PATOLOGIE DA ALCOL E DROGHE: I TRATTAMENTI RESIDENZIALI (Cufrad.it)

Il CUFRAD Associazione con personalità giuridica riconosciuta- è un Ente Accreditato della Regione Piemonte che gestisce luoghi di cura per il trattamento riabilitativo dei pazienti sofferenti di problemi di dipendenza patologica da alcol, droghe e comportamenti di dipendenza, e patologie correlate.

 

Loc. Paolorio, 2 Sommariva del Bosco (CN) -  info@cufrad.it- 338-1938888

 

LA CURA: I TRATTAMENTI RESIDENZIALI A PROTEZIONE ALTA, MEDIA E BASSA, ED I PERCORSI A PROTEZIONE VARIABILE


Nell'ambito dei trattamenti residenziali di tipo comunitario, rivolti a persone con problemi e patologie alcol-correlate, si è avvertita da tempo l'esigenza di poter offrire dei percorsi di cura differenziati, con livelli di intensità variabili, che consentano di modulare l'intervento e di calibrarlo il più possibile sull'utente, tenendo conto dei suoi bisogni, delle sue criticità, delle sue risorse e della specifica situazione che sta vivendo.
Proprio per rispondere ai nuovi bisogni dell'utenza e alla conseguente necessità di poter realizzare dei progetti altamente personalizzati, il CUFRAD (che opera dal 1983 per l'accoglienza e la cura di persone con problemi di dipendenza patologica) offre, ormai da circa 10 anni, i trattamenti residenziali a protezione alta, media o bassa, ed i percorsi a "protezione variabile", che consentono un'alta flessibilità di trattamento, con la possibilità di definire obiettivi, tempi e metodi dell'intervento in base alle specifiche necessità del paziente.
La caratteristica peculiare dei percorsi "a protezione variabile", consiste nel fatto di poter articolare l'intervento su tre livelli di protezione (alto, medio e basso), permettendo al paziente di sperimentarsi in situazioni caratterizzate via via da un maggior livello di autonomia, in base al'andamento complessivo del suo percorso e agli obiettivi che di volta in volta raggiunge.
Il progetto personalizzato. L'accesso alle cure deve essere preceduto dalla definizione di un "progetto personalizzato di cura", che viene fatta dal Servizio inviante, in collaborazione con il Settore Accoglienza del CUFRAD, nel corso dell'iter di valutazione iniziale. Tale progetto, partendo dai bisogni del paziente, deve definire l'obiettivo generale che ci si può ragionevolmente attendere dalla cura, declinato in sotto-obiettivi relativamente all'area sanitaria, psicologica e relazionale/sociale. Il Servizio inviante inoltre sceglie, concordandolo con il paziente e la sua famiglia, il Servizio ci cura del CUFRAD più idoneo per l'inserimento del paziente. In altri termini sceglie il livello di protezione più confacente alle necessità attuali del paziente (per es. l'alta protezione), quale punto di partenza di un percorso di cura che potrà successivamente prevedere, con tempi e modi del tutto individualizzati, un passaggio successivo nei servizi a minor protezione, nell'ottica di una graduale e progressiva autonomizzazione del paziente stesso.
Servizi di cura ad Alta Protezione.
Sono adatti per pazienti alcolisti o poliabusatori che necessitano, anche solo temporaneamente, di un alto livello di supporto e di assistenza da parte degli operatori nella gestione della quotidianità, in particolare per quanto riguarda aspetti delicati, quali la gestione del denaro e dei contatti telefonici con l'esterno. In questo contesto i paziente sono aiutati a riappropriarsi della capacità e competenze necessarie per poter gestire maggiori livelli di autonomia.
Servizi di cura a Media Protezione.
Sono idonei per pazienti in grado di gestire, in modo adeguato e responsabile, alcuni spazi di autonomia nella gestione del quotidiano, dimostrando la capacità di organizzarsi e di saper gestire il proprio percorso di cura in base alle proprie esigenze personali, utilizzando gli strumenti e le attività proposte in modo funzionale.
Il setting della cura. I percorsi di cura ad alta e a media protezione si effettuano all'interno della sede operativa centrale del CUFRAD, in un ambiente dominato dalla quiete e dal verde e sufficientemente distaccato dal contesto urbano. I pazienti sono inseriti in gruppi di cura di circa 15 unità e sono seguiti da un èquipe di operatori dedicati, che conducono le varie attività terapeutiche a valenza psicologico-elaborativa (gruppi motivazionali, attività sintetico-elaborative, laboratori di gruppo, supporto psicologico individuale); durante la giornata i pazienti sono inoltre coinvolti in attività occupazionali a valenza riabilitativa, legate alla conduzione della casa e alla manutenzione e gestione del territorio circostante la struttura.
Assistenza sanitaria e consulenza psichiatrica. L'assistenza sanitaria, particolarmente importante per i pazienti con patologie alcolcorrelate, è garantita attraverso l'appoggio ai medici di base e ai presidi sanitari del territorio, ma anche tramite un servizio di consulenza infermieristica interno, che il CUFRAD offre in aggiunta alle prestazioni previste. A fronte della sempre maggior incidenza di aspetti psicopatologici nell'utenza con problemi di alcolismo e poliabuso, nei luoghi di cura ad alta e media protezione il CUFRAD offre inoltre un servizio di consulenza psichiatrica periodica, finalizzato ad un monitoraggio della condizione psichica dei pazienti e delle eventuali terapie psicofarmacologiche. Rimangono invece esclusi dai suddetti luoghi di cura pazienti in doppia diagnosi conclamata che necessitano di un trattamento specialistico (vedi "percorsi di cura per la comorbilità psichiatrica" all'interno dei servizi offerti dal CUFRAD).
Servizi di cura a bassa protezione.
Sono indicati per pazienti che hanno raggiunto un sufficiente livello di stabilità e che necessitano di un luogo di cura in cui gestire in modo totalmente autonomo il proprio percorso, sotto la guida di operatori professionalizzati. Per i pazienti in grado di puntare ad una completa autonomia, può costituire lo stadio finale di un percorso orientato al reinserimento sociale e lavorativo.
I percorsi si effettuano in strutture piccole ubicate in ambito urbano, che favoriscono il contatto con il territorio e gli spostamenti con i mezzi pubblici. I pazienti hanno la possibilità di uscire da soli dalla struttura, in base ad un progetto specifico concordato con il servizio inviante, e di impostare delle sperimentazioni lavorative sul territorio in forma temporanea o permanente, affiancate alla presa in carico della quotidianità, con il supporto e l'accompagnamento psico-sociale degli operatori.
I tempi della cura. Il percorso di cura dei pazienti che intendono raggiungere l'obiettivo dell'autonomia attraversa normalmente i tre livelli di protezione (alto, medio e basso), per concludersi con il rientro sul territorio del paziente. Tuttavia il percorsi a protezione variabile consentono di impostare progetti molto individualizzati, con tempi e modalità di svolgimento variabili da caso a caso. La durata complessiva del percorso dipende dal progetto personalizzato, in particolare dalle risorse del paziente e dagli obiettivi che si vuole raggiungere. Sono possibili soluzioni a breve termine (progetti mirati, interventi "di sollievo" "di tregua"), a medio o a lungo termine.

