FACE TO FACE L'arte contro il pregiudizio (unitonews.it)

Perché pensiamo che una persona sia un delinquente? Come si distingue chi commette reati da chi non lo fa? Quali preconcetti usiamo quando guardiamo?

Questi alcuni degli interrogativi che hanno portato 5 anni fa alla nascita del progetto “Face To Face”, un laboratorio che ha coinvolto gruppi di persone che vivono quotidianamente sulla loro pelle il peso del pregiudizio, vale a dire dieci detenuti dell’Istituto di reclusione di Saluzzo e dieci detenute della sezione femminile della casa circondariale di Torino. Da questo progetto, nel quale si è affrontato insieme a professionisti di diversi ambiti (conservatori museali, fotografi, scrittori, storici, medici, esperti di storia dell’immagine) il tema del pregiudizio nella fotografia, nell’arte e nella vita di tutti i giorni, ha avuto origine l’omonima mostra Face To Face – L’arte contro il pregiudizio, ideata e promossa dall’Associazione culturale Sapori Reclusi in collaborazione con il Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” dell’Università di Torino.

Nella mostra sono esposti 20 ritratti realizzati da Davide Dutto, fotografo e presidente dell’Associazione Sapori Reclusi, che ritraggono in modo anonimo 20 persone, uomini e donne, liberi e detenuti. Un corpus di fotografie, scattate utilizzando uno sfondo bianco, per ricreare le condizioni di partenza da qui tutto ha avuto origine: gli scatti conservati nel Museo Lombroso, per tracciare un filo tra il prima e il dopo. Nessuno, osservando i ritratti, potrà sapere “chi è chi”. I visitatori saranno quindi chiamati a fare uno sforzo di riflessione e approfondimento sul proprio modo di “guardare” il mondo.

La mostra è collocata nei locali del Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” che afferisce al Sistema Museale dell’Università di Torino in via Pietro Giuria 15 a Torino ed è visitabile fino al 6 gennaio 2020 dal lunedì al sabato in orario 10.00 – 18.00.

tratto da: https://www.unitonews.it/index.php/it/news_detail/face-face-larte-contro-il-pregiudizio

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 Claudio Giunta

«Ma se io volessi diventare una fascista intelligente?»

L'educazione civica, la scuola, l'Italia

Rizzoli, 2021

 

Agile, ironico, allo stesso tempo equilibrato e tagliente, ma soprattutto profondamente antimanicheo, questo libro riflette con intelligenza sugli spazi, i tempi, i metodi e i contenuti di un approccio alla scuola che non sembra più in grado di intercettare i veri bisogni educativi dei ragazzi italiani, e osserva secondo una prospettiva nuova un insegnamento cruciale che fin qui è stato affrontato in maniera sconclusionata, retorica e persino controproducente.

«Ma se io volessi diventare una fascista intelligente, perché mai la scuola e lo Stato dovrebbero impedirmelo?» Claudio Giunta se l'è sentito chiedere da una studentessa alla fine di una lezione in un liceo. Una domanda niente affatto banale – anzi, acuta e attualissima – che avrebbe meritato una risposta chiara e articolata, se un insegnante non l'avesse subito bollata come «provocazione», troncando ogni possibilità di dialogo. Questo libro nasce anche dal desiderio di dare una risposta sensata al quesito che la studentessa ha posto con ovvio intento polemico: «Lo Stato e la scuola» osserva Giunta «non dovrebbero impedirle di diventare una fascista intelligente, ma dovrebbero agire in modo tale da non fargliene venire la voglia, e prima della voglia l'idea».

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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