PROIEZIONE DEL FILM "IL DIRITTO DI CONTARE"

“Il diritto di contare”, già in programma lo scorso 1° dicembre presso la Casa del Quartiere Donatello e rinviato a causa della nevicata che aveva reso le strade difficilmente praticabili, viene nuovamente proposto venerdì 12 gennaio 2018 alle 21,00, sempre presso la Casa del Quartiere.   

Il film conclude il Progetto “PERSONE”.
Menteinpace - Forum per il ben-essere psichico, Centro Diurno S.S.Mentale ASLCn1, Casa del Quartiere Donatello, Agedo, Amnesty International, Aria Aperta, Se non ora quando?, Cooperative Sociali   Momo, Proposta 80 e Colibrì, con il patrocinio del Comune di Cuneo ed il sostegno del Csv Società Solidale hanno organizzato una rassegna che invita a fermarsi, ascoltarsi, osservarsi per aiutare a capire quei pregiudizi che spingono ad isolare, a non vedere, ad alzare muri per difendersi dalle paure, dalle diversità, dimenticando che “visto da vicino nessuno è normale”(F.Basaglia).

IL DIRITTO DI CONTARE, diretto da Theodore Melfi, con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Jannella Monae e Kevin Kostner narra la Virginia segregazionista degli anni sessanta: la legge non permette ai neri di vivere insieme ai bianchi. La NASA non fa eccezione. I neri sono considerati una forza lavoro di cui disporre a piacimento e sono disprezzati più o meno sottilmente. Katherine. Dorothy e Mary sono determinanti per la NASA per raggiungere importanti obiettivi: inviare un uomo in orbita e poi sulla luna. Sono donne, nere, si battono contro le discriminazioni e saranno capaci di far cadere barriere razziali

Scrivi commento

Commenti: 0
ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
MIP - ATTIVITA' 2017.pdf
Documento Adobe Acrobat 138.4 KB
BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
Documento Adobe Acrobat 353.7 KB

 

IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.