Lettera di PSICORADIO al Ministro Salvini

Abbiamo letto le sue dichiarazioni sulla cosiddetta “legge Basaglia” fatte a Pontida, durante il raduno della Lega. 

Lei ha parlato di una riforma che era giusta “solo sulla carta”, che ha abbandonato le famiglie dei malati psichiatrici “cancellando le strutture che li curavano”.

Noi conosciamo bene, per esperienza molto diretta, le strutture psichiatriche di oggi, i pregi e difetti della cura attuale.

Di una cosa siamo certi: le “strutture” di prima – ma chiamiamole con il loro nome: i manicomi - non curavano e non guarivano le persone. Le rinchiudevano, le tenevano lontane dalla società, nascondevano come sporco sotto il tappeto chi aveva una sofferenza psichica. La #legge180 è una riforma giusta nei confronti di tutti i cittadini; prima di tutto per chi ha una sofferenza psichica, che oggi è consapevole di avere una dignità, e il diritto alla cura. E’ una legge giusta anche per chi oggi sta bene, perché sa che se dovesse stare male avrebbe diritto all’aiuto di medici e servizi sociali, che non lo rinchiuderanno, ma lo aiuteranno a stare meglio.

Non siamo ciechi, sappiamo che la riforma non ha risolto tutti i problemi. Sappiamo che per le famiglie il peso della cura è aumentato. In molte zone d’Italia spesso mancano i servizi e l’appoggio necessari per affrontare situazioni difficili e pesanti.

È vero, a volte “lo Stato si volta dall’altra parte”. Di certo però non per colpa della legge Basaglia, ma al contrario, proprio perché molte amministrazioni colpevoli non hanno creato i servizi necessari per applicarla. E comunque per lo Stato era più facile voltarsi dall’altra parte quando c’erano i manicomi (o, più recentemente, gli ospedali psichiatrici giudiziari). Era più facile far finta che tutto andasse bene quando le persone erano rinchiuse, lontano dagli occhi di tutti, senza diritti né voce.

Invece, la legge 180 chiede l’impegno di tutta la società, e lo chiede da ormai 40 anni. Allo Stato chiede di essere molto più presente di quanto non abbia fatto fino ad ora, e di rispondere alle sollecitazioni delle famiglie e dei pazienti; proprio grazie alla legge 180 i pazienti sono finalmente entità giuridiche che chiedono il rispetto dei propri diritti. La riforma impegna le Regioni a trovare strategie di cura che siano più vicine alle necessità dei cittadini, ad esempio creando servizi con orari ampi di accesso, e cure che riescano a fare sempre meno ricorso alla coercizione.

Di sicuro la legge 180 chiede alle famiglie - e anche a tutta la società – un grande cambiamento culturale, che riporti il disturbo psichico dentro la vita della comunità. Per ultimo, chiede ai pazienti di assumersi le responsabilità della propria malattia e della propria guarigione.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma proprio per questo non serve a nulla tornare indietro. Non serve scagliarsi contro una legge che l’Organizzazione Mondiale della #Sanità indica come un modello da seguire. Non serve enfatizzare le paure e i disagi che un Governo dovrebbe invece risolvere. Piuttosto, si può discutere di come migliorare l’applicazione, senza dimenticare che la legge Basaglia, votata da tutti i partiti dell’arco parlamentare (tranne dai radicali che la ritenevano addirittura troppo poco incisiva), è stata una straordinaria rivoluzione sociale e culturale, che oggi molti paesi vengono a studiare e cercano di riprodurre.

Una legge che ha stabilito il diritto di tutte le persone, che abbiano o meno un disagio mentale, ad essere cittadini.

Senza mettere in discussione questo diritto, e proprio grazie a questo diritto sancito dalla legge #Basaglia la aspettiamo in trasmissione negli studi di Psicoradio, per discutere con noi cosa bisogna migliorare."

Psicoradio è una redazione in cui lavorano quelli che molti continuano a chiamare “matti”, ma che, anche grazie alla legge 180, sono invece persone in cura presso il Dipartimento di salute mentale di Bologna

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Famiglie sospese. Sostenere la genitorialità di fronte ai disturbi mentali degli adulti

 

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I figli di persone affette da disturbo mentale sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare a loro volta una qualche forma di malessere psichico. Inoltre, come si può facilmente immaginare, per questi genitori è significativamente più difficile provvedere alle esigenze di natura fisica, psicologica ed emotiva dei propri figli durante il percorso di crescita. Questo volume vuole analizzare la tematica del riconoscimento e del sostegno alla genitorialità di quanti sono affetti da una psicopatologia così che, attraverso un lavoro di ordine educativo e riflessivo, si possa raggiungere una finalità preventiva e protettiva rispetto alla trasmissione di una sofferenza psichica ai figli. Negli ultimi decenni, infatti, in molti Paesi si sono realizzati interventi preventivi per questi minori e per le loro famiglie proprio al fine di incrementare i fattori protettivi, promuovere un sano sviluppo e ridurre conseguentemente il rischio di sviluppare disturbi mentali. Il libro raccoglie molteplici contribuiti di esperti nazionali e internazionali - con puntuali riferimenti a modelli preventivi fondati su evidenze scientifiche - e offre una diversa prospettiva della trasmissione transgenerazionale delle problematiche psichiche. Molteplici sono i destinatari di questo testo: in primis, gli operatori della salute (psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, medici di medicina generale, pediatri, infermieri, educatori, assistenti sociali) che troveranno, per la prima volta, indicazioni aggiornate e sistematizzate per lavorare anche in direzione preventiva. Inoltre, il libro vuole essere un utile strumento per insegnanti e operatori delle scienze dell'educazione interessati e coinvolti nelle problematiche relative alla prevenzione dei disturbi mentali nei bambini e negli adolescenti. Infine, il libro è dedicato ai genitori che presentano un disturbo psichico: anche se non sono in cura, sanno di essere sofferenti ed è importante che inizino a preoccuparsi e ad occuparsi della salute mentale dei loro figli.