PROGETTO “PERSONE” - COMUNICATO STAMPA

Non prendete impegni per i venerdì sera del prossimo luglio!

Infatti ogni venerdì sera, alle 21.30, presso il parco “La Pinetina”, in via Bongioanni angolo via Mons. Riberi, sotto le stelle, potrete assistere alla proiezione di film che invitano a fermarsi, ascoltarsi, osservarsi per aiutare a capire quei pregiudizi che spingono ad isolare, a non vedere, ad alzare muri per difendersi dalle paure, dalle diversità, dimenticando che “visto da vicino nessuno è normale” (F.Basaglia).

Si tratta del progetto “Persone” che vede la collaborazione dell’Associazione MenteInPace col Centro Diurno del Servizio di Salute Mentale ASLCn1, la Casa del Quartiere Donatello, le Associazioni Agedo, Amnesty International, AriAperta, Se non ora quando?, con le Cooperative Sociali Colibrì, Momo e Proposta 80, con il sostegno del CSV “Società Solidale” ed il patrocinio del Comune di Cuneo.

Il fil rouge che lega i film sono i pregiudizi: le varie realtà che hanno collaborato al progetto hanno proposto lavori che ci faranno comprendere punti di vista e sensibilità differenti. La conoscenza arricchisce le persone e contribuisce a ridurre quegli ostacoli sociali che frequentemente concorrono a creare problemi ed “anormalità”.

Le serate saranno anche occasione per conoscere associazioni e cooperative che operano nel campo sociale, per stare in compagnia e riflettere sull’importanza di tolleranza e solidarietà per vivere meglio, in una realtà con meno barriere.

Il ciclo estivo avrà luogo presso “La Pinetina”, un tempo chiusa al pubblico ed utilizzata solo dal Servizio di Salute Mentale, da qualche anno è aperta e attrezzata con giochi per bambini, vi vengono liberamente organizzate feste di compleanno, prime comunioni, pic-nic ed è diventata un punto di incontro della cittadinanza con utenti ed operatori del Servizio.

Il progetto prevede inoltre altre quattro serate, una al mese da settembre a dicembre, presso la Casa del Quartiere Donatello, sede di molte iniziative, dove si sta costruendo un punto di riferimento importante per gli abitanti del quartiere e per la cittadinanza cuneese: oltre ad essere sede di cicli di film, vi si organizzano corsi di fotografia, danza, yoga, serate con gruppi musicali giovanili, gare di calcetto e bocce mentre una foresta edibile sta crescendo in terreni prima incolti.

L’ingresso alle serate sarà gratuito e, a luglio, in caso di maltempo i film saranno proiettati presso l’adiacente Centro Diurno.        

 

I singoli eventi li potete vedere sulla pagina facebook di menteinpace

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Farhad Bitani

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«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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