IL TRENO E' SVILUPPO ECONOMICO DEL TERRITORIO (Associazione ALTRITASTI)

 

 

 

da Associazione ALTRITASTI
informazione & formazione
della provincia di Asti e Cuneo 
per un altro mondo possibile

 

Mercoledì 21 Giugno 2017

 

di Gianni Rinaudo.

Il convegno del 30 giugno a Narzole "Il treno è sviluppo economico del territorio" non è un titolo scelto a caso, bensì il motivo che spinge numerosi cittadini della zona ad occuparsi ormai da più di dieci anni di rilancio economico sostenibile della bassa Val Tanaro. Questi cittadini e cittadine per passione civica, esclusivamente, non vogliono assistere inermi all’opera amministrativa di rendere marginali questi luoghi rivolti sulla valle del Tanaro. Da Cherasco fino a Bastia ed anche oltre ...

Si tratta di una bestemmia contro le generazioni passate e future agire per non voler il ritorno del treno sulla vecchia Bra-Ceva. Treno e bici non sono antitetici, anzi. Inoltre pensare anche solo di spendere 35 milioni per costruire la ciclabile sulla vecchia ferrovia è come darsi la zappa sui piedi. Perché usare tanto denaro per un’opera che non servirà al territorio? La ciclabile si può realizzare esattamente come si è fatta tra Ceva ed Ormea spendendo assai meno ed usando un mix di strade tra cui le interpoderali. Poche storie.

Non volere il treno, non collegare facilmente i nostri paesi con il resto della provincia tramite il progetto MetroGranda o simili, è decretare di far diventare questo territorio, nei prossimi decenni, una riserva per cinghiali e caprioli. Renderlo totalmente marginale, ai margini … Quante case di nuova costruzione di Cherasco, Narzole, Dogliani, Farigliano, Bastia, Monchiero sono sfitte o/e invendute?

I cittadini sanno che il treno renderebbe molto più appetibile questo territorio. Ed ha fatto bene la nuova Amministrazione di Narzole a volere questo convegno perché denota lungimiranza e progettazione.

Certo i paesi, eccetto Monchiero, Dogliani, Farigliano e Bastia, non sono ubicati in fondo valle e quindi ai più non paiono comodi per usufruire della ferrovia. Al presente, basta andare a Bergamo, Potenza, Cuneo o in qualche grande supermercato o metropolitana per vedere che grazie alla tecnologia si superano tutti i dislivelli ed in pochi minuti si superano distanze prima incolmabili.

I gruppi che collaborano a questo convegno ritengono che è ora di dire stop a chi pensa che treno, auto, aereo, nave, bici debbano viaggiare ognuno per conto proprio. Treno contro auto, auto contro treno, nave contro aereo… basta! Un territorio vive e progredisce solo in quanto è anche ben collegato con il resto del mondo attraverso tutti i mezzi della mobilità, nessuno escluso. C’è finalmente la necessità di coniugare sviluppo economico sostenibile con una buona mobilità integrata.

Un treno in val Tanaro significherebbe immediatamente rivalutazione dei terreni e delle case dei paesi che si affacciano sul tracciato della vecchia ferrovia che per prima collegò Torino al mare, ai suoi porti.

In certi paesi della valle se non ci fossero i romantici tedeschi o i cittadini del centro/nord Europa pochissime vecchie case verrebbero ristrutturate. Oggi senza la ferrovia nel fondovalle alcuni paesi, soprattutto dell’Alta Langa, appaiono ancor più isolati e non si sa quanto possano far gola a giovani coppie magari intenzionate (se i servizi ci fossero) a vivere in quei luoghi. La marginalizzazione si combatte anche col treno e i bus integrati.

Non è che eravamo più sviluppati un tempo quando le donne, decenni fa, partivano dalla Langa cariche di uova e tome e andavano a venderle Torino e ritornavano in giornata?

Durante la raccolta firme (oltre tremila cittadini hanno firmato) per il ritorno del treno sulla Bra Ceva diversi tedeschi e non solo ci dicevano che da loro, in Germania, in Svizzera… una linea ferroviaria del genere sarebbe funzionante, almeno per il turismo.

Vogliamo il rilancio economico di questo bel territorio. Con oltre 30 convegni sulla mobilità integrata, organizzati direttamente o con altre realtà associative e istituzionali in Piemonte e in Liguria, senza mai chiedere un soldo di finanziamento pubblico, portiamo avanti la battaglia contro la marginalità dei territori periferici. Il treno è anche un antidoto contro la marginalità.

