Resoconto coordinamento Parole Ritrovate

Resoconto coordinamento Parole Ritrovate, incontro del 01.09.2018 a Bologna

 

 

Ordine del giorno:

·       L’incauta uscita di Salvini e la nostra posizione

·       Stato dell’arte nostro disegno di legge

·       Primo bilancio Giro d’Italia 2018

·       Stato dell’arte parole ritrovate 2018

·       Eventuali progetti e/o cambi sede per parole ritrovate 2019

·       Proposte di vario tipo e natura per valorizzare sempre meglio il nostro movimento

·       Varie ed eventuali

 

Prende subito la parola Renzo De Stefani (il quale potrà fermarsi solo per poco tempo all’incontro a causa di sopraggiunti impegni a Trento) per dare un aggiornamento rispetto al disegno di legge 2233/4167: nonostante Renzo avesse invitato Ezio Casati a non ripresentare la proposta di legge in parlamento dato l’avvenuto cambio di governo (tra l’altro lo stesso Casati non è più stato eletto), Casati ha ritenuto di chiedere a un deputato PD, l’on. Fragomeli, di depositare comunque la proposta di legge la ‘nostra’ proposta di legge nell’ultima versione presentata nella scorsa legislatura. Da un rapido check on line si scopre che è stata depositata anche la proposta di legge dei triestini, sostenuta da altri deputati del PD. L’iniziativa di Casati, portata a termine senza consultare PR, genera un po’ di malcontento nel gruppo. L’incontro nazionale di Parole Ritrovate sarà l’occasione per chiedergli spiegazioni in merito. Renzo aggiunge che vista questa novità forse la presentazione della ‘vecchia’ proposta è stata comunque una scelta opportuna perché se si andrà in Commissione si farà una discussione congiunta di tutte le proposte di legge, comprese eventuali probabili proposte della Lega!!!.

Rispetto all’incauta uscita di Salvini si è unanimi nel condannare tali esternazioni e si ritiene di rispondere non in maniera diretta, bensì indiretta, ad esempio organizzando incontri sulla buona psichiatria, ecc. Poi di fatto l’argomento cade, non si arriva ad alcuna decisione di azione concreta e si passa a parlare di altro.

Il primo bilancio del Giro d’Italia è favorevole, in alcuni posti la partecipazione è stata più alta, in altri meno, ma nel complesso c’è stato un interesse vivo e una bella condivisione. In alcune realtà si sente ancora tanto la necessità di lavorare per diffondere le basi della buona Psichiatria.

Vengono riportate alcune iniziative locali che attirano l’attenzione del gruppo (v. l’iniziativa dell’”orto” degli amici di Ostia). Mila Brollo condivide la bellezza e l’importanza di aprire ad altre realtà fuori dalla psichiatria, cosa che durante il suo giro d’Italia in bicicletta ha cercato di fare e con successo (per es. la collaborazione con l’associazione dei diabetici). Intervengono allora gli amici di Modena descrivendo il loro “Social Point”, dove da 10 anni circa vengono avviate ogni anno decine di progetti di collaborazione tra psichiatria e altre realtà territoriali attivando corsi aperti a tutti, utenti e non (per esempio un corso di restauro di mobili antichi).

Si apre poi una riflessione relativa alla “poca visibilità” e alla “poca risonanza mediatica” che PR avrebbe in Italia e, in generale, nel panorama psichiatrico. Si constata come in vari contesti afferenti al nostro mondo, quando si citano iniziative degne di nota, non venga mai o quasi mai citato il movimento di PR che eppure coinvolge moltissimi utenti e familiari in tutta Italia. Secondo alcuni è necessario tornare alla dimensione del “fare” abbandonando quella del solo “parlare”. Roberto Cuni cita come esempio il fatto che da tempo si era deciso di cambiare i referenti del sito internet e del profilo facebook di PR, con l’idea di renderli più appetibili, ma poi la cosa non si è più concretizzata. Mila Brollo, che a suo tempo si era proposta di prendere in mano la questione, esprime la difficoltà da lei riscontrata nell’accedere alle password dei siti e, più in generale, verbalizza un proprio disagio personale emerso nel collaborare con gli amici trentini durante l’anno trascorso a Trento. Conclude affermando la necessità e l’importanza che tutte le realtà facenti parte di PR siano coinvolte alla pari e che Trento non abbia più quel ruolo “egemone” che ella ritiene abbia occupato finora. Gli amici trentini, un po’ sorpresi per le esternazioni di Mila, manifestano il loro totale accordo rispetto al coinvolgimento di tutti alla pari, tanto da ipotizzare che il prossimo convegno nazionale di PR si svolga in un’altra città diversa da Trento (“sarebbe bello che si facesse ogni anno in una città diversa…”). Non tutti sono d’accordo però, ciascuno pensando alle difficoltà che incontrerebbe ad organizzare un convegno di tale portata nella propria città. Infine si decide di rinviare tale decisione ad altro momento.

