DIAGNOSI PRECOCE DELL'ALZHEIMER (Maria Rita Montebelli)

Alzheimer: messo a punto esame del sangue per la diagnosi precoce, accurato al 94%

Un esame del sangue consentirà di rilevare in fase molto precoce la presenza di depositi di beta-amiloide, la proteina patologica che si accumula nel cervello dei pazienti con Alzheimer. I risultati del test, associati alla presenza di due principali fattori di rischio per questa malattia - età superiore ai 65 anni e presenza della variante genetica APOE4 - conferiscono a questo esame un’accuratezza del 94%. Sarà dunque l’uovo di Colombo per selezionare i pazienti con Alzheimer in fase precocissima e testare su di loro i nuovi farmaci per la prevenzione di questa forma di demenza.

 

Fare diagnosi di malattia di Alzheimer molto prima della comparsa dei sintomi. E’ la promessa di un nuovo esame del sangue che viene dagli Stati Uniti. L’accumulo di ‘grumi’ di proteine patologiche nel cervello comincia a manifestarsi anche vent’anni prima della comparsa delle sintomi tipici della malattia (alterazioni della memoria, demenza). Questo test, non ancora disponibile nella pratica clinica (ma lo diventerà nell’arco di pochi anni), aiuta ad individuare queste alterazioni attraverso un esame del sangue, quando la malattia è ancora muta sul piano sintomatologico.
 
Il test, messo a punto dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis (Usa), che hanno pubblicato i risultati del loro studio su Neurology,  misura la concentrazione dei livelli della proteina beta-amiloide nel sangue e li utilizza per indicare se tale proteina si stia accumulando nel cervello. Associando i risultati del test sulla concentrazione ematica di beta-amiloide alla presenza dei due principali fattori di rischio per Alzheimer, l’età e la presenza della variante genetica apoliproteina ɛ4 (APOE4), l’accuratezza del test arriva al 94 per cento. Si tratta di un livello di sensibilità che surclassa anche quello del gold standard attuale, la PET per amiloide.

 
Riuscire a far diagnosi precocissima di Alzheimer risulterà fondamentale soprattutto quando si disporrà di farmaci in grado di agire sulle fasi iniziali della malattia per bloccarne l’evoluzione; finora gli studi clinici condotti con questi nuovi farmaci sperimentali non hanno dato i risultati sperati, anche perché non essendo possibile individuare i soggetti con Alzheimer in fase preclinica, si finiva col somministrarli a pazienti con alterazioni cognitive già evidenti. Il nuovo test permetterà di selezionare pazienti con Alzheimer in fase iniziale e consentirà di valutare se questi nuovi farmaci siano realmente in grado di arrestare l’evoluzione della malattia. Finora la selezione dei pazienti da arruolare è stata fatta attraverso gli esami strumentali, un processo lungo, costoso e time-consuming. “Un esame del sangue invece – spiega Randall J. Bateman, professore di neurologia – ci consentirebbe di screenare migliaia di persone in un mese e quindi di arruolare in maniera più efficiente i pazienti per i trial clinici; questo consentirà di valutare i nuovi trattamenti più rapidamente e potrebbe avere un impatto enorme sui costi della malattia oltre che sulla sofferenza che questa si porta dietro”.
 
Il nuovo esame (una precedente versione era stata messa a punto un paio d’anni fa) viene effettuato mediante immunoprecipitazione e cromatografia liquida-spettrometria di massa che consente di misurare con estrema precisione le concentrazioni di due forme di beta amiloide (la Aβ42 e la Aβ40) nel sangue. Il rapporto tra le due forme (Aβ42/Aβ40) si riduce man mano che nel cervello si formano i depositi di beta-amiloide.
 
Lo studio pubblicato su Neurology ha coinvolto 158 adulti di età superiore ai 50 anni, tutti normali sul piano cognitivo, tranne 10 di loro. I soggetti arruolati sono stati tutti sottoposti al nuovo esame del sangue e ad una PET dell’encefalo. I risultati dimostrano che i risultati dell’esame del sangue correlano con quelli della PET nell’88 per cento dei casi, un dato promettente ma non sufficientemente accurato per un esame diagnostico. Al fine di aumentarne l’accuratezza, i ricercatori americani lo hanno associato alla valutazione dei principali fattori di rischio per Alzheimer, come l’età (al di sopra dei 65 anni, il rischio di sviluppare l’Alzheimer raddoppia ogni 5 anni) e la presenza della variante genetica APOE4, che aumenta il rischio di 3-5 volte. Un ruolo è giocato anche dal genere: due pazienti con Alzheimer su tre sono donne.
 
