L'esperto sottolinea infatti come nel mondo occidentale si sia affermato un vero e proprio marketing
delle “dipendenze”, si tenda a medicalizzare qualunque aspetto dell'esistenza e di come sia invece necessario approcciare questa condizione nella sua globalità di danno fisico, psichico
e relazionale. Puntando per risolverla non per forza all'astinenza ma ad un controllo sempre maggiore da parte del soggetto dei suoi comportamenti dannosi e della sua vita in
genere, sostenendo
un processo di “guarigione naturale”. La dipendenza non è una patologia cronica del cervello o un fenomeno biologico ma un processo che può essere indagato solo soggettivamente in
termini di valori, finalità, motivazione, esperienza, relazioni. Soprattutto, dalla dipendenza, di qualunque tipo, si può uscire, non
è una condizione permanente e sempre uguale.
Lo racconta con leggerezza Sara
Gazzini nel nuovo libro "C'è chi dice di volerti bene", storia di 4 donne del gruppo "Innamorate anonime" che sotto la guida di una love coach imparano che lasciare andare un uomo,
o meglio il pensiero, l'ossessione che ci lega a lui, è possibile.
La maggior parte dei “dipendenti” rinuncia alla propria dipendenza in un modo o nell'altro, quindi tutti possono farlo. Senza sottovalutare ovviamente la gravità di
queste situazioni, la difficoltà ad uscirne e il bisogno di aiuto spesso necessario. Caterina, Sveva, Giulia, Bianca si ritrovano in uno scantinato di Firenze una volta a settimana per
abbandonare la loro dipendenza sotto la guida di una love coah che ha istituito una terapia di gruppo per "Innamorate anonime"; donne dipendenti da una telefonata, da un sms, da una spunta blu di
Whatsapp. Soffrono tutte per un amore sbagliato che cui non riescono a gettarsi alle spalle. Hanno bisogno di guarire dal mal d'amore, sono affette da dipendenza affettiva.
Ecco la classifica, in ordine inverso di difficoltà, delle sette dipendenze più difficili:
7- Cocaina: L'uso di questo stupefacente ha raggiunto il picco negli anni '80. Studi a lungo termine hanno tuttavia rilevato che i consumatori nel tempo sanno controllare o
interromperne l'uso, pare infatti che meno del 10 per cento di questi tossicodipendenti continuino a soffrire di dipendenza per lunghi periodi.
6-Alcol: è la dipendenza più “chiacchierata”, anche in termini scientifici. Secondo molti esperti l'alcolismo è irrimediabile senza trattamento. Eppure alcune indagini su larga
scala condotte negli Stati Uniti sul consumo di alcol e droghe indicano che solo una piccola parte dei soggetti definibili ad un certo punto della vita come dipendenti da alcol ha continuato ad
abusarne mentre la maggior parte ha smesso senza nessun tipo di trattamento.
5-Psicofarmaci. Le benzodiazepine sono gli psicofarmaci utilizzati per la cura dell'ansia e dell'insonnia a cui è riconosciuto l'effetto di indurre astinenza, molto simile a quella
causata da alcol o droghe. In generale più alte sono le dosi e maggiore è la durata della dipendenza, più lungo è il tempo necessario per diminuire le dosi del farmaco. E arrivare a
sospenderlo
4- Eroina. È stato scritto molto sulla dipendenza da eroina. Ma non abbastanza, secondo l'autore, su come assuma aspetti variabili e sia paragonabile a quella da farmaci
antidolorifici e analgesici potenti. Negli USA dilaga la dipendenza
dei cosiddetti farmaci “pain killer”,antidolorifici da sballo che promettono la calma chimica. Secondo Stanton Peele, inoltre, non si fa abbastanza informazione sul fatto che da
queste dipendenze si può uscire. I dati di tre grandi indagini condotte nel 2013 dal Boston College a livello nazionale su uso di dorghe e salute mentale mostrano che le persone possono smettere
in qualsiasi fase della propria dipendenza, smentendo
le previsioni di progressive e croniche ricadute.
3- Fumo. La nicotina è il principale ingrediente che causa dipendenza da tabacco. Tra cocaina, alcol e sigarette, quest'ultimo tipo di dipendenza viene considerato il più difficile
da cui uscire. Tuttavia, milioni
di persone hanno smesso di fumare. Lo studioso fa notare come comunemente si possono trovare ex fumatori “disintossicati” senza l'aiuto di interventi farmacologici o di terapie di
sostegno.
2-Cibo spazzatura. Può essere considerata la dipendenza da sostanza più difficile da superare. Si riferisce a tutti gli alimenti di conforto, invitanti ma ingrassanti che privano i
consumatori di anni di vita più di qualunque altra sostanza. Sebbene il sovrappeso sia disapprovato non ha ancora lo stigma come invece ce l'hanno droga, alcol e sigarette, così le dipendenze
alimentari nascoste (ma anche quelle non così nascoste) sono tollerate, pur provocando gravi danni alla salute.
1- Dipendenza affettiva. Secondo Stanton Peele questa è la più temibile tra tutte. Abbiamo idea di come possano sentirsi i fumatori senza sigarette, certo, ma pensiamo a cosa vivono le persone quando perdono una relazione sentimentale di lunga durata o anche quando devono stare accanto a qualcuno che non amano.
(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)
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