L'ELABORAZIONE DEL LUTTO AL TEMPO DEI SOCIAL NETWORK (Marianna Martini)

Sabato 19 Maggio 2018 - 
Centro Servizi Per Il Volontariato - Via Gradenigo 10 - Padova (PD)
 
Dopo il progetto “Amori 4.0”, che ha visto Padova città capofila di un evento diffuso a livello nazionale, è ancora una volta il web a porre degli interrogativi, questa volta sul tema tanto delicato quanto sentito del lutto ai tempi dei social. Come cambia dunque il processo di elaborazione della perdita di una persona cara nel mondo di internet? Si ha ancora diritto al ricordo?
 
Sabato 19 maggio, dalle ore 10.00 alle 18.00, si terrà a Padova – negli spazi del Centro Servizi per il Volontariato di via Gradenigo 10 - un seminario dal titolo “Tra passato rituale e futuro digitale”, che si propone come progetto di psicologia decisamente innovativo per aspetti e argomenti trattati. A moderare l’incontro, aperto a tutta la cittadinanza, saranno Marianna Martini, con studio a Padova e attiva come psicologa a sostegno nell'elaborazione di perdite e lutti e Amalia Prunotto – psicologa e psicoterapeuta già responsabile di “Amori 4.0” e con studio in centro a Padova, Parma e Rimini.
 
Durante la mattinata, ad ingresso gratuito per la cittadinanza, si susseguiranno gli interventi di Emanuele Prataviera, ideatore del progetto www.etherna.memorial per tutelare il ricordo nell'era immateriale di internet, la storica e tanatologa Maria Angela Gelati che insieme alla storica dell’arte Elena Alfonsi parlerà della rassegna “Il Rumore del Lutto”, lo psicologo Stefano Totaroche esporrà la tematica del “Lutto tra social e realtà” e Marianna Martini che illustrerà come “Comunicare il lutto”. 
 
Ai professionisti (psicologi, medici, infermieri, Oss e professioni d’aiuto) è invece dedicato il workshop del pomeriggio, che avrà un costo di 20 euro a persona. Dalle ore 15.00 il dott. Prataviera tratterà la questione de “Il diritto all’oblio e il diritto al ricordo nel web”, seguiranno l’intervento della dott.ssa Prunotto che porterà l’esperienza LIDAP (Lega Italiana contro i Disturbi d'ansia, d'Agorafobia e da attacchi di Panico) ed i gruppi di auto aiuto come modello di intervento per riconoscere e narrare le emozioni della perdita, il dott. Totaro che risponderà alla domanda “È possibile un’elaborazione del lutto online?” e la dott.ssa Alfonsi che affronterà il tema della morte nell’arte prima della conclusione dei lavori.
 
L’iscrizione al seminario è obbligatoria; i posti sono limitati.
 
Per info ed adesioni: 
 
Marianna Martini: marianna.martini.2@gmail.com; tel. 3484922148

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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