Al via la prima edizione del FESTIVAL FRONTIÈRE! (Fondazione Nuto Revelli)

Una montagna accogliente, 
una frontiera fluida

 

Dal 25 al 29 luglio 2018, alla borgata Paraloup, in Valle Stura (CN),

spettacoli, dialoghi e incontri

per raccontare il naturale migrare delle genti attraverso le nostre montagne.

 

Tra gli ospiti: Enzo Barnabà, Gianni Basilotta, Laura Curino, Mariella Fabbris,

Laura Fossati, Carlo Infante, Saverio La Ruina, Ivano Marescotti,

Andrea Membretti, La Mesquia, Beppe Rosso

                                                                                                                                          

“A volte basta il suono di una voce perché un muro crolli” (Nuto Revelli, "Il mondo dei vinti”)

 

Dal 25 al 29 luglio, a Paraloup, la Fondazione Nuto Revelli e ACTI Teatri Indipendenti organizzano la prima edizione del FESTIVAL FRONTIÈRE, che mette al centro una parola, dalla doppia lettura italiana e francese e indica un confine: una meta da superare per raggiungere nuove aspirazioni e ideali tra due terre continue. Frontière è un festival di montagna, nella rinata borgata partigiana di Paraloup, che attraverso il teatro, la narrazione e gli incontri, dà potere alla parola per raccontare il naturale migrare delle genti attraverso le nostre montagne. Le Alpi che vogliamo sono uno spazio aperto, libero e accogliente.

 

Il nome Paraloup, la più alta borgata del comune di Rittana (1360 m) in Valle Stura (CN), secondo la tradizione popolare locale significa “difesa dai lupi”. Tra l’autunno del 1943 e il 1944 è stata la sede della prima banda partigiana di “Giustizia e Libertà”. Vi militarono in qualità di comandanti Duccio Galimberti, Dante Livio Bianco e, più tardi, Nuto Revelli. Con loro, oltre 200 giovani e giovanissimi che avevano deciso di contribuire con le armi in pugno a liberare l’Italia dal fascismo.

 

Il FESTIVAL FRONTIÈRE è un’azione del progetto MigrACTION, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma di Cooperazione Territoriale Transfrontaliera Interreg V A Italia-Francia ALCOTRA 2014-2020 e realizzato in partnership con Comune di Vinadio (capofila), Comune di Barcelonnette, Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio. Il festival si avvale del patrocinio di Comunità Montana di Demonte, Comune di Rittana, Città di Cuneo e si svolge in collaborazione con le Associazioni Contardo Ferrini e Voci dal Mondo e con il progetto Interreg Terract.

 

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.

Per info www.festivalfrontiere.it

 

In allegato comunicato stampa con programma e immagini.

 

Un saluto cordiale

Roberta Canevari

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Il progetto è condotto da Silvia Bongiovanni dell’Associazione culturale Kosmoki. Rientra nel più ampio progetto Restart & Recovery che ha come capofila la Cooperativa sociale “Proposta 80”. Partecipa anche la Cooperativa sociale “Momo” e l’Associazione “MenteInPace”.

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Ivan Cavicchi

Oltre la 180
 
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Sono passati più di quarant’anni da quando Franco Basaglia, coraggioso riformatore, ha realizzato il sogno di curare la malattia mentale senza i manicomi. La “sua” legge 180 doveva rivoluzionare l’intera cultura psichiatrica, ma la riforma del 1978 si è presto incagliata in ostacoli culturali, sociali, ideologici e organizzativi ed è ormai inadeguata nel fronteggiare i problemi della società contemporanea e dei nuovi malati. Ivan Cavicchi spiega perché il progetto di Basaglia è in realtà incompiuto e come la psichiatria sia ancora in larga parte da riformare, e propone di andare “oltre la 180”, rimuovendone le contraddizioni interne e sfondando il muro dell’apologia per evitare il rischio di regressività o di controriforma. Particolare attenzione va riservata ai professionisti sanitari che si occupano delle esistenze delle persone e dei loro “equilibri” nei contesti di vita e di lavoro, di ogni età e di ogni condizione sociale: un’adeguata riforma delle prassi degli operatori della salute mentale è infatti la più grande sfida del futuro della psichiatria e di tutta la medicina.

 

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Ivan Cavicchi è filosofo della medicina, sociologo e antropologo; insegna all’Università Tor Vergata di Roma. 

 

 

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