   
   
   

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RENZO DE STEFANI E JACOPO TOMASI

 

LE PAROLE RITROVATE

LA RIVOLUZIONE DOLCE DEL FAREASSIEME

NELLA SALUTE MENTALE

 

Prefazione di Fabio Folgheraiter

 

 


Le Parole ritrovate sono un movimento che negli ultimi vent’anni ha cercato di rivoluzionare la salute mentale in Italia. Lo ha fatto    in maniera “dolce”: attraverso la passione e l’impegno quotidiano   di migliaia di persone. Questa rivoluzione si ispira a un principio: dare voce alle persone. Fare in modo che anche utenti e familiari abbiano un ruolo attivo e siano coinvolti nelle decisioni che con- tano attraverso quell’approccio che è diventato noto in tutta Italia come fareassieme. Sembra un principio semplice, ma purtroppo non è scontato. Nell’Italia della salute mentale, che viaggia a molte velocità diverse, ci sono ancora realtà dove le persone che soffrono di disturbi psichici – e le loro famiglie – sono spesso abbandonate    e inascoltate. Lasciate ai margini.

Le Parole ritrovate, in questi vent’anni, hanno messo in atto mol- tissime iniziative per far ritrovare le parole a queste persone. E ascoltare davvero i loro bisogni. Per una salute mentale più umana   e più giusta.

 

Questo libro racconta proprio la storia di Le Parole ritrovategrazie ai contributi – preziosi e variegati – di chi questa rivoluzione l’ha messa in atto con azioni e iniziative concrete: dalle attività nei Dipartimenti, ai convegni, passando per originali traversate dell’o- ceano in barca a vela o viaggi in treno fino a Pechino. Il comune denominatore è che ogni iniziativa ha visto protagonisti medici e utenti, operatori e familiari. Tutti, in questo libro, raccontano un cambiamento possibile. Tante esperienze – in Italia, ma non solo – che prese singolarmente possono sembrare piccole, ma unite l’una all’altra dipingono un quadro di fiducia e speranza.

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