Le Terapie Immaginative | Workshop (Istituto di Psicologia Applicata, Torino)

Orario & Sede

27 set, 10:00 – 28 set, 17:00
IPA Istituto Psicologia Applicata,

Via Vassalli Eandi 27

 

Torino, TO, Italia

L'evento

La storia delle terapie immaginative ha radici remote. Fin dall’antichità – in Egitto, in Grecia, nell’estremo Oriente, nell’America precolombiana – fu chiaro che fantasie, visioni e immagini dell’inconscio possiedono un potenziale curativo.

 

Secoli più tardi, la nascente psicologia strutturò una varietà di approcci all’immagine mentale e una conseguente diversità di tecniche: allucinosi ipnotiche, sogni a occhi aperti, immaginazioni libere, visualizzazioni guidate, meditazioni immaginative e altro ancora.

 

Inizialmente questi procedimenti immaginativi condivisero una stessa finalità: estendere il potere dell’io per contenere la potenza dell’inconscio. 

 

Ma, agli inizi del XX secolo, metodi come l’immaginazione autogena di I.H. Schultz o l’immaginazione attiva di C.G. Jung introdussero un’innovazione radicale: l’atteggiamento verso l’inconscio non fu più unicamente di controllo e di contrasto, ma di rispetto e di collaborazione.

 

Il mondo immaginale divenne, allora, lo sfondo psichico da cui le immagini affiorano a configurare e a plasmare l’individualità. Attraverso la forza dei simboli s’imprimono sulla vita psichica e scandiscono ogni passaggio esistenziale e ogni involuzione patologica.

 

Collocata entro questa prospettiva, l‘immaginazione attiva di Jung costituisce il punto più avanzato nell’evoluzione delle terapie immaginative e l’approccio più rispettoso dell’attività immaginativa diretta dall’inconscio.

 

DOCENTE

 

Claudio Widmann, analista junghiano con funzioni di docenza, è associato al CIPA e alla IAAP.

 

E' docente presso varie Scuole di Specializzazione in Psicoterapia, dove tiene corsi e seminari soprattutto  sulla funzione simbolica e sulla vita immaginativa.

Alla vita simbolica ha dedicato volumi come Il simbolismo dei colori o Gli arcani della vita: una lettura psicologica dei tarocchi. Alla vita immaginativa è dedicato in particolare il volume Le psicoterapie immaginative. 

 

Attualmente ha in preparazione una rilettura della Divina commedia come descrizione simbolica del processo di individuazione.

Vive ed opera a Ravenna.

 

IL WORKSHOP

 

Il seminario si articola in due giornate ad impostazione combinata, espositiva ed esperienziale.

 

Alle generalità sull’immaginazione (ceni storici, antropologici, psicologici e simili) fa seguito una rassegna dei principali filoni di terapie immaginative, seguendo il file rouge del setting che è loro proprio.

Le forme di immaginazione guidata (visualizzazioni guidate, proiezione di simboli, sensibilizzazione e desensibilizzazione etc.) muovono da precise condizioni preliminari per realizzare uno stato di coscienza immaginativa. Contemplano una gamma di modalità operative, che tra di loro presentano similarità procedurali, ma anche diversità teoriche.

Un saggio esperienziale focalizza alcune delle procedure appartenenti a questa categoria di tecniche.

 

L’immaginazione dialogica  (Reve éveillé dirigé di Desolle, katymes Bildereben di Leuner, Psychoimagination therapy di Shorr e altre) muove da un diverso stato di coscienza, per adottare una diversa relazione sia tra soggetto ed operatore, sia tra soggetto e immaginario. Accanto ad un repertorio di interventi condivisi, esistono tecniche specifiche dei diversi orientamenti.

Il saggio esperienziale illustra l’approccio specifico di questo filone immaginativo.

 

L’immaginazione autogena presenta una specificità concettuale che impronta modalità procedurali del tutto originali. La tecnica originaria di Schultz si sviluppa su un livello “inferiore” (o standard) ed uno “superiore” e si apre a forme meno diffuse quali l’abreazione autogena di Luthe o l’immagogica autogena di Thomas.

Il saggio esperienziale, limitato ad aspetti del livello standard, chiarisce la specificità di questo metodo.

 

L’immaginazione attiva è una modalità originale di C. G. Jung. Ha origine dall’esperienza privata dell’analista svizzero e presuppone un preciso approccio teorico e un atteggiamento mentale del tutto particolare. Operativamente, una “attivazione dell’immaginazione” (Kast) può essere propedeutica alla “immaginazione attiva” vera e propria.

Il saggio esperienziale intende illustrare la specificità di atteggiamento endopsichico coltivato da questa tecnica. 

 

In conclusione, si intende evidenziare come i vari filoni si rivolgano ad ambiti applicativi diversi (clinici e non-clinici), assumendo modelli di riferimento distinti (pragmatici, psicodinamici, simbolici), ma soprattutto presuppongono -implicitamente o esplicitamente- concezioni dell’uomo e della psiche grandemente diversificate.

