FACE TO FACE L'arte contro il pregiudizio (unitonews.it)

Perché pensiamo che una persona sia un delinquente? Come si distingue chi commette reati da chi non lo fa? Quali preconcetti usiamo quando guardiamo?

Questi alcuni degli interrogativi che hanno portato 5 anni fa alla nascita del progetto “Face To Face”, un laboratorio che ha coinvolto gruppi di persone che vivono quotidianamente sulla loro pelle il peso del pregiudizio, vale a dire dieci detenuti dell’Istituto di reclusione di Saluzzo e dieci detenute della sezione femminile della casa circondariale di Torino. Da questo progetto, nel quale si è affrontato insieme a professionisti di diversi ambiti (conservatori museali, fotografi, scrittori, storici, medici, esperti di storia dell’immagine) il tema del pregiudizio nella fotografia, nell’arte e nella vita di tutti i giorni, ha avuto origine l’omonima mostra Face To Face – L’arte contro il pregiudizio, ideata e promossa dall’Associazione culturale Sapori Reclusi in collaborazione con il Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” dell’Università di Torino.

Nella mostra sono esposti 20 ritratti realizzati da Davide Dutto, fotografo e presidente dell’Associazione Sapori Reclusi, che ritraggono in modo anonimo 20 persone, uomini e donne, liberi e detenuti. Un corpus di fotografie, scattate utilizzando uno sfondo bianco, per ricreare le condizioni di partenza da qui tutto ha avuto origine: gli scatti conservati nel Museo Lombroso, per tracciare un filo tra il prima e il dopo. Nessuno, osservando i ritratti, potrà sapere “chi è chi”. I visitatori saranno quindi chiamati a fare uno sforzo di riflessione e approfondimento sul proprio modo di “guardare” il mondo.

La mostra è collocata nei locali del Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” che afferisce al Sistema Museale dell’Università di Torino in via Pietro Giuria 15 a Torino ed è visitabile fino al 6 gennaio 2020 dal lunedì al sabato in orario 10.00 – 18.00.

tratto da: https://www.unitonews.it/index.php/it/news_detail/face-face-larte-contro-il-pregiudizio

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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