CAROVANA DELLA PACE 2019 “Prima che gridino le pietre” (Don Flavio Luciano)

 

La Commissione Giustizia e Pace della Curia Diocesana di Cuneo, insieme a tante associazioni del territorio che la compongono (Scuola di Pace di Boves, Libera, Agesci, Centro di Formazione Milton – Santos – Lorenzo Milani, LVIA,  Settimanali La Guida e La Fedeltà e molti altri) e ai Comuni di Cuneo, Boves, Chiusa Pesio, Peveragno e Borgo San Dalmazzo, dal 1986 organizza ogni due anni la “Carovana della Pace” nata per ricordare il primo eccidio nazi – fascista in Italia perpetrato il 19 settembre 1943 a Boves e per riflettere sulle tematiche della Giustizia e della Pace.

La Carovana della Pace ha sempre riunito molte persone in un clima di grande festa e impegno, riflettendo su temi importanti per la vita delle nostre comunità, della società e del mondo, come la pace, la giustizia, i diritti e invitando ad agire e lottare contro l’indifferenza, la violenza, le armi e le guerre, il rifiuto dell’altro, dello straniero e le disuguaglianze.

Quest’anno la Carovana sarà domenica 22 settembre con il titolo

“PRIMA CHE GRIDINO LE PIETRE”

e desideriamo condividere con voi il nostro progetto e rivolgervi un caldo invito alla partecipazione.  Seguiranno altre informazioni ed il manifesto.

Sperando di incontrarvi, a nome di tutta la Commissione vi saluto cordialmente.

 

Don Flavio Luciano

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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