La Psico-oncologia per curare la sindrome della spada di Damocle (quotidianosanità.it)

Il 23 settembre a Torino la quarta Giornata Nazionale della Psico-Oncologia dal titolo “La paura della recidiva: sfidare l'incertezza”, indetta dalla Sipo in collaborazione con la Rete Oncologica regionale del Piemonte. A livello psicologico la paura della recidiva è presente nel 20-30% di coloro che vivono una remissione di malattia. 

 

La Psico-oncologia per curare la sindrome della spada di Damocle, ovvero la paura della recidiva nel 20 – 30% dei pazienti oncologici. Lunedì 23 settembre si celebrerà a Torino la IV Giornata Nazionale della Psico-Oncologia dal titolo “La paura della recidiva: sfidare l'incertezza”, indetta dalla Sipo in collaborazione con la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta.
 
Ogni anno la Società Italiana di Psico-Oncologia (Sipo) promuove in tutta Italia giornate di formazione e sensibilizzazione alle tematiche psico-oncologiche, rivolte principalmente alla cittadinanza e per la prima volta la Sezione Sipo del Piemonte (diretta da Paolo Leombruni della Psico oncologia della Città della Salute di Torino) partecipa a questa iniziativa.

Il tema che quest'anno si approfondirà è “La paura della recidiva: sfidare l’incertezza”. La paura che la malattia oncologica si ripresenti è una delle più frequenti cause di disagio emotivo nei pazienti che hanno avuto una diagnosi di un tumore; è un vissuto che attraversa tutta l’esperienza di malattia, dalla diagnosi, alle cure, ai follow-up ed interessa anche i pazienti “lungosopravviventi”, liberi cioè da almeno cinque anni dal tumore e dalle terapie adiuvanti. Sebbene dal punto di vista medico siano stati compiuti grandi passi, a livello psicologico la paura della recidiva è presente nel 20-30% di coloro che vivono una remissione di malattia.

 
Questa condizione nota come sindrome della spada di Damocle, si può manifestare attraverso sintomatologie psicologiche, percezione di sintomi sospetti ed eccessiva preoccupazione per i segnali che arrivano dal corpo, che possono allarmare il paziente inducendolo a richiedere ulteriori esami ed approfondimenti ed a sperimentare ansia. Secondo i dati pubblicati dall’Associazione Italiana Oncologia Medica e dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori, la sopravvivenza a 5 anni, in Italia, è notevolmente aumentata sia per gli uomini (54% nel quinquennio 2005-2009 contro il 39% nel quinquennio 1990-1994) sia per le donne (nello stesso periodo 63% verso 55%). In particolare è migliorata la sopravvivenza nei pazienti affetti dal tumore del colon-retto (fino al 65% per entrambi i sessi), dal tumore della mammella femminile (fino all'87%) e della prostata (91%). Pertanto è sempre più necessario da parte di tutti gli operatori dell'oncologia impegnarsi a migliorare la qualità di vita di queste persone e delle loro famiglie.

Se ne discuterà lunedì 23 settembre, dalle ore 14,30 alle ore 17,30, presso l’Aula magna del Liceo classico Vittorio Alfieri (corso Dante 80), una sede innovativa per questo tipo di eventi per sottolineare il significato divulgativo della giornata.

Specialisti ed esperti del settore approfondiranno come gli stili di vita possano incidere sulla malattia oncologica, quali sono le terapie più adatte a ridurre il rischio di recidiva in alcuni tipi di tumori, quali esami di follow-up sono fondamentali per monitorare la malattia e quali emozioni possono entrare in gioco nell’affrontare la paura della ricaduta. Sarà inoltre presentata la Carta Torino 2019, che valorizza la comunicazione e l’informazione nella cura e si darà spazio alle testimonianze di alcune Associazioni di volontariato di ambito oncologico. La giornata si chiuderà in modo costruttivo con gli impegni in merito della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta.

L’evento si rivolge ai cittadini ed a tutti coloro che vogliono informarsi sul tema, oltre che ai professionisti del settore ed a tutte le Associazioni di volontariato per l’assistenza al paziente oncologico. La partecipazione è libera e gratuita.

