SEDENTARIETÀ, ALCOL, TABACCO, CIBO SPAZZATURA MINACCIANO I GIOVANI (Ettore Bianchi)

Pur riconoscendo un miglioramento dello stato di salute dei giovani, l'Accademia di Medicina di Francia ha messo in guardia sui comportamenti rischiosi dei giovani riguardo ai danni che possono provocare sulla loro salute. Sedentarietà, alcol, tabacco, cibo spazzatura posso causare malattie e per questo i giovani devono adottare misure di prevenzione. L'ex presidente dell'Accademia di Medicina di Francia, Pierre Bégué, sostiene che la scuola sia il luogo privilegiato per trasmettere i messaggi di prevenzione.»Lo stato di salute dei giovani è generalmente buono, ma la prevenzione è urgentemente necessaria perché c'è un divario tra le famiglie favorite e quelle meno favorite» ha detto a Le Figaro, Zinna Bessa, vicedirettore della salute delle popolazioni e prevenzione delle malattie croniche, alla direzione generale della salute (Dgs). La promozione della salute a scuola non si limita ad agire direttamente sui parametri di salute, «siamo passati da un approccio biomedico ad un approccio psicosociale, una promozione della salute vista come un processo di costruzione permanente», ha detto a Le Figaro, Brigitte Moltrecht della Degesco (Direzione generale dell'istruzione scolastica), «Dobbiamo responsabilizzare le persone e responsabilizzarle a intervenire sulla loro salute».

Il piano di «prevenzione prioritaria» del governo, presentato dal premier Édouard Philippe il 26 marzo 2018, è in linea con una delle priorità della strategia sanitaria nazionale di Agnès Buzyn, parte dai bambini e prevede l'organizzazione degli esami medici fino a 18 anni. Tra le misure innovative presentate nel piano di prevenzione prioritaria, l'idea di un percorso salute per bambini da 0a 6 anni: «Le disuguaglianze di salute compaiono già prima dei 6, persino 3 anni. Ad esempio, il 21% dei bambini di classi sociali basse sono in sovrappeso o obesi, contro l'8,5% di quelli di famiglie borghesi. Fino a due anni fa, appena la metà di tutti i bambini di 6 anni (57%) aveva fatto la visita obbligatoria scolastica», ha detto Bégué a Le Figaro, «e questo è preoccupante perché questa consultazione gratuita a 6 anni può determinare il futuro dei bambini».

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: https://www.italiaoggi.it/news/sedentarieta-alcol-tabacco-cibo-spazzatura-minacciano-i-giovani-2334120

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).