Tra le varie proposte emerse per valorizzare il movimento, si affronta il tema del “no restraint”, in particolare Lorenzo Toresini, presidente del “club SPDC no restraint” parla dell’importanza di portare avanti la battaglia del no restraint e della non interdizione, argomenti che trovano interesse nel gruppo e che potrebbero avere sviluppi in futuro. Si approfitta per ricordare a tutti la tappa del Giro d’Italia sul tema che si terrà a Thiene il 28 settembre. Cambiando discorso, si parla dell’importanza del coinvolgimento attivo del terzo e quarto settore per avviare delle buone pratiche in Psichiatria, a tal proposito Mila Brollo ricorda la tappa del Giro d’Italia che si terrà sul tema a Gemona il 14 settembre. Un pensiero speciale viene rivolto agli amici genovesi, duramente colpiti dalla recente calamità, a cui fa seguito un invito accorato a partecipare numerosi da più parti d’Italia alla tappa del Giro d’Italia che si terrà a Genova il 27 settembre sul tema Serd e Psichiatria, in modo da far sentire loro la vicinanza affettiva del movimento. Tutti questi incontri si inseriscono all’interno del Giro di Italia 2018 di PR.

Mila ricorda a tutti la possibilità di aderire al progetto della “Via Francigena”; il fareassieme del Friuli si recherà a Prato in novembre per organizzare la tappa di maggio. Chiunque fosse interessato può mettersi in contatto con Mila.

Infine, essendo rimaste diverse questioni in sospeso ed avendo toccato temi sicuramente delicati (“il futuro di PR…”) si ipotizza di riprendere i vari discorsi in un ritiro di due giorni da organizzare in gennaio. Secondo alcuni gennaio è troppo lontano, andrebbe organizzato qualcosa prima.

 

Ci si saluta, con sorrisi fiducia e speranza, dandosi appuntamento a Trento in ottobre!

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RENZO DE STEFANI E JACOPO TOMASI

 

LE PAROLE RITROVATE

LA RIVOLUZIONE DOLCE DEL FAREASSIEME

NELLA SALUTE MENTALE

 

Prefazione di Fabio Folgheraiter

 

 


Le Parole ritrovate sono un movimento che negli ultimi vent’anni ha cercato di rivoluzionare la salute mentale in Italia. Lo ha fatto    in maniera “dolce”: attraverso la passione e l’impegno quotidiano   di migliaia di persone. Questa rivoluzione si ispira a un principio: dare voce alle persone. Fare in modo che anche utenti e familiari abbiano un ruolo attivo e siano coinvolti nelle decisioni che con- tano attraverso quell’approccio che è diventato noto in tutta Italia come fareassieme. Sembra un principio semplice, ma purtroppo non è scontato. Nell’Italia della salute mentale, che viaggia a molte velocità diverse, ci sono ancora realtà dove le persone che soffrono di disturbi psichici – e le loro famiglie – sono spesso abbandonate    e inascoltate. Lasciate ai margini.

Le Parole ritrovate, in questi vent’anni, hanno messo in atto mol- tissime iniziative per far ritrovare le parole a queste persone. E ascoltare davvero i loro bisogni. Per una salute mentale più umana   e più giusta.

 

Questo libro racconta proprio la storia di Le Parole ritrovategrazie ai contributi – preziosi e variegati – di chi questa rivoluzione l’ha messa in atto con azioni e iniziative concrete: dalle attività nei Dipartimenti, ai convegni, passando per originali traversate dell’o- ceano in barca a vela o viaggi in treno fino a Pechino. Il comune denominatore è che ogni iniziativa ha visto protagonisti medici e utenti, operatori e familiari. Tutti, in questo libro, raccontano un cambiamento possibile. Tante esperienze – in Italia, ma non solo – che prese singolarmente possono sembrare piccole, ma unite l’una all’altra dipingono un quadro di fiducia e speranza.

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