Tuttavia, il peso maggiore nel migliorare l’accuratezza del test, è dato dalla valutazione contemporanea dei fattori di rischio età e APOE; associando i due ai risultati della concentrazione di beta-amiloide nel sangue, l’accuratezza del test arriva al 94%. Questo suggerisce che il test sulle concentrazioni plasmatiche Aβ42/Aβ40 potrebbe rappresentare un prezioso strumento di screening per i soggetti a rischio di Alzheimer. Un vero e proprio game changer.
 
L’utilizzo di questo test potrebbe ridurre di due terzi il ricorso alla PET per confermare la presenza della malattia; un risparmio di non poco conto se si considera che il costo di una PET si aggira sui 4.000 dollari. Per non parlare del fatto che a disponibilità della PET è limitata e riservata per lo più alla gestione clinica del pazienti, non agli studi sperimentali. E per selezionare i 1.500-2.000 da arruolare per un trial clinico su farmaci per la prevenzione della malattia, è necessario screenare anche 10 mila persone. Il nuovo test potrebbe consentire dunque non solo di risparmiare sui costi di screening dei trial farmacologici, ma anche di velocizzarli al massimo e di aumentarne il numero. Ma non è tutto. La sensibilità del test plasmatico Aβ42/Aβ40 nei soggetti PET per amiloide-negativi che nel tempo diventano PET per amiloide-positivi suggerisce che questo esame del sangue si positivizza prima e rappresenta dunque un spia precoce della formazione dei depositi di amiloide, anziché un falso negativo, almeno in alcuni soggetti.  
 
Maria Rita Montebelli

 

tratto da quotidianosanità.it 

link:http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=76331&fr=n

Scrivi commento

Commenti: 0

 Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

 

TOTALE

VISITE: 97759

 

MEDIA 

GIORNALIERA

VISITE 

negli ultimi 30 giorni: 71

Dati aggiornati

al 12-06-2021

---------------------------------

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2019
DATI SITO 2014-2019.pdf
Documento Adobe Acrobat 797.1 KB

PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
Documento Adobe Acrobat 523.8 KB

PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
Documento Adobe Acrobat 83.2 KB
PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
PROGETTO Restart and Recovery.pdf
Documento Adobe Acrobat 1'011.6 KB

---------------------------

---------------------------------------------

NEWSLETTER DI MENTEINPACE

per riceverla

     scrivi una mail a      menteinpace@libero.it

----------------------------------------------

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

---------------------------------------------------------

 GIOVANNI MARIA FLICK, MAURIZIO FLICK

ELOGIO DELLA FORESTA

Dalla selva oscura alla tutela costituzionale

Il Mulino

 

Il nuovo Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali (d.lgs. n. 34/2018) offre l’occasione per approfondire il tema dell’evoluzione della vita della foresta nel suo incontro-scontro con gli obiettivi dell’uomo. Il diritto interviene in questa relazione col suo ruolo regolatore, ricercando un punto di equilibrio tra la funzione ambientale e quella economico-produttiva e superando le polemiche che le scelte del legislatore hanno provocato tra gli studiosi della materia. Con un linguaggio piano e accessibile il libro approfondisce alcune tra le questioni giuridiche maggiormente dibattute a livello forestale e ambientale e le loro premesse di ordine costituzionale. Si analizzano le problematiche legate alla governance nella tutela della foresta, così come viene affrontato il tema della frammentazione delle proprietà boschive. Fra la categoria dei beni privati e quella dei beni pubblici si affaccia quella dei beni comuni; ne vengono prospettati pregi e difetti, prospettive di sviluppo e collegamenti con le tradizioni e con il principio di solidarietà. Si ipotizza poi un nuovo approccio alla «fiscalità ambientale», affinché venga abbandonata la funzione soltanto disincentivante e risarcitoria del tributo e vengano invece maggiormente apprezzate e incentivate le condotte virtuose. Si evidenziano i principi richiamati con decisione dall'enciclica «Laudato si'» di papa Francesco e il sempre più importante ruolo dell’Unione Europea rispetto all’ambiente e in particolare nell’azione di contrasto al commercio illegale del legno. Si guarda, infine, al futuro approccio del mondo economico-finanziario rispetto alle tematiche ambientali.

Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale, ministro della Giustizia nel governo Prodi I, è professore emerito di diritto penale. È autore di monografie sui temi della Costituzione, della giustizia, dei rapporti fra diritto penale ed economia, della criminalità organizzata, dei diritti umani e del diritto ambientale. Maurizio Flick, avvocato, è presidente della Camera civile di Genova. Collabora dal 2005 con la cattedra di Diritto civile dell’Università della medesima città, dove insegna nella Scuola di specializzazione per le professioni legali.

 

 

CLICCA QUI

-----------------------------------------------------------

 UNA BLOGGER IN CUCINA

 

Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

Cucini insieme a me?

 

Per visitare il blog

CLICCA QUI