DEMENZA SENILE: LA DEPRESSIONE DI CHI ASSISTE (Anne Harding)

Demenza senile: intervento a lungo termine per la depressione dei caregiver

 

Depressione e ansia spesso colgono coloro che assistono chi è affetto da demenza senile. Un gruppo di ricercatori dell’University College di Londra ha valutato gli effetti a lungo termine di un intervento psicologico studiato appositamente per i caregiver, riscontrandone l’efficacia e raccomandandone l’adozione.

 

29 LUG - (Reuters Health) – È importante aiutare i caregiver, coloro, in particolare i familiari, che si prendono cura di persone affette da demenza senile, ed è un intervento che fa risparmiare, spiega Gill Livingston, professoressa all’University College di Londra. Con i suoi colleghi ha dimostrato l’efficacia a lungo termine dell’intervento START. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista British Journal of Psychiatry.
 
Coloro che si occupano di persone affette da demenza, si ammalano più facilmente, tolgono tempo al lavoro, soffrono di più di ansia e depressione.
 
I ricercatori avevano scoperto, in uno studio precedente, che il programma START (StrAtegies for RelaTives), erogato da laureati in psicologia supervisionati in otto sessioni, era in grado di migliorare la qualità della vita e ridurre l’ansia e la depressione nelle persone che si prendono cura di un parente, in modo più efficace rispetto alle terapie standard. I partecipanti START avevano un quinto delle probabilità di cadere in depressione otto mesi dopo la terapia rispetto a coloro che avevano ricevuto cure standard.

 
Lo studio
Nello studio attuale Livingston e il suo gruppo di ricerca hanno osservato gli effetti a lungo termine della terapia START su 150 soggetti, e hanno confrontato i dati con quelli di 72 persone che avevano ricevuto delle cure standard.
 
Dopo sei anni, il punteggio del gruppo START in termini di Hospital Anxiety and Depression Scale era migliore rispetto all’altro gruppo (2 punti di differenza in media).

Nel corso dell’ultimo anno i costi associati ai pazienti di cui si occupavano i caregiver erano di 7.194 dollari per il gruppo START, di 21.192 dollari per il gruppo che aveva ricevuto cure standard.
 
I parenti che avevano ricevuto un intervento START “hanno avuto meno emergenze, portato i familiari meno spesso in pronto soccorso, o in ospedale per un ricovero, perché gestivano meglio i malati e intervenivano più prontamente”, ha spiegato Livingston.
Un messaggio importante che veniva trasmesso ai familiari con il programma START era che “non è colpa delle persone affette da demenza senile se si comportano in modo problematico. Fa parte della malattia, quindi non serve a nulla cercare di dire loro cosa fare o non fare”. Questo approccio fa un’enorme differenza, perché se si pensa che i comportamenti non sono voluti, non ci si arrabbia.
 
I parenti che si occupano di familiari malati devono prendersi cura di sé stessi. “Offriamo loro varie strategie per affrontare le difficoltà e i problemi che possono dover fronteggiare”, ha sottolineato la ricercatrice. Persino concedersi dei piccoli piaceri come prendere una tazza di caffè o uscire per una passeggiata può far bene.

I ricercatori hanno tradotto il manuale su cui si basa il programma START in spagnolo e tamil e stanno pianificando una traduzione in urdu. “Vogliamo renderlo più internazionale e più disponibile nel Regno Unito, e più applicabile a tutti, anche ai gruppi etnici minoritari”.
 
Fonte: Br J Psychiatry 2019
Anne Harding
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

tratto da quotidianosanità.it 

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=76178&fr=n

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