, ideologici e organizzativi ed è ormai inadeguata nel fronteggiare i problemi della società contemporanea e dei nuovi malati. Ivan Cavicchi spiega perché il progetto di Basaglia è in realtà incompiuto e come la psichiatria sia ancora in larga parte da riformare, e propone di andare “oltre la 180”, rimuovendone le contraddizioni interne e sfondando il muro dell’apologia per evitare il rischio di regressività o di controriforma. Particolare attenzione va riservata ai professionisti sanitari che si occupano delle esistenze delle persone e dei loro “equilibri” nei contesti di vita e di lavoro, di ogni età e di ogni condizione sociale: un’adeguata riforma delle prassi degli operatori della salute mentale è infatti la più grande sfida del futuro della psichiatria e di tutta la medicina.

 

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Ivan Cavicchi è filosofo della medicina, sociologo e antropologo; insegna all’Università Tor Vergata di Roma. 

 

 

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