PER BATTERE IL BULLISMO SERVE UNA SQUADRA (www.cufrad.it)

LA CRIMINOLOGA E AVVOCATO ANGELICA GIANCOLA PENSA A UNO SPORTELLO APERTO A RAGAZZI E FAMIGLIE E GESTITO DA UN POOL DI PROFESISONISTI

Il fenomeno è in continua evoluzione: le nuove tecnologie a disposizione, Internet o telefono cellulare, sono divenute ulteriori potenziali mezzi attraverso cui compiere e subire prepotenze o soprusi. Il cosiddetto ‘cyberbullismo’ consiste nell’invio di messaggi offensivi, insulti o foto umilianti tramite sms, e-mail, diffuse in chat o sui social network, allo scopo di molestare una persona per un periodo più o meno lungo.

Per quanto riguarda i dati, più del 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni riferisce di essere rimasto vittima, negli ultimi 12 mesi di un qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento. Quasi uno su cinque (19,8%), dichiara di aver subìto azioni tipiche di bullismo una o più volte al mese. In circa la metà di questi casi (9,1%), si tratta di una ripetizione degli atti decisamente asfissiante, una o più volte a settimana. Le ragazze presentano una percentuale di vittimizzazione superiore rispetto ai ragazzi: oltre il 55% è stata oggetto di prepotenze. Il 9,9% delle ragazze subisce atti di bullismo una o più volte a settimana, contro l’8,5% dei maschi.

“A questi numeri bisogna aggiungere il fatto che l’80% dei bulli, se non vengono rieducati, entro i 22 anni compiono altri reati” commenta Angelica Giancola, criminologa che da anni si occupa di queste tematiche.

“Sono avvocato e Mediatore professionista, oltre ad aver conseguito il Master in Criminologia critica, prevenzione e sicurezza sociale all’Università di Padova – precisa -. Nella mia attività mi occupo prevalentemente di devianza minorile con particolare attenzione al fenomeno del bullismo, violenza sulle donne, stalking, femminicidi, infanticidi. Sono stata relatrice a diversi convegni in materia di bullismo, stalking e violenza di genere e docente agli incontri di aggiornamento della Polizia di Stato. Negli ultimi anni sono stata chiamata da alcuni Istituti scolastici della Provincia di Udine a spiegare ai genitori e ai ragazzi cos’è il bullismo, come riconoscerlo e come difendersi".

"Collaboro con la Questura di Udine – Ufficio Minori e con la Polizia Postale nella campagna di informazione agli studenti sulle responsabilità penali e civili conseguenti agli atti di bullismo e di cyberbullismo. Questo per dire che ho una grande esperienza alle spalle”.

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: https://www.ilfriuli.it/articolo/salute-e-benessere/per-battere-il-bullismo-serve-una-squadra/12/203635

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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