La Società Italiana di Psico-Oncologia è un’associazione attiva dal 1985, che sorge come associazione integrante di figure professionali (psicologi, oncologi, psichiatri, infermieri ed altri operatori sanitari) che si occupano di assistenza ai pazienti oncologici, alle loro famiglie ed alle diverse figure professionali coinvolte nell’iter di cure. L'obiettivo principale della Sipo è di promuovere la conoscenza, il progresso e la diffusione della Psico - Oncologia in campo clinico, formativo, sociale e di ricerca. In quest'ottica ogni anno s'impegna ad approfondire in numerosi centri italiani argomenti inerenti gli aspetti psicologici della malattia oncologica. 

 

tratto da quotidianosanità.it

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=77073&fr=n

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Marie Francois Delatour

 

Alimentazione e salute mentale

 

Pendragon.Edizioni

 

dalla Newsletter n.623 di PSICORADIO

 

In questa puntata parliamo dei corpi delle persone con un disturbo psichico; quel corpo che è quasi un rimosso, quando si parla di salute mentale. Corpi che troppo spesso sono vittima degli effetti collaterali di psicofarmaci e di cattivi stili di vita di cui ci si occupa troppo poco, come fossero conseguenze inevitabili del disturbo psichico.

Un esempio: alcuni psicofarmaci provocano un forte acquisto di peso, anche 10 o 20 chili, che in breve tempo trasforma il corpo.

Marie Francois Delatour , presidente del CUFO (Comitato Utenti, Familiari e Operatori), che riunisce 34 associazione della salute mentale, insieme alla nutrizionista Anna di Muzio , ha scritto un libro dal titolo “ Alimentazione e salute mentale ”, edito da Pendragon.

“ Lo spunto principale del libro è stata proprio la preoccupazione dei familiari e dei pazienti rispetto agli effetti collaterali di molti psicofarmaci. - racconta Delatour - Da qui nel 2015 è partito un percorso con l’Azienda USL di Bologna, per migliorare il benessere fisico delle persone con disagio psichico, attraverso piani alimentari, diete personalizzate, attività fisica e un continuo monitoraggio degli obiettivi raggiunti dai singoli pazienti.

I risultati sono stati subito evidenti: riduzione del peso, migliore qualità del sonno, un’attività intestinale più regolare e in alcuni casi anche una riduzione delle quantità di farmaci assunti ”. Il programma ha coinvolto famiglie, utenti accolti in gruppi appartamento o in altre strutture residenziali; molti all’inizio del progetto non cucinavano mai in casa e spesso non sapevano realizzare neanche le ricette più semplici. Poi “ hanno scoperto il piacere di cucinare insieme e anche della convivialità della tavola. Il cibo è diventato lo strumento per stare con gli altri”.

“ Alimentazione e salute mentale” non insegna solo a mangiare meglio : una parte del libro è dedicata a teorie di cui oggi si sente parlare sempre più spesso, che collegano alcuni disturbi mentali con il sistema immunitario, lo stato di alcuni organi, primo tra tutti l’intestino, ed i livelli di infiammazione presenti nel corpo. Per esempio, viene ricordata la recente traduzione di un libro di Edward Bullmore - neuropsichiatra, neuroscienziato e dal 1999 professore di psichiatria all'università di Cambridge: La mente in fiamme – un nuovo approccio alla depressione , (Bollati-Boringhieri). Il testo inizia con spiegazioni sul funzionamento del sistema immunitario e con risultati di studi secondo i quali l’infiammazione del corpo puo’ rientrare tra le cause della depressione (per chi vuole approfondire ) .
Secondo questo approccio, curare un disturbo psichico non vuol dire solo attenuarne i sintomi, ma prendersi cura del paziente nel suo complesso, corpo e mente - che non sono ambiti così separati.

 

 

clicca sulla scheda del libro: 

http://www.pendragon.it/libro.do?id=2849

 

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in Langa

 

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