RISCALDAMENTO CLIMATICO E RISCHI OCCUPAZIONALI (www.altritasti.it)

Con il riscaldamento climatico, l'aumento dello stress termico in agricoltura e in altri settori industriali dovrebbe tradursi in una perdita di produttività pari a 80 milioni di posti di lavoro entro il 2030. A lanciare l'allarme è l'Organizzazione internazionale del lavoro dell'Onu (Ilo). In un nuovo rapporto, l'Ilo sostiene che in questa data, il 2,2% del totale delle ore lavorate nel mondo potrebbe andare perso a causa delle temperature elevate, secondo delle proiezioni basate su un aumento delle temperature mondiali di 1,5°C entro la fine del secolo...


L'impatto sarà più grande nel Sud Est asiatico e in Africa occidentale dove circa il 5% delle ore lavorate potrebbero essere perse nel 2030, sottolineano gli autori del rapporto intitolato "Lavorare su un pianeta più caldo: l'impatto dello stress termico sulla produttività del lavoro e il lavoro decente".

In totale, le perdite economiche rappresenterebbero circa 2400 miliardi di dollari a livello mondiale. "L'equivalente dell'economia del Regno Unito", ha spiegato Catherine Saget, co-autore del rapporto, alla stampa. 
Con stress termico si intende un calore superiore a quello che il corpo può tollerare senza subire danni fisiologici, spiega l'Ilo, che aggiunge che è ciò che avviene in generale con temperature superiori ai 35°C con una forte umidità.

Agricoltura e costruzioni i settori più colpiti
Secondo l’ILO,  il 2,2% del totale delle ore lavorate nel mondo corrisponde ad una perdita economica di 2.400 miliardi di dollari. Lo scenario elaborato dall’agenzia delle Nazioni Unite si basa sull’ipotesi ottimistica che gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015 siano totalmente rispettati. Mentre, in realtà, il trend attuale ci porterebbe a superare nettamente la soglia del 3 gradi centigradi.
Inoltre, il rapporto precisa di considerare che la maggior parte dei lavori agricoli e nel settore delle costruzioni si svolgeranno all’ombra. In caso contrario, i dati sarebbero enormemente più allarmanti. Ciò dal momento che tali mestieri sono effettuati in larga parte all’aria aperta e dunque particolarmente esposti al problema del caldo.

 

tratto da www.altritasti.it

http://www.altritasti.it/index.php/archivio/lavoro-e-dignita/3942-riscaldamento-climatico-onu-a-rischio-80-milioni-di-posti-di-lavoro

Fonti:

https://www.aduc.it/notizia/riscaldamento+climatico+onu+rischio+80+milioni_135926.php

https://valori.it/riscaldamento-globale-job-killer-80-milioni-di-posti-persi-gia-nel-2030/

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