Giornata mondiale della salute mentale 2019, fatti e cifre contro lo stigma (Ministero della Salute)

"Non c'è salute senza salute mentale" afferma l'Organizzazione mondiale della sanità. La salute mentale è infatti parte integrante della salute e del benessere e ad essa è dedicata la Giornata mondiale che si celebra ogni anno il 10 ottobreL’obiettivo è sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce e favorire l’accesso alle cure, aiutando a superare pregiudizio, stigma e paure.

Quest’anno la Giornata, organizzata dalla Federazione mondiale per la salute mentale e sostenuta dall'Oms, dall'International Association for Suicide Prevention e dalla United for Global Mental Health, è dedicata alla prevenzione del suicidio.

Nel mondo circa 800.000 persone muoiono ogni anno per suicidio che è ritenuto la seconda principale causa di morte tra i 15 e i 29 anni.

Il tasso di mortalità per suicidio in Italia è pari a 6 per 100mila residenti (più basso della media europea, pari a 11 per 100mila). Tale quota aumenta con l’età, passando da 0,7 nei giovanissimi (fino a 19 anni) a 10,5 negli anziani, con valori 4 volte maggiori nei maschi rispetto alle femmine. Nella classe di età tra i 20 e i 34 anni, il suicidio rappresenta una rilevante causa di morte (12% dei decessi).

Per approfondire vai alla pagina World Mental Health Day 2019 dell'OMS.

Salute mentale fatti e cifre contro lo stigma, l'opuscolo del Ministero della salute

Le condizioni di vita delle persone con disagio mentale non dipendono solo dalla gravità della malattia, ma anche dal grado di accettazione all'interno della famiglia e della società, accettazione spesso ridotta a causa della discriminazione di cui vengono fatte oggetto.

Il Ministero della salute per celebrare la Giornata 2019 ha realizzato l'opuscolo informativo "Salute mentale fatti e cifre contro lo stigma" con l'obiettivo di:

  • diffondere una corretta informazione sul disagio mentale
  • fare chiarezza sulle false notizie circolanti
  • fornire ai cittadini informazioni utili sulle strutture territoriali alle quali rivogersi e sui servizi offerti.

Consulta l'opuscolo Salute mentale fatti e cifre contro lo stigma 

Il Rapporto sulla salute mentale

Secondo i dati rilevati in Italia nel 2017 dal Sistema Informativo Salute Mentale (SISM) e contenuti nel Rapporto annuale del Ministero della Salute:

  • le persone con patologie psichiatriche assistite dai servizi specialistici sono state 851.189
  • i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta con i Dipartimenti di Salute Mentale sono stati 335.794 e il 67,6% dei pazienti ha più di 45 anni
  • le patologie psichiatriche più frequenti sono la depressione, la schizofrenia e le sindromi nevrotiche e somatoformi
  • le prestazioni erogate dai servizi territoriali ammontano a 11.474.311.

 

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Daniele Mencarelli

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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