 

Che il treno fosse, da noi in Piemonte, una buona medicina per lo sviluppo economico di tutte le terre lo sapevano bene grandi statisti dal calibro di Cavour, del presidente Einaudi e tutti coloro che hanno contribuito a mettere in rete i territori grazie a centinaia di km di binari ferroviari. Oggi, impariamo almeno una cosa dai cinesi, dalla nuova via della seta, e investiamo sul trasporto su ferro in sinergia e non in contrapposizione con tutte le altre modalità.

 

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Commenti: 1
  • #1

    NiHAD (lunedì, 26 marzo 2018 20:56)

    E GIUSTO QUELLO CHE SI DICE IL TRENO E UNO SVILUPPO ECONOMICO COME USARE I PIEDI LA BICI E NON LA MACCHINA CHE INQUINA IL TERRITORIO CIRCOSTANTE

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 Claudio Rabbia

LA MIA VITA CON IL PARKINSON SULLE NOTE DEL TANGO

 

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2018, € 16,00, pag.176

 

Claudio Rabbia racconta con ironia la sua vita, dalle prime bravate da bambino all'incontro con Ivana, dalle difficoltà economiche alla scoperta del Parkinson che, a soli 44 anni, con due figli ancor piccoli, gli stravolge l'esistenza.
Dopo iniziale depressione decide di combattere la malattia a viso aperto, memore delle parole di suo padre "Se non ci riesci prova a fare al contrario di quello che hai fatto finora". Così Claudio studia nuove strategie per affrontare tutti gli ostacoli che la malattia porta al movimento.
Seguendo questa nuova strada si accorge che, dopo aver ballato il Tango argentino, sta meglio: ritrova l'equilibrio, i movimenti sono più sciolti, anche la calligrafia cambia. Ne parla con i suoi medici e da quel momento la sua vita cambia direzione.

QUARTA DI COPERTINA

Mi rimboccai le maniche cercando di dimenticare la frase "Non si guarisce, è una malattia degenerativa". Non volevo limitarmi a cercare stratagemmi per sopravvivere. Da quando misi in pratica quesa teoria, cioè non limitarmi ai consigli dei medici ma provare ad andare oltre, pur non sapendo ancora come, mi accorsi di sentirmi meno depresso. Trovare una speranza diversa dalle solite mi faceva acquisire fiducia in me stesso.
Ora avevo chiara la mia situazione: era come se avessi due personalità dentro di me. Mi dividevo fra la parte mia normale e la parte ammalata: da una parte ero Claudio Rabbia, dall'altra ero Claudio Parkinson. Quindi non ero tutto da buttare, metà di me era normale.
Difficile la convivenza dei due Claudio: il primo sempre attivo e allegro, il secondo ogni volta più lento e malinconico. Questo era il mio nuovo mondo.
Tenere divisi questi due personaggi è stato utile, a mio parere. Non ho mai condiviso la teoria degli psicologi che cercano in tutti i modi di farti accettare "la situazione". Non posso accettare la convivenza in me di un qualcosa che mi fa stare male. CR sta bene e non deve fermarsi per aspettare CP che è lento e che fa stare male. Che provi a correre più veloce se vuole raggiungermi, intanto non ce la farà mai. CR sarà sempre davanti. Accettai così la sfida con Mister park.
BIOGRAFIA DELL'AUTORE
Claudio Rabbia nasce a Cuneo il 16 settembre 1956. La sua famiglia è composta da papà Angelo e mamma Lucia, due sorelle più grandi di lui, Concetta ed Elsa, e due fratelli più piccoli, Paolo e Alberto. Terminata la terza media inizia a lavorare nell'azienda agricola di famiglia a Roata Chiusani.
Il 23 maggio del 1981 si sposa con Ivana Revelli e, dalla loro unione, nascono Maurizio nel 1982 e Andrea nel 1986.
All'età di 44 anni, nel 2000, iniziano le prime difficoltà motorie e dopo le prime visite neurologiche, nel 2001, gli viene diagnosticato un "Parkinsonismo". Poco tempo dopo ha la certezza di essere affetto dalla "Malattia di Parkinson".
Dopo un periodo di comprensibile depressione si rialza, grazie alla forza sua e della moglie Ivana che lo spinge a non chiudersi e a continuare a coltivare la loro grande passione, il Tango Argentino.
Nel 2006 Claudio fonda, con l'aiuto di alcuni amici e dei neurologi dell'Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo, che lo seguono, l'Associazione Parkinson Lago Maggiore con sede a Pallanza.
Nel 2011 apre una seconda sede a Cuneo diventando "Associazione Parkinson Lago Maggiore, Cuneo e le sue Valli", meglio conosciuta grazie al suo originale e simpatico logo con la lumaca "La Parkimaca", portandolo così a far conoscere e divulgare, in Italia e non solo, la tanto sospirata "Tango Terapia".