DIPENDENZA DA INTERNET: A MILANO L’ AMBULATORIO PER GUARIRE DALL’ABUSO DI PC E SMARTPHONE (Perucchietti Enrica, Cufrad.it)

 

Autore 

Il progresso oggi si incarna nella tecnologia, sinonimo di affidabilità: a essa deleghiamo spazi sempre più ampi della nostra vita, dagli spostamenti, alle comunicazioni, dalla medicina alla gestione delle fonti energetiche.

Il fatto che lo sviluppo tecnologico sia “inevitabile” non significa che debba essere però abbandonato a se stesso senza una guida e dei limiti: non tutto ciò che è possibile realizzare deve essere per questo realizzato.

Possiamo inoltre orientare la ricerca in senso etico e sostenibile, in mododa educare le persone al corretto utilizzo dei supporti tecnologici.

ABUSO DA INTERNET

Se le innovazioni sono utili per la collettività, il loro abuso può generare dipendenza e ripercussioni sulla psiche e sul corpo. Pensiamo, per esempio, al fatto che, un po’ per comodità, un po’ per pigrizia, stiamo delegando sempre più spazio alla tecnologia, rischiando peraltro di creare delle masse di “idioti tecnologici”: il cervello umano si modifica stando al passo dei nuovi strumenti in nostro possesso, inibendo sempre di più l’azione, la curiosità, la memoria e lo spirito critico, dall’altro inducendo un senso di isolamento e di compulsione nell’utilizzo di tali mezzi (sempre più persone sono per esempio ossessionate dal controllo costante del nostro smartphone, da cui il phubbing).

In breve tempo ci siamo ridotti a non essere più in grado di accendere un elettrodomestico senza impartire ordini vocali ad Alexa o di orientarci in città senza il navigatore.

Per non parlare di coloro che si fanno impiantare un microchip sottocutaneo per poter dimenticare PIN, password o per poter saltare la coda al supermercato.

IL LATO OSCURO DELLA RIVOLUZIONE DIGITALE

Da anni si parla delle controindicazioni che la tecnologia può avere soprattutto sui più piccoli: le ricerche sulla sovraesposizione tecnologica su un cervello in via di sviluppo parlano infatti di ansia, irritabilità, depressione infantile, disturbi dell’attaccamento, deficit di attenzione, autismo, disturbo bipolare, psicosi e comportamento problematico.

Pensiamo per esempio agli effetti dannosi che l’uso di internet e degli smartphone ha sul comportamento e sulla psiche. In base alla neuroplasticità, la ripetizione di attività mentali come scrivere sms, messaggi in chat o controllare la mail rafforza alcuni circuiti nel nostro cervello trasformando quell’attività in comportamenti rigidi che vengono introiettati come “abitudini” e che, soprattutto nei più giovani, possono condurre a patologie vere e proprie.

Nel 1995 lo psichiatra americano Ivan Goldberg ha coniato l’espressione Internet Addiction Disorder” (I.A.D., sindrome da dipendenza da Internet), prendendo come modello di riferimento il gioco d’azzardo compulsivo. Questa patologia colpisce soprattutto gli adolescenti, ma sta cominciando a riguardare sempre di più anche gli adulti.

Le personalità più vulnerabili sono caratterizzate da tratti ossessivo-compulsivi e/o tendenti al ritiro sociale, con aspetti di inibizione nei rapporti interpersonali. Gli adulti, in particolare, sembrano essersi fatti trovare impreparatii all’uso (diventato appunto abuso) di internet e a loro volta sono stati incapaci di educare i propri figli all’uso consapevole della tecnologia.

A MILANO NASCE “DIGITAL LIFE COACHING”

Se quanto scritto finora vi sembra un’esagerazione, sappiate che a Milano è stato inaugurato una specie di pronto soccorso per “i drogati del web”.

Si tratta di uno sportello psicologico per imparare a gestire correttamente la tecnologia che è stato inaugurato a Milano Cerba HealthCare, gruppo internazionale specializzato nella diagnostica ambulatoriale.

Il servizio serve ad aiutate i pazienti a ritrovare un equilibrio, a disintossicarli dall’abuso di internet, riconoscendo e rompendo i meccanismi che creano dipendenza oltre che a ripristinare i corretti ritmi sonno-veglia. Passo successivo, ripristinare le relazione sociali che la dipendenza da internet tende a logorare.

HIKIKOMORI

Ne avevo parlato in questo articolo. Uno dei fenomeni più inquietanti che sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni è quello dei ragazzi Hikikomori, dal giapponese “stare in disparte”: consiste nel chiudersi nella propria stanza, passando il tempo su internet o a giocare ai videogame, fuggendo quindi dal mondo reale per quello virtuale.

