Salute mentale. No al taser nelle strutture sanitarie (Quotidianosanità.it)

Presentata da Sarti e Fattori (Sì) dopo l’utilizzo del taser su un paziente del reparto psichiatrico di Ponte a Niccheri. “E' inammissibile che un paziente ricoverato in una struttura specializzata che lo dovrebbe curare e tutelare sia sottoposto alla tortura della pistola laser. Semmai è necessario destinare maggiori risorse finanziarie e più personale al settore della salute mentale”, affermano.

29 MAG - La Regione Toscana mette al bando l'utilizzo della pistola elettrica, o taser, nelle strutture sanitarie. Lo prevede la mozione presentata dai consiglieri Paolo Sarti Tommaso Fattori di Sì-Toscana a Sinistra e approvata dal Consiglio regionale. La mozione stabilisce anche che siano destinate maggiori risorse finanziarie e più personale al settore della salute mentale.

“Grazie all'approvazione del nostro atto – spiegano Sarti e Fattori in una nota che annuncia il via libera alla mozione - , il taser non potrà più essere utilizzato all’interno delle strutture sanitarie. La nostra iniziativa è stata stimolata da un caso, gravissimo, che ha riguardato un paziente del reparto psichiatrico di Ponte a Niccheri. E' inammissibile che un paziente con patologie psichiatriche, ricoverato in una struttura specializzata che lo dovrebbe curare e tutelare, sia sottoposto alla tortura della pistola laser. E che si tratti di una tortura non lo diciamo noi ma le Nazioni Unite in un rapporto del 2007”.

I consiglieri ricordano l’esistenza di “una importante direttiva di riferimento della Regione Toscana, peraltro nata da una proposta di Sì Toscana a Sinistra, che proibisce tassativamente le pratiche di contenzione meccanica in psichiatria. L'utilizzo del taser rientra certamente in questa fattispecie, peraltro col rischio di uccidere. Chi soffre di patologie psichiatriche e correlate è esposto alle peggiori conseguenze di quest'arma, in taluni casi letali, come dimostrano tutti gli studi internazionali”.


Per Sarti e Fattori, “se mai è necessario destinare maggiori risorse finanziarie e più personale al settore della salute mentale. E’ infatti evidente che il personale sanitario è in affanno a causa delle croniche carenze di organico e spesso anche per la mancanza di direttive chiare, oltre che di strumenti e spazi idonei. E dobbiamo garantire i diritti e la dignità dei pazienti con disturbi psichiatrici adottando metodologie e tecniche alternative al contenimento meccanico ed incentrate sulla relazione tra gli operatori e il paziente. Capita che una persona affetta da problemi mentali dia in escandescenze, ma la soluzione non è certo usare il taser”.

“Siamo in generale contrari all’uso del taser, non solo all’interno degli ospedali, dato che è uno strumento pericoloso e potenzialmente mortale”, concludono Sarti e Fattori, secondo i quali “il governo Lega-M5S attraverso il taser ha di fatto autorizzato la tortura, se vogliamo ascoltare quel che ci dice l’ONU. E in modo indiretto ha persino reintrodotto una sorta di potenziale pena di morte, una roulette russa sulla pelle dei soggetti più fragili e con particolari patologie. Fra Stati Uniti e Canada si sono già contate mille vittime del taser in una decina di anni”.

 

tratto da

http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=74468&fr=n

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