I GIOVEDI' DELLA GRAMIGNA -Presentazione del libro "Tutti no ma questo sì" (Fabrizio Biolè)

L'ottima affluenza di pubblico alla prima proiezione inserita all'interno dei "Giovedì della Gramigna", "Cronaca di una vita semplice" di Kosmoki, ci stimola a continuare con la proposta di produzioni locali, anche letterarie.

Giovedì' 29 dunque, sempre alle 20,45, sempre in sala Tiboldo, il Comune di Gaiola, in collaborazione con Araba Fenice Libri proporrà la presentazione del volume "Tutti no, ma questo sì", la recentissima fatica letteraria delle sorelle Elisa e Sonia Ricci, che ne hanno curato la scrittura e l'illustrazione.

Si tratta di una fiaba non solo per bambini ma per tutte le età, ambientata fra gli animali selvatici ospiti del Centro Recupero di Bernezzo.

Il suggestivo abstract:

"Quando schiaccia senza volere un grillotalpa, Lili vorrebbe tenerlo con sè per curarlo, ma come le dice il papà: "Non si possono salvare tutti gli animali".
La compassione la spinge però a disobbedirgli e ad avventurarsi nella notte per andare alla ricerca del Centro Recupero Animali Selvatici.
Sulla strada incontrerà altre bestiole ferite, tutte con un problema, tutte con la paura dell'altro, e Lili dovrà trovare la forza di aiutarle tutte quante.
Un libro magnifico.
Elisa narra questa storia con delicatezza e humor, mentre Sonia ne disegna i volti, i paesaggi, le emozioni con illustrazioni oniriche ed evocative.
Una bella storia per l'infanzia, ma non solo. Da leggere a tutte le età, magari accarezzando un micio o un cagnolino davanti al caminetto."


Fabrizio Biolè, Sindaco di Gaiola e Assessore alle Politiche Giovanili dell'Unione Montana Valle Stura: "Come amo dire durante le serate, tutti i giovedi, alla Gramigna, vi aspettiamo per qualcosa di interessante. Smetteremo solo quando ci saremo davvero stancati! A rivederci giovedì con un libro fresco, malinconico e davvero evocativo..."


Fabrizio Biolé
Sindaco di Gaiola (CN)
Unione Montana Valle Stura di Demonte

 

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IL PROGRAMMA 2017-2018

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Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.