Finanziata dalla Regione la pista ciclabile Cuneo-Limone (Altritasti.it)

Ha ottenuto il finanziamento, classificandosi al primo posto della graduatoria su un totale di 47 domande presentate, la proposta di realizzazione di un collegamento ciclabile tra Cuneo e Limone Piemonte, lungo l’itinerario internazionale EUROVELO 8. I Comuni di Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Roccavione, Robilante, Vernante e Limone Piemonte (questi ultimi tramite l’Unione Montana Alpi Marittime) avevano infatti presentato una manifestazione d’interesse al bando della Regione Piemonte “percorsi ciclabili sicuri”, nell’ambito delle politiche a favore della mobilità ciclabile, per la realizzazione del collegamento Cuneo-Limone, oggi esistente solo in parte, lungo il percorso EUROVELO 8, itinerario internazionale che va da Cadice in Spagna ad Atene in Grecia, attraversando l’Italia del nord seguendo il corso del Po e arrivando dalla Francia in corrispondenza del tunnel del Tenda ...

L’intervento di realizzazione del collegamento ciclabile Cuneo-Limone ha un costo stimato di circa 2,7 milioni di euro e il contributo regionale richiesto, e che verrà erogato, è di 1,5 milioni.

Un progetto importante, come ritenuto dalla stessa Regione Piemonte, che infatti ha ritenuto di metterlo in cima alla classifica, e che avrà una valenza che va oltre all’evidente aspetto turistico. Esso consentirà infatti di creare importanti percorsi funzionali alla mobilità ciclabile sistematica, al pendolarismo e a servizio di nodi di interesse collettivo, in un’ottica di maggiore sicurezza per i ciclisti e risolvendo le criticità presenti sulla rete stradale.

«Il lavoro svolto, che è stato positivamente premiato da questo risultato, è il frutto di una forte sinergia tra le Amministrazioni coinvolte, che ha visto anche il supporto e il sostegno di oltre 20 tra associazioni di categoria, imprese e associazioni culturali e ricreative del territorio coinvolto, nonché della Provincia di Cuneo, dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo e dell’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime_ - spiega Davide Dalmasso, Assessore alla Mobilità del Comune di Cuneo capofila del progetto -. _La pista ciclabile, che consentirà di raggiungere in totale sicurezza l’abitato di Limone Piemonte partendo dal centro di Cuneo, ha un costo complessivo di 2.694.000 €, dei quali 1.500.000 derivanti dal finanziamento regionale e i restanti 1.194.000 messi a disposizione dai Comuni di Cuneo e Borgo e dall’Unione Montana Alpi Marittime per i Comuni di Roccavione, Robilante, Vernante e Limone Piemonte».

Il progetto, oltre a prevedere il collegamento tra i vari comuni, con particolare attenzione anche agli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola, ha risvolti importanti anche in tema di intermodalità tra il treno e la pista ciclabile e, in sinergia con altri bandi europei, è prevista la realizzazione di punti di interscambio (velostazioni) nelle stazioni ferroviarie in modo che chi utilizza la bicicletta possa facilmente anche utilizzare il treno e viceversa, trovando servizi dedicati. Inoltre si è trattato di una progettazione partecipata con i cittadini, che ha permesso di avere molti riscontri ed ha fatto emergere un notevole interesse della popolazione per l’implementazione della rete ciclabile, purché integrata da servizi di custodia controllata, gonfiaggio e manutenzione, accessibili a tutti.

«La proposta progettuale è stata definita raccogliendo le esigenze dal basso, contattando le scuole dell’area, le associazioni di categoria, coinvolgendo le associazioni ciclistiche o legate all’outdoor (FCI e FIAB Bicingiro in primis), ovvero partendo dal presupposto che una progettazione partecipata sia indispensabile per garantire la corretta definizione dei contenuti del progetto e la sua buona riuscita» aggiunge l’Assessore Davide Dalmasso.

Per questo motivo in fase di elaborazione del progetto era stato predisposto anche un apposito questionario online, che ha raccolto le risposte di 8.022 utenti e ha fatto emergere un gradimento della viabilità ciclabile che varia da comune a comune (aspetto che tiene conto dell’attuale offerta di percorsi ciclabili sui diversi territori, diversi anche dal punto di vista morfologico), oltre a rilevare che un campione del 33,7% utilizza la bicicletta da 2 a 3 volte a settimana per i propri spostamenti. La quasi totalità del campione analizzato si è detta convinta della necessità di un miglioramento delle piste ciclabili del proprio comune o dei comuni adiacenti e il 92,7% ha risposto che, una volta migliorata la viabilità ciclabile, utilizzerà la bicicletta nel tempo libero, mentre la bici potrebbe diventare mezzo di trasporto per il tragitto casa-lavoro per il 41,8% del campione e per andare a fare acquisti per il 36%.

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

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Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).