E IL COPIONE? IL COPIONE DOV'E'? - DENTRO DI NOI SIGNORE. IL DRAMMA E' DENTRO DI NOI. Prossime proiezioni del film (Remo Schellino)

L'ultimo lavoro del Regista Remo Schellino, realizzato con alcuni pazienti del Centro di Salute Mentale di Ceva, comparirà nuovamente e prossimamente nelle Sale della provincia di Cuneo. 

 

La prima data è 
11 novembre alle ore 21,00 al Cinema Baretti di Mondovì
4 dicembre alle ore 21,00 al Cinema Multilanghe di Dogliani.

 

 

 

Trattare il tema della malattia mentale attraverso il documentario cinematografico non è impresa da poco, per la complessità che comporta e per la delicatezza delle storie coinvolte. Questo mio ultimo lavoro , finanziato dall’ASL cn1 e dal Comune di Ceva, si pone come un laboratorio multimediale  ma soprattutto come uno strumento per comprendere e capire la malattia mentale al di là dei preconcetti e dei pregiudizi. A 40 anni dalla Legge 180 o Legge Basaglia che il 12 maggio 1978 decretava  la fine e la chiusura dei manicomi  o case di costrizione,  cosi diceva Franco Basaglia: « Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c'è un altro modo di affrontare la questione; anche senza la costrizione. »

I protagonisti sono  gli utenti del servizio psichiatrico dell’Asl Cn1 ospiti del Centro diurno di Ceva : uomini e donne  fra i quaranta  e i sessant'anni,  persone che quotidianamente devono lottare per evitare di essere sopraffatti da una realtà parallela che non permette loro di godere a pieno  ciò  che il mondo reale offre . L'obiettivo e'  quello di avvicinare il pubblico alla tematica e permettere, a chi usufruisce del  mezzo cinematografico per raccontare , di mettere in evidenza risorse creative, ma anche le qualità strettamente filmiche e poetiche. Il fine è quello di affrontare i temi del disagio psichico  attraverso una galleria di punti di vista che possono essere utili non soltanto per riflettere, ma anche per eventuali approfondimenti sul tema, attraverso proiezioni pubbliche; il racconto di se stessi in forma biografica, i loro deliri, le stranezze, le  composizioni poetiche , la voglia e il desiderio di esprimersi . Questo approccio ha l’intento di far acquisire nuove informazioni  attraverso il racconto filmico delle proprie storie personali ; sensazioni utili  ad interpretare una realtà e a fare uso del propri vissuti a fini diagnostici e conoscitivi.

L’unico set  utilizzato è stato quello del Teatro Marenco di Ceva. Davanti allo specchio del  camerino del  teatro vedremo ogni  utente del Centro in fase di vestizione e nell’intento di truccarsi  in un  personaggio che lui ha scelto. In questo tempo dedicato ai preparativi,  dietro le quinte di un ipotetico spettacolo, ognuno  racconterà  i sogni, le aspettative, le paure. In un secondo momento, come fosse un giorno di prove, i personaggi salgono sul palco nell’intento di provare parti dello spettacolo. In realtà saranno nient’altro che libere espressioni : canto, recitazione, interpretazione, dove agli occhi dello spettatore  i protagonisti  appariranno  attori  di un vero spettacolo. Il finale vedrà gli attori-pazienti  salire sul palco del teatro e  posizionandosi  uno accanto altro,  dandosi la mano,  faranno l’inchino  rituale di fine spettacolo, rivolgendo lo sguardo in direzione della platea vuota e senza pubblico. Il vero e unico spettacolo è  quello nascosto, dietro le quinte , quello della vita raccontata  a se stessi  riflessi in uno specchi

 

 

Remo Schellino  (regista)

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Commenti: 1
  • #1

    Gian (domenica, 13 ottobre 2019 13:26)

    Sono curioso di vedere il film. Conosco Remo e guardando il suo sito si nota non solo la mole enorme di lavori ma il livello non comune con cui realizza li realizza.

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Due punti di ritrovo: al Rondò Garibaldi o al Bar Dotta (Piazza della Libertà vicino alla Stazione ferroviaria) a Cuneo. Munirsi di guanti e sacchetti della spazzatura.

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 Mario Nicola Rosso

La primavera di San Martino

   

Araba Fenice Editore

 

Il romanzo è ambientato a Cuneo, fra il 1854 e il 1859, dove vivono i giovani protagonisti prima di essere chiamati a combattere nella battaglia di San Martino: una battaglia sanguinosissima, nella quale ebbe un ruolo determinante la Brigata Cuneo, formata oltre che da cuneesi, da emigrati di ogni parte d'Italia, e a cui parteciparono, ignorate dalle cronache ufficiali, molte donne nei ruoli di infermiere e di vivandiere.

Gli anni che precedettero la Seconda Guerra di Indipendenza, anni che cambiarono il volto del Regno Sardo e della città di Cuneo, sono visti attraverso gli occhi dei protagonisti. Fu un'epoca di grandi trasformazioni, un'autentica primavera, che aprì il nostro Paese al progresso economico e allo sviluppo sociale: dal treno e dall'illuminazione a gas, alla costituzione delle prime casse di risparmio.
Il romanzo, che si conclude con la battaglia di San Martino, vuole anche essere un rispettoso omaggio alla povera gente, dimenticata dalla retorica ufficiale e quasi sempre inconsapevole degli ideali ispiratori dell'unificazione italiana, cui diede un fondamentale contributo di sangue.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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