PROGETTO ARCIPELAGHI (DiAPsi Cuneo)

PROGETTO ARCIPELAGHI

Corso di Comunicazione per famigliari:

“La famiglia alleata nel percorso di cura”

 

Il progetto Arcipelaghi si propone come intervento di supporto alle famiglie dei malati mentali; fornisce informazioni e formazione sulla comunicazione.

            Ha come obiettivo il miglioramento della relazione e della comunicazione all’interno della famiglia, tra i suoi singoli componenti e tra la famiglia e la società.

            “Un alfabeto per capirsi, per conoscere e utilizzare gli strumenti comunicativi e relazionali che aiutano a superare meglio le difficoltà e le ansie del quotidiano”.

            Un’esperienza analoga si è svolta, con esiti positivi, negli scorsi anni a Torino e a Cuneo.

 

            Il Corso di Comunicazione, tenuto dalla dott.ssa Susanna Cielo, psichiatra - psicoterapeuta, e dal dott. Luca Novara, psicologo – psicoterapeuta, si svolgerà nella sede dell’Associazione DIAPSI, in via mons. Peano 8b – Cuneo.

- La partecipazione è gratuita –

 

Per l’iscrizione telefonare al n° 3703571305.

Il Corso si articolerà in 5 incontri, con un gruppo costituito da

8/10 nuclei familiari.

Le date degli incontri sono le seguenti:

 

 

 

 

 

Venerdì  23 marzo  2018

Venerdì    6 aprile   2018

Venerdì  20 aprile   2018

Venerdì    4 maggio 2018

Venerdì  18 maggio  2018

 

dalle ore 15,00 alle 19,00

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ADRENALINA PURA!!

regia di 

Andrea Castellino

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PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
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PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
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PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

e dagli

utenti del Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo.

 

Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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