DICHIARAZIONE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI PSICHIATRIA IN RISPOSTA A SALVINI

Il Ministro Salvini dichiara che in Italia sarebbe in atto una “esplosione di aggressioni" da parte di "pazienti psichiatrici". Gli italiani debbono sapere che si tratta di una notizia destituita di ogni fondamento. il 95% dei reati violenti commessi nel nostro Paese è attribuibile a persone cosiddette "normali" . E' più probabile che una persona che soffre un disturbo mentale sia vittima, non carnefice.  Diffondere false notizie come quelle date dal Ministro non fa altro che aumentare paure infondate sulle persone affette da disturbi psichici, etichettandole ingiustamente ed indiscriminatamente come "pericolose", aggravandone  il già tremendo fardello dello stigma e della discriminazione. Se la persona ammalata fosse tuo figlio come ti sentiresti?

Il Ministro Salvini sostiene che si sarebbe verificato  l’abbandono del tema della psichiatria", che sarebbe stato  "lasciato sulle spalle delle famiglie” a causa della "chiusura di tutte le strutture di cura che c’erano per i malati psichiatrici". Forse il Ministro vive altrove. Forse il Ministro non sa che una delle poche eccellenze riconosciute nl Mondo all'Italia è il sistema della salute mentale , che conta una vasta e capillare rete di strutture psichiatriche, articolata in 163 Dipartimenti di Salute Mentale, 1460 strutture territoriali, 2284 Strutture residenziali che ospitano oltre 30mila persone, 899 strutture semiresidenziali, 285 Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura Ospedalieri, per un totale di 3623 posti letto, oltre 22 Unità ospedaliere accreditate per ulteriori 1148 posti letto. Un sistema che garantisce ogni anno l'assistenza a oltre 800 mila persone grazie all’impegno e alla dedizione di circa trentamila operatori, che troppo spesso vengono lasciati soli di fronte ad un immane e crescente onere di responsabilità e impegno,  talora anche al prezzo di rischi personali e compreso quello della vita.

Il Ministro Salvini vuole mettere mano al settore della Psichiatria che ritiene trascurato? Allora si dia da fare per porre fine allo sfascio progressivo di un sistema assistenziale costruito faticosamente in 40 anni che sta andando alla malora per un finanziamento ridicolo, che è meno del 3,5% del totale della spesa sanitaria italiana, mentre in paesi come Francia, Germania, Inghilterra e Spagna si investe dal 10 al 15%. Non abbiamo bisogno di nuove Leggi, ma di fondi per assumere medici, psicologi, assistenti  sociali, riabilitatori,  per non lasciare sempre più sguarniti di personale servizi  che attualmente hanno un deficit di operatori che va dal 25 al 75% in meno dello standard previsto di 1 operatore ogni 1500 abitanti in 14 regioni/province autonome su 21.

Meno parole Ministro, la preghiamo, più fatti.

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Di fronte allo scorrere del tempo e alle difficoltà la maggior parte di noi si lascia schiacciare dalla “fatica di vivere”: siamo sempre in azione e mai soddisfatti, continuamente spinti – e insieme sopraffatti – dalle ambizioni, dalle circostanze, dalle paure. C’è però chi, al contrario, sa reagire anche nei momenti più complicati, confrontandosi con ciò che l’esistenza dona e trovando l’equilibrio che porta alla “gioia di vivere”. Proprio questa “gioia di vivere” è al centro del libro di Andreoli, che qui delinea un percorso per aiutarci a sviluppare la capacità, che tutti abbiamo dentro, di passare dalla dimensione dell’“io” a quella del “noi”, di coltivare i nostri legami e guardare in faccia il presente, liberandoci dai desideri irrealizzabili che rimandano sempre la gioia al futuro e dai rimpianti che ci respingono nel passato. Perché la scelta tra vivere male e vivere bene è nelle nostre mani e, se lo vogliamo, è possibile imparare a godere in tutta la sua pienezza di ciò che accade dentro e fuori di noi.

 

Note sull'Autore

Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, è stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona - Soave ed è membro della New York Academy of Sciences. Tra le sue ultime opere pubblicate in BUR: Le nostre paure (2011), Elogio dell’errore (2012, con Giancarlo Provasi), Il denaro in testa (2012). Con Rizzoli ha pubblicato decine di saggi. Tra gli ultimi compare L'educazione (im)possibile (2014).