ABBUFFATE COMPULSIVE (Francesca Filippi da Cufrad.it)

Abbuffate compulsive, allarme “Binge Eating” per 1 milione di italiani

 

 

Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata colpisce gli uomini (più delle donne) e i giovanissimi. La psichiatra: ingeriscono fino a 30 mila calorie in poco tempo, con gravi conseguenze per la salute.

 

Di Francesca Filippi

 

Un milione di persone, ma i dati sono in aumento, senza averne consapevolezza si dedica a grandi abbuffate compulsive (fino a 30.000 calorie nell’arco di venti-trenta minuti) di nascosto, con enormi sensi di colpa e senza espellere in alcun modo ciò che mangiano. Sono i nuovi “prigionieri del cibo”, le vittime dell’abitudine a rimpinzarsi senza limiti, una nuova declinazione dei disordini alimentari. Ovvero, il Disturbo da Alimentazione Incontrollata,  in inglese “Binge Eating Disorder”, solo di recente inserito nelle classificazioni ufficiali, accanto alle più conosciute bulimia e anoressia. Persone di ogni estrazione sociale ed età (si contano però più uomini) che esprimono una psicopatologia comune: la perdita di controllo fino a raggiungere uno stato di trance.

Epidemia sociale
«Si tratta di una vera e propria epidemia sociale  – afferma Laura Dalla Ragione, psichiatra ed esperta di disturbi del comportamento alimentare (ha fondato e dirige i Centri pubblici ASL 1 dell’Umbria “Palazzo Francisci” di Todi e “Centro DAI” di Città della Pieve, dedicati al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare) – che sta registrando un abbassamento sempre maggiore dell’età media dei pazienti. Non solo adolescenti e giovani adulti, ma anche bambini. Fondamentale individuare i campanelli d’allarme per intervenire in tempo ed evitare gravi problemi alla salute».

Cibo come droga
«Parliamo di abbuffate patologiche, di solito notturne, con ingestione da 3 mila e 30 mila calorie in poco tempo, l’equivalente di sette colombe pasquali. Tutto ciò –  spiega Dalla Ragione – non ha nulla a che fare con il piacere del cibo, ma è una forma di autodistruzione: si arriva a mangiare tanto e male, di tutto ma in modo compulsivo. Dolce e salato, senza alcun interesse per ciò che si ingurgita, perché il cibo è una droga». Questo disturbo coinvolge tutti, dall’adolescenza all’età più adulta, in particolare i maschi (il rapporto è di 3 su 4 per gli uomini) che non trovano altro modo per nascondere solitudine e malessere esistenziale. Persone con un’autostima fragilissima, il cui dolore per anni inascoltato è placato soltanto dalla funzione “sedativa” del cibo stesso.

Il dramma silenzioso
«Chi ne soffre – sottolinea la dottoressa Dalla Ragione, che è anche docente di Disturbi del comportamento alimentare all’Università Campus Bio-Medico di Roma – spesso ci sembra gioviale, allegro con quel peso in più che ci fa pensare a persone amanti della buona tavola. In realtà vive un dramma silenzioso». Dopo una grande abbuffata però nessuna attività fisica, niente vomito, niente fasi di ipercrontrollo tra un 
binge eating e l’altro. Risultato? La persona continua  ad ingrassare, fino a diventare obeso. «È come se l’individuo non riuscisse a fermarsi o a smettere di mangiare, rendendo a volte incomprensibile cosa e quanto si sta mangiando. Tutto questo avviene di nascosto e accompagnato da profondi sensi di colpa».

Cosa fare?
Fondamentale è la capacità dei familiari di captare i primi segnali del disturbo, molte volte scambiato per semplice problema di sovrappeso. Occorre rivolgersi ai centri specializzati sparsi in Italia, mappati dal ministero della Salute e contattabili attraverso l’indirizzo 
www.disturbialimentarionline.gov.it, o al numero verde 800.180969, attivo dal lunedì al venerdì dalla 8 alle 20.

Obesità e bullismo
Non solo adulti. «Sono almeno 300 mila – conclude la psichiatra – i bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni che accusano problemi anche seri con il cibo. Basti pensare che con 1 bimbo su 4 l’Italia è il primo Paese nell’Ue per obesità infantile (35 per cento di bambini obesi al Sud e il 23 per cento nella altre regioni). 

(...omissis...)

 

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: https://www.momentoitalia.it/abbuffate-compulsive-allarme-binge-eating-per-1-milione-di-italiani/35014/

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Marie Francois Delatour

 

Alimentazione e salute mentale

 

Pendragon.Edizioni

 

dalla Newsletter n.623 di PSICORADIO

 

In questa puntata parliamo dei corpi delle persone con un disturbo psichico; quel corpo che è quasi un rimosso, quando si parla di salute mentale. Corpi che troppo spesso sono vittima degli effetti collaterali di psicofarmaci e di cattivi stili di vita di cui ci si occupa troppo poco, come fossero conseguenze inevitabili del disturbo psichico.

Un esempio: alcuni psicofarmaci provocano un forte acquisto di peso, anche 10 o 20 chili, che in breve tempo trasforma il corpo.

Marie Francois Delatour , presidente del CUFO (Comitato Utenti, Familiari e Operatori), che riunisce 34 associazione della salute mentale, insieme alla nutrizionista Anna di Muzio , ha scritto un libro dal titolo “ Alimentazione e salute mentale ”, edito da Pendragon.

“ Lo spunto principale del libro è stata proprio la preoccupazione dei familiari e dei pazienti rispetto agli effetti collaterali di molti psicofarmaci. - racconta Delatour - Da qui nel 2015 è partito un percorso con l’Azienda USL di Bologna, per migliorare il benessere fisico delle persone con disagio psichico, attraverso piani alimentari, diete personalizzate, attività fisica e un continuo monitoraggio degli obiettivi raggiunti dai singoli pazienti.

I risultati sono stati subito evidenti: riduzione del peso, migliore qualità del sonno, un’attività intestinale più regolare e in alcuni casi anche una riduzione delle quantità di farmaci assunti ”. Il programma ha coinvolto famiglie, utenti accolti in gruppi appartamento o in altre strutture residenziali; molti all’inizio del progetto non cucinavano mai in casa e spesso non sapevano realizzare neanche le ricette più semplici. Poi “ hanno scoperto il piacere di cucinare insieme e anche della convivialità della tavola. Il cibo è diventato lo strumento per stare con gli altri”.

“ Alimentazione e salute mentale” non insegna solo a mangiare meglio : una parte del libro è dedicata a teorie di cui oggi si sente parlare sempre più spesso, che collegano alcuni disturbi mentali con il sistema immunitario, lo stato di alcuni organi, primo tra tutti l’intestino, ed i livelli di infiammazione presenti nel corpo. Per esempio, viene ricordata la recente traduzione di un libro di Edward Bullmore - neuropsichiatra, neuroscienziato e dal 1999 professore di psichiatria all'università di Cambridge: La mente in fiamme – un nuovo approccio alla depressione , (Bollati-Boringhieri). Il testo inizia con spiegazioni sul funzionamento del sistema immunitario e con risultati di studi secondo i quali l’infiammazione del corpo puo’ rientrare tra le cause della depressione (per chi vuole approfondire ) .
Secondo questo approccio, curare un disturbo psichico non vuol dire solo attenuarne i sintomi, ma prendersi cura del paziente nel suo complesso, corpo e mente - che non sono ambiti così separati.

 

 

clicca sulla scheda del libro: 

http://www.pendragon.it/libro.do?id=2849

 

Turismo
in Langa

 

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