A Roma la dream World Cup, in campo 150 utenti psichiatrici (www.ansa.it)

Torneo tra dieci nazioni per superare le barriere 

 

Un grande evento sportivo mondiale con 10 nazionali partecipanti: Italia, Spagna, Argentina, Cile, Francia, Giappone, Perù, Senegal, Ucraina e Ungheria.

E' la Dream World Cup, che vede in campo oltre 150 pazienti psichiatrici per un torneo di 4 giorni.


   

 

Il torneo si svolgerà presso il Palazzetto dello Sport di Roma, comunemente noto come Palatiziano. Le squadre partecipanti sono 10 e sono organizzate in due gironi da 5. Il 13 maggio, giorno in cui ricorre il quarantennale della legge Basaglia, ci sarà la cerimonia di apertura della manifestazione con gli ospiti istituzionali e l'avvio delle gare. Per l'Italia 180 ragazzi, provenienti dai centri di salute mentale di tutto il paese, hanno potuto vivere il sogno di indossare la maglia azzurra e hanno partecipato con entusiasmo ai provini per le selezioni.

"Indossare la maglia azzurra - spiegano gli organizzatori, il Comitato Internazionale di Calcio per la Salute Mentale (IFCMH), presieduto dallo psichiatra Santo Rullo, l'ispiratore del movimento «Calcio per la Salute Mentale e lo European Culture and Sport Organization (ECOS), l'associazione no profit individuata dal comitato internazionale per l'organizzazione complessiva dell'evento - significa in qualche modo accettare la propria malattia e uscire allo scoperto, sia per i ragazzi che per le famiglie. Parlare della malattia mentale ed esserne consapevoli è il primo passo per contrastarla e superare barriere e pregiudizi".

I Soci/Utenti del Club Itaca di Roma si occuperanno del servizio d’ordine, dell'accompagnamento delle squadre ospiti e della promozione dell'evento. 


"Sarà il nostro modo  - dicono dal Club in una nota -  per celebrare i quarant’anni della legge Basaglia, che ha decretato in Italia la chiusura dei manicomi, avendo tra i suoi obiettivi primari proprio il reinserimento sociale dei pazienti. Un obiettivo che ogni giorno realizziamo grazie alle attività di riabilitazione non clinica nel nostro Club Itaca, centro certificato secondo il modello psichiatrico di reinserimento socio-lavorativo Clubhouse International, e che in questa occasione si realizzerà attraverso il calcio". 

Redazione ANSA ROMA 

 

 

 

Scrivi commento

Commenti: 0
DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2018
DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE.pdf
Documento Adobe Acrobat 618.6 KB

TOTALE VISITATORI

dal 2-06-2014 al 14-1-2019

27162

TOTALE VISITE

dal 2-06-2014 al 14-1-2019

41710

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

 Claudio Rabbia

LA MIA VITA CON IL PARKINSON SULLE NOTE DEL TANGO

 

ArabaFenice Edizioni

2018, € 16,00, pag.176

 

Claudio Rabbia racconta con ironia la sua vita, dalle prime bravate da bambino all'incontro con Ivana, dalle difficoltà economiche alla scoperta del Parkinson che, a soli 44 anni, con due figli ancor piccoli, gli stravolge l'esistenza.
Dopo iniziale depressione decide di combattere la malattia a viso aperto, memore delle parole di suo padre "Se non ci riesci prova a fare al contrario di quello che hai fatto finora". Così Claudio studia nuove strategie per affrontare tutti gli ostacoli che la malattia porta al movimento.
Seguendo questa nuova strada si accorge che, dopo aver ballato il Tango argentino, sta meglio: ritrova l'equilibrio, i movimenti sono più sciolti, anche la calligrafia cambia. Ne parla con i suoi medici e da quel momento la sua vita cambia direzione.

QUARTA DI COPERTINA

Mi rimboccai le maniche cercando di dimenticare la frase "Non si guarisce, è una malattia degenerativa". Non volevo limitarmi a cercare stratagemmi per sopravvivere. Da quando misi in pratica quesa teoria, cioè non limitarmi ai consigli dei medici ma provare ad andare oltre, pur non sapendo ancora come, mi accorsi di sentirmi meno depresso. Trovare una speranza diversa dalle solite mi faceva acquisire fiducia in me stesso.
Ora avevo chiara la mia situazione: era come se avessi due personalità dentro di me. Mi dividevo fra la parte mia normale e la parte ammalata: da una parte ero Claudio Rabbia, dall'altra ero Claudio Parkinson. Quindi non ero tutto da buttare, metà di me era normale.
Difficile la convivenza dei due Claudio: il primo sempre attivo e allegro, il secondo ogni volta più lento e malinconico. Questo era il mio nuovo mondo.
Tenere divisi questi due personaggi è stato utile, a mio parere. Non ho mai condiviso la teoria degli psicologi che cercano in tutti i modi di farti accettare "la situazione". Non posso accettare la convivenza in me di un qualcosa che mi fa stare male. CR sta bene e non deve fermarsi per aspettare CP che è lento e che fa stare male. Che provi a correre più veloce se vuole raggiungermi, intanto non ce la farà mai. CR sarà sempre davanti. Accettai così la sfida con Mister park.
BIOGRAFIA DELL'AUTORE
Claudio Rabbia nasce a Cuneo il 16 settembre 1956. La sua famiglia è composta da papà Angelo e mamma Lucia, due sorelle più grandi di lui, Concetta ed Elsa, e due fratelli più piccoli, Paolo e Alberto. Terminata la terza media inizia a lavorare nell'azienda agricola di famiglia a Roata Chiusani.
Il 23 maggio del 1981 si sposa con Ivana Revelli e, dalla loro unione, nascono Maurizio nel 1982 e Andrea nel 1986.
All'età di 44 anni, nel 2000, iniziano le prime difficoltà motorie e dopo le prime visite neurologiche, nel 2001, gli viene diagnosticato un "Parkinsonismo". Poco tempo dopo ha la certezza di essere affetto dalla "Malattia di Parkinson".
Dopo un periodo di comprensibile depressione si rialza, grazie alla forza sua e della moglie Ivana che lo spinge a non chiudersi e a continuare a coltivare la loro grande passione, il Tango Argentino.
Nel 2006 Claudio fonda, con l'aiuto di alcuni amici e dei neurologi dell'Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo, che lo seguono, l'Associazione Parkinson Lago Maggiore con sede a Pallanza.
Nel 2011 apre una seconda sede a Cuneo diventando "Associazione Parkinson Lago Maggiore, Cuneo e le sue Valli", meglio conosciuta grazie al suo originale e simpatico logo con la lumaca "La Parkimaca", portandolo così a far conoscere e divulgare, in Italia e non solo, la tanto sospirata "Tango Terapia".