PRIMA DI TUTTO VORREI CHIEDERVI SCUSA (Roberto Cavallo)

 

discorso di Roberto Cavallo

alla manifestazione #FridaysForFuture di Alba.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   la foto si riferisce al Friday for future di Cuneo

 

 

Prima di tutto vorrei chiedervi, chiedere a tutti voi, SCUSA.

Scusa per quanto non ho fatto, non ho detto.

Scusa per quando avrei potuto fare qualcosa e mi sono girato dall’altra parte.

Eppure quando avevo la vostra età la Terra non stava tanto meglio e le avvisaglie di cosa l’uomo stesse facendo c’erano tutte e si facevano sentire già da molti anni.

Erano gli anni in cui il tutto il mondo si parlava di piogge acide, di buco dell’ozono, di inquinamento dei fiumi e dell’aria.

Grandi cantautori italiani cantavano i disastri causati dall’uomo: Lucio Dalla incideva Anidride Solforosa e Pierangelo Bertoli cantava:

“L’acqua si riempie di schiuma, il cielo di fumi

la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi

uccelli che volano a stento, malati di morte…”

E io, e noi siamo rimasti SORDI.

Prendevamo la chitarra tra le mani, cantavamo le canzoni, ma non abbiamo fatto niente.

Anzi quelli che cantavano “la storia di uno nato per caso in via Gluck” e quasi urlavano che “la dove c’era l’erba ora c’è una città” sono quelli che vi hanno riempito di cemento.

Sono qui a chiedervi scusa perché le 412 ppm di CO2 che ci sono proprio oggi nell’atmosfera non le avete prodotte voi, ma la mia generazione e quelle precedenti.

Solo quest’anno, in questi primi 74 giorni dell’anno, per ben 13 volte il CO2 è stato maggiore del valore più alto registrato lo scorso anno, in 3 giorni si sono superate le 414 ppm.

Questo vuol dire che la Terra ha la febbre, febbre molto alta, che porterà all’aumento, del livello dei mari, entro il 2100, tra 53 e 92 centimetri, che significa che intere parti oggi abitate, anche in Italia, saranno sommerse, come Venezia, Oristano o Cagliari.

Febbre che porterà ondate di calore sempre più frequenti, alle quali non siamo abituati e i più deboli, come i vostri nonni, rischiano di morire, come è già successo nel 2003, quando molti di voi, in questa piazza, nascevano, o erano nati da poco e in Europa morivano più di 50.000 persone a causa del caldo.

Se fa caldo non accendete i condizionatori, piantate alberi!

Questa febbre asciuga i nostri fiumi che ci danno da bere: sta accadendo proprio in questi giorni.

Molti si lamentano di non poter andare a sciare, ma molti di più nel mondo muoiono di sete. Il Po è 2,44 metri sotto i livello medio, pensate che ad agosto 2017 in piena siccità era a meno 3 e il lago di Bracciano, quello che dà da bere a Roma è quasi un metro e mezzo (145 cm) sotto il livello di guardia e si sta per bloccare l’emungimento.

Allora non mi resta che ringraziarvi.

Perché a differenza mia, voi non siete rimasti sordi, ma avete ascoltato il grido di una vostra coetanea.

Non fatene un’icona, altrimenti sarà solo l’ennesimo fenomeno social.

Prendetevi la vostra parte. Ognuno di voi cerchi il suo spazio e si prenda i suoi minuti di celebrità.

Non fate come noi che rischiamo di vivere come comparse di un film senza copione, siate protagonisti della vostra vita e di quella delle persone che amate, senza cadere nell’inganno di voler cambiare il mondo da soli.

Portate la vostra goccia con orgoglio, perché non ci sono piccoli gesti se saremo 60 milioni a farli, e fatela portare ai vostri genitori e agli amici dei vostri genitori.

Quindi GRAZIE per aiutare a svegliarci dal torpore nel quale stiamo vivendo e a camminare verso un futuro desiderabile da vivere tutti insieme.

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A Capo Nord bisogna andare due volte

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Può una persona disabile andare a Capo Nord? Può, in generale, viaggiare? Certo che può. Anzi: deve. Tuttavia per arrivare ad avere un po’ di autonomia personale, che spinga una persona con una qualche disabilità a desiderare un viaggio e che le consenta di progettarlo, occorre anche un’autonomia di contesto di vita, di educazione, di crescita che permetta l’uscita da casa. Il cosiddetto “contesto di fiducia” come lo chiamano al Centro Documentazione Handicap di Bologna. Un contesto, a partire dalla famiglia, che infonda fiducia anche nella pur minima capacità residua, un contesto in cui, per esempio, se tu riesci a muovere un solo dito di una mano, si possa credere che tu con quel dito potrai sollevare il mondo, senza sentirti limitato e incapace. Ma come si costruisce un contesto di fiducia?
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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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