IL PROGETTO "VIVA VITTORIA" (Curia di Cuneo)

 

 

 

Cuneo – Il progetto “Viva Vittoria” entra nel vivo della raccolta delle coperte quadrate 50×50 fatte a maglia e uncinetto, segno visibile della lotta contro la violenza sulle donnne, e inaugura lunedì 3 giugno alle 16 uno spazio dedicato in via Monsignor Peano 2, a fianco della chiesa del Sacro Cuore. Il locale resterà aperto il martedì con orario 9-12 e sabato dalle 15 alle 19. “Uno spazio di incontro – dicono Silvia Cappellaro della San Vincenzo e Ivana Lovera di Caritas diocesana – e di condivisione per sferruzzare insieme e per condividere momenti di amicizia. Sarà anche il luogo simbolo dell’iniziativa dove i quadrati saranno cuciti con un filo rosso, espressione di unione e relazione, per formare coperte da 100×100, che verranno successivamente esposte nelle giornate del 23 e del 24 novembre 2019 in Piazza Galimberti a Cuneo”. Il ricavato della vendita delle coperte sarà devoluto a sostegno di Casa Madre della Speranza della San Vincenzo e dei progetti Caritas per il sostegno delle donne in difficoltà e vittime di violenza.

“La violenza sulle donne ha molti volti – continuano le organizzatrici –, dai reati come la violenza fisica a quella sessuale, lo stupro, senza dimenticare la violenza psicologica. In Italia e nel mondo subisce violenza, mediamente, una donna su tre dai 15 anni in su. Il timore della violenza è confermato dal dato secondo il quale il 53% di donne in tutta l’Unione Europea afferma di evitare determinati luoghi o situazioni per paura di essere aggredita. Un atto di violenza contro le donne può accadere ovunque: dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, per strada. Per questo motivo non ci stancheremo mai di parlarne e di raggiungere con la nostra iniziativa quante più donne e uomini possibile”.

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TROPPA FAMIGLIA FA MALE

COME LA DIPENDENZA MATERNA CREA ADULTI BAMBINI (E PESSIMI CITTADINI)

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La famiglia, all'origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine. È una crisi che investe l'intera società perché ciò che accade all'interno della famiglia ha rilevanza sul sociale e sul futuro dell'uomo. I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all'infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all'assoggettamento. Cosa è successo? I giovani che non dissentono permettono al fantasma mai sconfitto dell'antica tendenza dell'essere umano alla sottomissione di giocare la partita della vita al posto loro, rovesciandola in morte. Laura Pigozzi, psicoanalista, esplora in questo saggio come lo scacco della famiglia sia la radice di una tragedia sociale più vasta e ferocemente distruttiva. Attraverso il concetto di disobbedienza civile elaborato da Hannah Arendt, prende forma in queste pagine una inedita rilettura delle origini del totalitarismo che per la prima volta riesce a spiegare le conseguenze politiche della pulsione di morte freudiana e ci permette di riscoprire alcuni casi emblematici di rapporti genitoriali fallimentari, come quello di Hitler con sua madre. «L'adattamento di un giovane» ci ricorda l'autrice «ha sempre qualcosa di immorale» perché sia un soggetto che una comunità si fondano sulla divergenza. È nelle famiglie che i ragazzi dovrebbero allenarsi a trovare lo slancio verso l'esterno, diventando adulti. Fallire questa trasformazione significa condannarli a un'eterna infanzia, che apre le porte non solo ai dittatori bambini ma anche a quelli veri.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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