 

PROGRAMMA DI LAVORO

 

VENERDI' 27 SETTEMBRE

 

Generalità sull’immaginazione:  definizione, cenNi storici, antropologici, psicologici; tipi di setting e loro significatività

 

L’immaginazione guidata: condizioni preliminari e coscienza immaginativa, varietà delle tecniche (visualizzazioni guidate, proiezione guidata di simboli, sensibilizzazione e desensibilizzazione), modalità operative, similarità procedurali e diversità teoriche;  

SAGGIO ESPERIENZIALE

 

L’immaginazione dialogica: condizioni applicative, principali scuole (Reve éveillé dirigé di Desolle, katymes Bildereben di Leuner, psychoimagination therapy di Shorr), repertorio di interventi comuni e condivisi, tecniche originali e particolari   

SAGGIO ESPERIENZIALE

 

SABATO 28 SETTEMBRE

 

L’immaginazione autogena: specificità concettuale, particolarità procedurali, livello “inferiore” e “superiore” di Schultz, neutralizzazione autogena e abreazione autogena di Luthe, immagogica autogena di Thomas  

SAGGIO ESPERIENZIALE

 

L’immaginazione attiva: origine del metodo nell’esperienza di Jung, immaginazione attiva (Jung) e attivazione dell’immaginazione (Kast), affinità e differenze con le altre procedure immaginative, punti nodali dell’atteggiamento mentale

SAGGIO ESPERIENZIALE

 

CONCLUSIONI:  modelli di riferimento: pragmatici, psicodinamici e  simbolici; ambiti applicativi: clinici e non-clinici

 

Per maggiori informazioni e iscrizioni

https://www.istitutopsicologia.com/events/le-terapie-immaginative-workshop

 

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Commenti: 1
  • #1

    ilaria (venerdì, 13 settembre 2019 19:59)

    vorrei iscrivermi al workshop sulle terapie immaginative, posso avere indicazioni del bonifico da fare? Grazie
    Ilaria bagni

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Anna Bravo Daniele Jalla 

LA VITA OFFESA

Storia e memoria dei Lager nazisti nei racconti di duecento sopravvissuti

 

Franco Angeli

 

"Raccontare poco non era giusto, raccontare il vero non si era creduti. Allora ho evitato di raccontare. Sono stato prigioniero e bon - dicevo".

Il cammino percorso dalia memoria dei Lager è in gran parte indicato da questa oscillazione tra il bisogno di verità e la difficoltà ad affermarla, tra lo sforzo di contrastare l'indifferenza del mondo e il silenzio come protesta; ma anche tra la spinta soggettiva a ricordare e quella opposta a dimenticare. Ostacoli esterni e interni non hanno interrotto questo cammino, facendo arrivare fino a noi un grande e inespresso patrimonio di esperienze.

A quarant'anni di distanza, la raccolta delle storie di vita degli ex deportati promossa dall'Aned in Piemonte, l'ha trasformato in racconto dando voce a tutti, in particolare a coloro - e sono la stragrande maggioranza - che non avevano mai trovato ascolto al di fuori della famiglia e del piccolo gruppo degli amici. Dalla stessa volontà nasce questo libro in cui parlano 200 sopravvissuti, in un montaggio di più di 900 brani tratti dalle 10.000 pagine di trascrizione delle loro testimonianze.

E' un accumulo enorme di notizie, episodi, giudizi, riflessioni ed emozioni; un coro che nasce dall'incontro di voci diverse, un primo abbozzo di memoria collettiva. E insieme, uno spaccato della deportazione italiana, con la sua fisionomia complessa e con i suoi tanti e diversi protagonisti: giovani partigiani e partigiane, intere famiglie ebree, antifascisti di vecchia data, militanti operai, soldati renitenti ai bandi, gente presa a caso nei rastrellamenti. Dalle loro voci - perché di voci si tratta in questa ricerca di storia orale - lo studio dei campi di sterminio può trarre moltissimi spunti capaci di allargarne radicalmente la conoscenza e di rimettere in discussioni valutazioni consolidate.

Ma oggi, in un panorama culturale e politico che inventa un volto umano al fascismo e tollera di convivere con prospettive di distruzione irreversibile, queste testimonianze hanno anche il valore di una denuncia e di un ammonimento.

 

Anna Bravo insegna storia sociale all'Università di Torino; si è occupata, tra l'altro, di resistenza, di cultura dei gruppi non omogenei e di storia orale, pubblicando diversi lavori su questi temi. Ha fatto parte del comitato scientifico che ha diretto la raccolta delle storie di vita promossa dall'Aned del Piemonte.

 

Daniele Jalla lavora presso la Regione Piemonte, dove si occupa di storia e culture locali. Ha svolto ricerche e pubblicato vari lavori di storia orale della cultura operaia.

 

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Ricetta perfetta con Cook Expert Magimix!   Risotto allo zafferano

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

320 g di riso Arborio o Carnaroli 700 ml di brodo vegetale 1 cipolla 50 g di grana grattugiato 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva 1 noce di burro ghiacciato 1 bustina di zafferano in polvere o zafferano in pistilli 1 presa di sale grosso.

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