IL PROGETTO “ALIMENTIAMO RELAZIONI” (CSV news Cuneo)

IL PROGETTO “ALIMENTIAMO RELAZIONI” CERCA GIOVANI VOLONTARI PER AIUTARE LE PERSONE SENZA DIMORA

 

Promosso dal Forum Interregionale Permanente del Volontariato Piemonte e Valle d’Aosta, il progetto vuole aiutare  le persone senza dimora nel  reinserimento nella società

 

 

 

Aiutare le persone senza fissa dimora a reinserirsi nella società, grazie all’impegno di almeno 100 giovani Volontari: è l’ambizioso obiettivo del progetto regionale (nelle province di Torino, Cuneo, Alessandria e Asti) “Alimentiamo relazioni - Giovani Volontari con e per le persone senza dimora o particolarmente fragili”, promosso dal Forum Interregionale Permanente del Volontariato Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con la Regione Piemonte e il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.Primo passo del progetto: individuare e formare i giovani che vogliano intraprendere un percorso di Volontariato (con un impegno di un paio d’ore alla settimana) volto al reinserimento, anche abitativo, delle persone senza dimora, tramite la creazione di un rapporto personale di fiducia e, nel tempo, anche di amicizia. A Torino i giovani hanno aderito con entusiasmo e si stanno sperimentando nelle varie azioni previste .

Il progetto è visibile sul sito www.forumdelvolontariato.org 
Iscrizioni per  Cuneo entro il 30 aprile 2019 scrivendo alla mail forum.volontariato@libero.it

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PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
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Cooperativa Proposta 80
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ZONA FRANCA,

Per comunicare 

emozioni/interessi/passioni

con vari linguaggi, specie i video,  con l’obiettivo di costituire una redazione di una rivista crossmediale.

 

Il progetto è condotto da Silvia Bongiovanni dell’Associazione culturale Kosmoki. Rientra nel più ampio progetto Restart & Recovery che ha come capofila la Cooperativa sociale “Proposta 80”. Partecipa anche la Cooperativa sociale “Momo” e l’Associazione “MenteInPace”.

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 Silvia Ziche

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Una storia personale e universale che unisce dramma e commedia, con una profonda e toccante analisi delle relazioni fra madre e figlia.

A soffrire si impara, e l'infelicità è un'arte che si apprende fin da piccole, grazie all'insegnamento di chi ci ha precedute. Antenate, nonne, zie, prozie si snodano in una processione che arriva da lontano, ognuna con il proprio fardello, fino a chi ci è più vicino: la madre. Una madre svalutante e glaciale nel caso di Serena, protagonista di questa storia. Costretta ad allontanarsene nel tentativo di salvarsi, Serena interrompe i rapporti con lei, recidendo i legami con il passato, gli amici, il paese dell'infanzia pieno di ricordi. Fino a quando la madre terribile muore, e la figlia dopo una lunga assenza ritorna. Per ingaggiare un dialogo interiore con il fantasma della figura più importante della sua vita e scoprirne infine un lato insospettabile. Senza perdere la comicità e l'acume tipici del suo raccontare, Silvia Ziche si misura con il suo primo libro non umoristico, condividendo una storia privata eppure capace di parlare a quella parte indifesa, nascosta in molti di noi, a cui è mancata una carezza. Un viaggio coraggioso alle radici di un'assenza, nel cuore di una domanda che brucia: perché, proprio negli affetti più cari, siamo capaci di dare il peggio di noi.

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