Gli Hikikomori, di età compresa tra i 12 e i 30 anni, non escono di casa, non sono in grado di gestire le emozioni e arrivano a vivere isolati nelle loro camere da letto per mesi o anni. Iniziano a sentirsi inadeguati verso la società, manifestano problemi di relazione e non si piacciono fisicamente.

Poco alla volta i sintomi diventano psicosomatici, causando mal di testa o mal di pancia, man mano il giovane inizia ad assentarsi da scuola o dall’Università, diventando progressivamente cronico. Parallelamente, vi è anche un’altra tipologia di Hikikomori e che tende all’opposto narcisismo: ragazzi che si considerano talmente superiori rispetto ai coetanei da non riuscire a confrontarsi con nessun altro.

Anche in Italia il fenomeno è in aumento e secondo le stime di Valentina Di Liberto, sociologa e fondatrice di “Hikikomori Coop Sociale Onlus”, centro che si occupa di nuove dipendenze patologiche e di problematiche relazionali, sta avendo un vero e proprio boom con centomila casi registrati.

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: https://revoluzione.unoeditori.com/dipendenza-da-internet-a-milano-lambulatorio-per-guarire-dallabuso-di-pc-e-smartphone/

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)

Scrivi commento

Commenti: 0

 

Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

TOTALE VISITATORI

37834

TOTALE VISITE

55588

Dati aggiornati

al 21-08-2019

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2018
DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE.pdf
Documento Adobe Acrobat 618.6 KB

Referenti del Movimento “Le Parole Ritrovate”

a cui ci si può rivolgere per informazioni e collaborazioni

nelle regioni d’Italia dove il movimento è presente

 

vai anche alla pagina CONTATTI

Movimento LE PAROLE RITROVATE
Elenco Referenti regione per regione
elenco referenti regionali.pdf
Documento Adobe Acrobat 196.6 KB

----------------------------------------------

ATTIVITA' MENTEINPACE 2018
MIP - ATTIVITA' 2018.pdf
Documento Adobe Acrobat 129.6 KB
PROGETTO "STARE BENE INSIEME"
Relazione descrittiva presentata alla Fondazione CRC
PROGETTO STARE BENE INSIEME- RELAZIONE D
Documento Adobe Acrobat 405.0 KB

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

Le ragazze sono cambiate

 

Le nuove adolescenti nel  mondo reale e virtuale

a cura di

Gustavo Pietropolli Charmet, Elena Paracchini,

Roberta Spiniello, 

Aurora Rossetti

 

Postfazione di

Davide Comazzi

 

Franco Angeli Edizione

 

Le ragazze di oggi sognano ancora il principe azzurro? Che ruolo hanno il gruppo dei pari e il web nell'affrontare i compiti evolutivi? Come si fa a crescere quando i limiti sono così sfuocati in seguito alla caduta del patriarcato? E perché le ragazze rimandano così a lungo il loro desiderio generativo? Queste sono alcune delle domande a cui il libro cerca di dare risposte o spunti di riflessione. Le ragazze oggi diventano donne attraverso percorsi diversi da quelli tracciati dalle loro mamme e dalle loro nonne. Seguendo queste impronte, gli autori - terapeuti del Consultorio Gratuito del Minotauro - ci propongono alcune riflessioni nate dal confronto con le adolescenti incontrate durante gli anni di attività clinica del Servizio. Dai racconti di digiuni, tagli e di altri importanti attacchi alla nascente corporeità pubere femminile è infatti nato il bisogno di capire cosa stia succedendo fuori dalla stanza della terapia, ovvero in che modo i cambiamenti avvenuti a livello familiare e sociale influenzino la costruzione della loro identità femminile. Il testo vuole essere un utile strumento per i terapeuti ma anche per tutte le altre figure - genitori, insegnanti, operatori - che si confrontano quotidianamente con le nuove adolescenti.

 

Luigi Ciotti

Lettera a un razzista del terzo millennio

Edizioni Gruppo Abele

 

Gli stranieri ci stanno invadendo? Chiudere i porti è una soluzione? Che cosa vuol dire «prima gli italiani»? Don Luigi Ciotti scrive una lettera a cuore aperto contro «l’emorragia di umanità alimentata dagli imprenditori della paura»: una presa di posizione salda contro tutti i razzismi da parte di chi ha fatto dell’accoglienza la propria missione da più di cinquant’anni. Una lettera indirizzata a un razzista del nuovo millennio ormai avvelenato da luoghi comuni e narrazioni tossiche. Per decostruire i pregiudizi e affermare i principi di una società più giusta.

 

 

Dall’indice: 

ingiustizie - razzismo - invasioni - «prima gli italiani» - diversi - memoria - muri - «aiutiamoli a casa loro» - un uomo solo al comando - speranza